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EBOLA: CINA SOTTO MINACCIA DICE LO SCIENZIATO PETER PIOT

EBOLA: CINA SOTTO MINACCIA DICE LO SCIENZIATO PETER PIOT


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 28 ott. - Anche la Cina è sotto la minaccia del virus Ebola, secondo Peter Piot, uno degli scienziati che ha scoperto il virus e direttore della London School of Hygiene and Tropical Medicine. La diffusione del virus "peggiorerà per un certo periodo, e poi, si spera, migliorerà dopo l'isolamento delle persone" affette, ha dichiarato a un simposio di scienziati che si è tenuto a Hong Kong Peter Piot. "Quello a cui stiamo assistendo ora è che c'è un raddoppio delle infezioni ogni trenta giorni". Il virus, secondo i calcoli dello scienziato, potrebbe durare ancora per un periodo compreso tra i sei e i dodici mesi. Attualmente sono oltre diecimila i casi registrati, che hanno prodotto finora a 4922 vittime. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che entro la fine di novembre possano esserci altri diecimila casi se i governi di tutto il mondo non interverranno. Al momento, ha confermato lo scienziato, sono tre le case farmaceutiche al lavoro per realizzare il vaccino, anche se non dovrebbe essere pronto prima di metà 2015, secondo le stime dell'OMS.

Uno dei rischi principali per la Cina, è relativo all'alto numero di dipendenti di aziende cinesi in Africa. "Ci potrebbe essere un rischio per la Cina in generale, e penso che un giorno accadrà" ha dichiarato il direttore dell'istituto londinese, riferendosi alla possibilità di diffusione del virus in Cina. Oltre ai Paesi dell'Africa occidentale dove l'epidemia si è verificata - Guinea, Liberia e Sierra Leone - Ebola è stata identificata anche negli Stati Uniti (con un caso anche a New York, la scorsa settimana) Germania, Spagna, Norvegia, Francia e Gran Bretagna. Rientrate invece, le preoccupazioni per un possibile caso di ebola a Hong Kong, dove un paziente di 39 anni, di ritorno da un viaggio di una settimana in Nigeria è risultato negativo al test. Piot ha poi spiegato che, al momento, non ci sono dati sufficienti a dimostrare che il virus possa essere trasmesso per via aerea.

Ebola non ha ancora colpito la Cina. Dalle autorità sanitarie di Qingdao, nella Cina orientale, è arrivata oggi la smentita del possibile primo caso di infezione nel Paese, dopo i rumors circolati su WeChat, la popolare piattaforma di messaggistica istantanea cinese. A diffondere la notizia è stata una radio locale, Qingdao Radio, gestita dal governo, che avvertiva gli ascoltatori di non mangiare cibo di strada e di lavarsi regolarmente le mani. Il post su WeChat aveva generato forti preoccupazioni tra gli ascoltatori, che lo avevano diffuso on line, fino alla smentita di questa mattina. Un caso simile si era già verificato a Ningbo, nella provincia costiera dello Zhejiang, dopo la notizia che un uomo proveniente dall'Africa occidentale fosse affetto dal virus. Dopo alcuni giorni di quarantena, l'uomo è però stato dimesso dall'ospedale.


28 ottobre 2014

 

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