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BANCA CENTRALE VERSO STABILIZZAZIONE YUAN

BANCA CENTRALE VERSO STABILIZZAZIONE YUAN


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

 

Pechino, 5 feb. - La bana centrale cinese è al lavoro per stabilizzare lo yuan, dopo che nella giornata di ieri aveva tagliato di 50 punti base i requisiti di riserva obbligatori delle banche, portandoli al 19,5%. Il tasso di riferimento dello yuan, dichiarato ogni giorno in apertura delle contrattazioni dalla People's Bank of China, è salito di 66 punti base a partire da lunedì scorso, con una flessibilità che rappresenta un tentativo, secondo il quotidiano China Daily, di evitare una rapida caduta della moneta cinese, che oscilla in una banda del 2% nei confronti del dollaro. La mossa rientra nella linea tenuta dalla banca centrale di prevenire attacchi speculativi alla moneta, con un intento preciso, secondo Liu Dongliang, analista di China Merchant Bank. "Una caduta verticale nello yuan non sarà tollerata" dall'istituto diretto da Zhou Xiaochuan, che anche ieri ha spiegato in una nota di puntare a una linea "prudente" sul Renminbi, altro nome della valuta cinese.
 
La tenuta della moneta cinese è stata al centro del dibattito economico delle ultime settimane, dopo la decisione di varare il quantitative easing da parte della Banca Centrale Europea. Secondo alcuni economisti, la manovra di Francoforte potrebbe avere come effetto quello di favorire le esportazioni cinesi e di indebolire lo yuan. Lo stessso primo ministro Li Keqiang, nei giorni successivi all'annuncio del qe, aveva detto chiaramente, durante una riunione in preparazione della sessione annuale dell'Assemblea Nazionale del Popolo - che si terrà a partire dal 5 marzo prossimo a Pechino - che sarà "sempre più difficile" per la Cina mantenere stabile la politica monetaria.
 
Anche nel caso di un indebolimento dello yuan e di un aumento delle esportazioni, il ritorno per la Cina non sarebbe così alto, secondo un rapporto di JP Morgan China. "Un grosso deprezzamento dello yuan aiuta l'export - scrive il Chief Economist per la Cina Zhu Haibin - ma in realtà sarà difficile da mettere in pratica dato che il surplus commerciale della Cina ha raggiunto nuovi massimi storici nella secondo a metà dello scorso anno. Potrebbe anche portare alla svalutazione competitiva da parte di altri Paesi - continua l'economista - che comprometterebbe l'iniziale intento di svalutare la moneta". Negli ultimi tre mesi, la Cina ha adottato due forti misure espansive. La prima a novembre scorso, con il taglio dei tassi di interesse, e la seconda, ieri, con il taglio dei requisiti di riserva delle banche di 50 punti base.
 

05 febbraio 2015

 

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