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ERDOGAN IN CINA TRA BUSINESS E TENSIONI ETNICHE

ERDOGAN IN CINA TRA BUSINESS E TENSIONI ETNICHE


Di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Cooperazione con Turchia contro terrorismo e traffico di esseri umani

 

Pechino, 29 lug. - Cina e Turchia coopereranno contro il terrorismo e il traffico di esseri umani. Il tema della lotta al terrorismo è stato al centro dei colloqui tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente cinese, Xi Jinping, durante la prima giornata di visita in Cina di Erdogan. "La cooperazione nella sicurezza e nell'applicazione della legge è un'area importante per i due Paesi - ha spiegato il vice ministro degli Esteri cinese, Zhang Ming, dopo il colloquio tra i due leader - ed entrambi si sono accordati sul rafforzamento della cooperazione". Cina e Turchia hanno dal 2010 una relazione partenariato strategico, ma i rapporti tra i due Paesi nelle ultime settimane sono stati tesi, dopo i commenti di solidarietà del governo turco a favore della minoranza uighura, di lingua turcofona e fede musulmana, che vive nella regione autonoma cinese dello Xinjiang: Ankara ha lamentato le restrizioni a cui è soggetta la popolazione durante il mese del Ramadan, che Pechino ha smentito. Il governo cinese ha chiesto alla Turchia di non interferire negli affari interni del Paese.

La Turchia rappresenta un punto di arrivo per gli uighuri che lasciano la Cina a causa delle tensioni nella regione. Nel 2014 sono stati almeno 450 i morti negli scontri etnici scoppiati nella regione autonoma dello Xinjiang, secondo i calcoli delle organizzazioni umanitarie. Lo scorso anno, il governo centrale cinese aveva dato il via a una campagna anti-terrorismo nella regione autonoma, dopo una serie di attentati sia dentro che fuori i confini dello Xinjiang. Responsabili degli attentati, secondo il governo di Pechino,  sono i gruppi separatisti uighuri che rivendicano l'indipendenza dal governo centrale cinese. Nelle scorse settimane, la tensione sugli uighuri era aumentata dopo che la Thailandia aveva rimpatriato in Cina 109 cittadini uighuri che avevano lasciato il Paese, destando le polemiche di Ankara. "Cina e Turchia - ha spiegato il vice ministro cinese - ritengono molto importante rafforzare la cooperazione internazionale nella lotta al traffico di esseri umani". Erdogan, secondo quanto riferito dal vice ministro degli Esteri di Pechino, si è poi detto d'accordo con Xi Jinping sul fatto che la Turchia "non permetterà a nessuno di usare il territorio turco per fare qualsiasi cosa che possa recare danno agli interessi nazionali e alla sicurezza della Cina".

 

Erdogan in visita tra business e tensioni etniche

 


Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan è atterrato oggi a Pechino, per la sua prima visita in Cina da quando è presidente del Paese del vicino oriente e a pochi giorni dall'inizio del bombardamenti turchi contro gli avamposti dello Stato Islamico e le basi del Pkk curdo. Erdogan è arrivato a Pechino alla testa di una delegazione di circa cento imprenditori per un meeting che vedrà al centro gli affari tra i due Paesi, che hanno scambi pari a 24 miliardi di dollari all'anno, ma che è segnata dalla polemica delle scorse settimane tra Pechino e Ankara sul trattamento degli uighuri, la minoranza turcofona e musulmana della regione nord-occidentale cinese dello Xinjiang. Il governo turco aveva espresso preoccupazione per le restrizioni a cui sono soggetti gli uighuri durante il mese di Ramadan, dando la disponibilità ad accogliere i cittadini uighuri in fuga dal Paese. La polemica era stata segnata anche da forti proteste anti-cinesi a Istanbul e Ankara, condannate da Pechino che aveva chiesto al governo turco di non intromettersi negli affari interni della Cina.

A Pechino, Erdogan ha vistato il Monumento agli Eroi del Popolo su piazza Tian'anmen e ha incontrato il primo ministro cinese, Li Keqiang, alla Grande Sala del Popolo, sede del parlamento cinese. Erdogan ha poi incontrato il presidente cinese, Xi Jinping. Erdogan era già stato in visita in Cina nel 2012, quando era primo ministro. Il presidente turco è accompagnato da diversi ministri, a cominciare dal ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, e dal ministro all'Economia, Niyat Zeybecky. Al centro dei colloqui ci sarà la cooperazione tra i due Paesi sul tema delle "infrastrutture e delle sovrastrutture" aveva dichiarato Erdogan alla vigilia della partenza.

In conferenza stampa, prima della partenza per Pechino, il presidente turco aveva poi parlato di un altro tema che unisce i due Paesi, ovvero le contrattazioni per l'acquisto del sistema missilistico a lungo raggio cinese della China Precision Machinery Import and Export Corporation, inizialmente scelto da Ankara nel 2013, provocando la reazione degli Stati Uniti che avevano chiesto al governo turco di ritornare sulla propria scelta per la non compatibilità dei sistemi d'arma cinesi con quelli dei paesi aderenti alla Nato, come la Turchia. Successivamente, il governo turco aveva declinato l'offerta, scegliendo il consorzio franco-italiano Eurosam, ma nelle scorse ore Erdogan ha riaperto la possibilità di un accordo con i cinesi. "L'offerta più idonea era arrivata dalla Cina, ma alcuni sviluppi avevano portato a ritardi - aveva dichiarato il presidente turco - Rivisiteremo la questione durante questo viaggio. Se riceveremo una proposta che arricchisce l'offerta la valuteremo positivamente".

L'importanza del legame tra Cina e Turchia è sottolineato anche da un editoriale comparso oggi sul tabloid cinese Global Times. "Per la Cina la Turchia è uno dei Paesi più forti del Medio Oriente e una porta d'accesso all'Europea meridionale e un collegamento cruciale per l'iniziativa 'One Belt One Road'. Gli interessi economici in comune sono il fattore più importante che può mantenere i legami tra i due Paesi sul giusto binario". Il tabloid aveva poi fatto riferimento alla recente polemica tra i due Pesi sugli uighuri. "L'ingerenza turca sullo Xinjiang e gli uighuri è generata da un misto di pan-turchismo, pan-islamismo e dall'accettazione dei valori occidentali. La convinzione errata che gli uighuri siano oppressi in Cina è sfortunatamente dominante in Turchia". Durante la visita, è previsto anche un incontro tra alcuni ministri che accompagnano Erdogan in Cina e membri delle comunità musulmane hui e uighure.

 

29 LUGLIO 2015

 

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