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CINA, USA NON INTERFERISCANO SU TAIWAN

CINA, USA NON INTERFERISCANO SU TAIWAN


Di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 18 gen. - La Cina chiede agli Stati Uniti d non interferire nei rapporti tra Pechino e Taiwan e di avere un approccio cauto sui rapporti tra i due lati dello Stretto. Lo ha reso noto oggi il Ministero degli Esteri cinese, spiegando di guardare con preoccupazione alla prevista visita a Taiwan dell’ex vice segretario di Stato statunitense, William Burns, che dovrebbe incontrare alti funzionari dell’isola che Pechino considera una provincia ribelle. “Taiwan è parte integrante del territorio cinese - ha dichiarato il portavoce Hong Lei - e gli affari di Taiwan sono affari interni cinesi”.

Sabato scorso, dopo la vittoria elettorale di Tsai Ing-wen, l’amministrazione statunitense aveva inviato le congratulazioni alla nuova leader dell’isola La vittoria di Tsai, del Partito Democratico Progressista, su posizioni critiche nel rapporto con Pechino, aveva scatenato una serie di editoriali comparsi sui media cinesi in cui . Hong ha poi chiesto agli Stati Uniti di rispettare l’impegno verso il principio di una “unica Cina” che regola i rapporti tra Pechino e Taipei e l’impegno a opporsi alla "indipendenza di Taiwan", espressione citata tra virgolette sull’agenzia Xinhua. “Chiediamo agli Stati Uniti di fare di più per lo sviluppo stabile delle relazioni tra Cina e Stati Uniti e per lo sviluppo pacifico delle relazioni nello stretto di Taiwan, non il contrario”, ha concluso il portavoce del Ministero degli Esteri.

L’elezione di Tsai alle elezioni di sabato scorso aveva scatenato le reazioni della stampa cinese che chiedevano alla nuova leader di rispettare il principio di “unica Cina” fissato nel 1992 tra Pechino e Taipei, anche se i due lati dello Stretto danno ad esso accezioni differenti. Il tabloid Global Times aveva lanciato alla nuova presidente l’avvertimento di “abbandonare le allucinazioni di indipendenza” dell’isola da Pechino. Il quotidiano China Daily aveva definito “una pazzia” l’ipotesi che Taiwan potesse separarsi dalla Cina con capitale Pechino. Da parte sua, Tsai ha sempre dichiarato in campagna elettorale che in caso di una sua elezione avrebbe appoggiato lo status quo nei rapporti con Pechino.

 

18 GENNAIO 2016

 

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