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CLIMA, GALLETTI IN CINA: ITALIA IN PRIMA LINEA NELLA LOTTA

CLIMA, GALLETTI IN CINA: ITALIA IN PRIMA LINEA NELLA LOTTA


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 1 nov. - L'Italia e l'Europa sono in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici. E' questo il messaggio del ministro per l'Ambiente, la Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti in questi giorni in Cina nella doppia veste di rappresentante per la'Unione Europea delle Politiche Ambientali durante il semestre di presidenza di turno della Ue cominciato il 1 luglio scorso. La visita del ministro arriva a pochi giorni dall'accordo tra i presidenti del Consiglio dell'Unione Europea di politiche contro i cambiamenti climatici del 23 ottobre scorso e un altro accordo, approvato il 28 ottobre scorso sulle nuove politiche di governance dell'ambiente a livello europeo.
 
"Sono venuto qui a dire alla Cina che l'Europa, e in particolare l'Italia che è stata promotrice di questi accordi, è in prima linea nella battaglia ai cambiamenti climatici - ha affermato il ministro durante un incontro all'Ambasciata d'Italia a Pechino con la stampa italiana in Cina - Riteniamo che questa sia uno degli obiettivi principali a cui dobbiamo tendere". Il ministro si è poi soffermato sull'urgenza di un intervento per la produzione globale delle emissioni. "I cambiamenti climatici non sono più una cosa che si raccontano gli ambientalisti tra di loro - ha continuato Galletti - oggi hanno una prova scientifica che dice in maniera chiara che, se il mondo continua con questo trend di emissioni, noi andiamo incontro a uno scenario apocalittico tra qualche anno. Non è più un problema che riguarda i nipoti dei nostri nipoti, ma riguarda noi e i nostri figli. Si parla di migrazioni molto forti da un Paese all'altro; si parla di sconvolgimenti climatici di cui cominciamo ad avere percezione anche in Italia; si parla di guerre per l'accaparramento delle materie prime".
 
Galletti ha parlato di impegno "morale" prima che "economico" da parte di tutti i Paesi, compresi quelli che, come la Cina, si definiscono ancora in via di sviluppo. "Se alcuni Paesi in via di sviluppo, come Cina, India e Brasile, non contribuiscono con la stessa virtuosità e con lo stesso spirito con cui contribuisce l'Europa - ha spiegato Galletti - tutto questo non ha nessun significato e nessun effetto, perché noi, ormai, come emissioni di CO2 siamo poca cosa rispetto alle emissioni di tutti gli altri Paesi". La Cina, ha affermato il ministro, è "molto sensibile" al tema della riduzione delle emissioni. "Ho sentito parole che non sentivo qualche anno fa da parte della Cina - ha sottolineato il ministro - di una politica orientata molto verso la lotta all'inquinamento".
 
Un ultimo pensiero, Galletti lo dedica agli imprenditori italiani del settore ambientale presenti in Cina. "Qui c'è un mercato enorme. In Cina nei prossimi anni avremo un investimento fortissimo: si parla di duemila miliardi di euro. Di questi duemila miliardi di euro ci può essere una parte importante per il nostro mercato qui, che pensiamo possa essere attorno ai dieci miliardi di euro, grazie alle tecnologie che abbiamo e all'esperienza che abbiamo maturato in tutti questi anni". A Pechino, dove si trova da giovedì' scorso, il ministro dell'Ambiente si è incontrato con il suo omologo cinese, Zhou Shengxian, con il ministro della Scienza e della Tecnologia, Wan Gang, e con il sindaco della capitale, Wang Anshun. Il ministro dell'Ambiente ha  poi incontrato il presidente del più importante think-tank governativo cinese, l'Accademia Cinese di Scienze Sociali, Wang Weiguang, e il vice presidente della Commmissione Nazionale per lo Sviluppo e le riforme, l'agenzia governativa di pianificazione economica cinese, Xie Zhenhua.
 

 

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