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VERSO ROMA WELCOME CHINESE, LA GUIDA DI REPUBBLICA CON ADR

VERSO ROMA WELCOME CHINESE, LA GUIDA DI REPUBBLICA CON ADR


Roma, 06 giu. – Verso una Roma "Welcome Chinese": è questo l'obiettivo del quotidiano La Repubblica che ha tradotto il lingua cinese la "Guida ai sapori e ai piaceri di Roma e del Lazio 2017",  presentata oggi alla Farnesina e che sarà diffusa in Cina attraverso il profilo ufficiale di Aeroporti di Roma (Adr) su wechat, la popolarissima piattaforma di messaggistica istantanea. "Stiamo promuovendo i rapporti tra Italia e Cina anche in campo culturale con lo scopo di facilitare ulteriori scambi nel turismo", ha detto il direttore generale per la promozione del Sistema Paese del ministero degli Esteri, Vincenzo De Luca, intervenuto alla conferenza di presentazione promossa dal ministero degli affari Esteri e dall'Ambasciata cinese. Dopo la app CinItalia sviluppata da Radio Cina Internazionale (ponte per superare le barriere linguistiche tra i due Paesi), la guida de La Repubblica è "un altro esempio di collaborazione istituzionale che fa di Roma una città amica e accogliente con i turisti cinesi", ha detto De Luca. Non solo. A porsi all'avanguardia nell'accoglienza dei flussi turistici cinesi con trattamento dedicato, è soprattutto l'aeroporto di Fiumicino che in Europa è tra gli scali a vantare maggiori collegamenti diretti con la Cina, oggi a quota 10. "Aumentare i voli diretti è un' operazione strategica per intercettare quel flusso di turismo diversificato, rispetto al quale dobbiamo giocare le nostre carte puntando a un ulteriore sviluppo", ha sottolineato De Luca.

 
Con 38 miliardi di euro di interscambio nel 2016, la Cina ha un forte peso nel partenariato economico. L'Italia continua a recuperare posizioni di export nei confronti dell'ex impero Celeste: nel marzo del 2017 il Bel Paese ha registrato una crescita delle esportazioni del 32% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. "Il nostro sistema imprenditoriale non solo riesce a sopravvivere ma si sviluppa su altri mercati", ha continuato de Luca. Ma sono soprattutto i numeri a riflettere l'intensità dei rapporti tra i due Paesi: se nel 2006 l'Italia ha concesso ai visitatori cinesi circa 50mila visti, nel 2015 i visti hanno raggiunto quota 500mila. Per De Luca il sistema del rilascio dei visti è dunque sempre più efficiente: "Gli scambi crescono in maniera esponenziale, con un grande sforzo di ammodernamento da parte della rete diplomatica che oggi è in grado di rilasciare un visto in 48 ore" in linea con gli altri Paesi dell'aerea Schengen.
 
"Per il turista cinese in visita in Europa, sbarcare a Berlino o a Roma è la stessa cosa, la differenza la fa l'accoglienza", ha detto Giuseppe Cerasa, direttore Guide La Repubblica. L'attivazione dei servizi "Welcome Chinese" di Adr, che ha permesso all'aeroporto della capitale di Roma di essere riconosciuto come uno dei principali gateway dei flussi Cina-Europa, si arricchisce con la guida di Roma in cinese, diffusa attraverso il profilo ufficiale dell'aeroporto romano su Wechat, la piattaforma di messaggistica istantanea sviluppata da TenCent, popolarissima in Cina e in continua ascesa, che oggi conta 1 miliardo di account, 850 milioni di utenti attivi in Cina e 697 milioni di utenti attivi a livello globale. "La Repubblica produce i contenuti, Adr li distribuisce in Cina, veicolando i messaggi con spot costanti sulla città, dalla gastronomia alla cultura", ha spiegato Cerasa. Secondo un sondaggio condotto da Adr sul bacino d'utenza del proprio profilo, il 45% degli interessati è attratto dalle proposte enogastronomiche. La scommessa de La Repubblica non si ferma a Roma: alla traduzione di questa guida Cerasa annuncia che ne seguiranno altre (il maggiore gruppo editoriale italiano ha pubblicato in tutto 24 guide). La scommessa, ribadisce Cerasa, non è solo sull'aumento vertiginoso dei numeri che riguardano i flussi turistici, ma anche sulla promozione di "itinerari non consueti".La prossima guida su Roma, in uscita tra qualche settimana, assegnerà la 'palma' di quartiere dell'anno al Pigneto e ospiterà i contributi di alcuni blogger. "Dalla pagliata alla porchetta, vogliamo esportare la cultura romana in Cina. Raccontare ai cinesi, ad esempio, cosa dicono di Roma alcuni grandi personaggi, da Michelle Obama a Leonardo di Caprio", ha concluso.
 
 "La guida presenta una serie di itinerari con uno spirito innovativo", ha detto De Luca, "offrendo al turista cinese, accanto ai percorsi tradizionali, anche esperienze significative nei quartieri periferici organizzati in base alle proprie identità culturali". Del resto il flusso dei visitatori cinesi in Italia è in crescita e "dobbiamo attrezzarci". Roma, anche grazie al sostegno della Regione Lazio, sta compiendo "enormi sforzi di apertura". Il frutto di tali sforzi è questa guida in cinese che "è intenzione del ministero degli Esteri presentare anche in Cina", ha concluso De Luca.

Se è giusto parlare di Roma, con questa guida, di cui due anni fa era stato presentato il progetto pilota e oggi il numero definitivo, "vogliamo iniziare a parlare anche dell'hinterland romano, un sentiero ancora inesplorato, e valorizzare così le sterminate bellezze di Roma", ha detto il Presidente del consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori, il quale nei giorni scorsi ha accolto una delegazione della municipalità di Tianjin che con la Regione Lazio ha firmato un importante accordo di cooperazione. Del resto sono sempre più frequenti gli accordi di internazionalizzazione "per la promozione dell'innovazione tra le realtà dei due Paesi, soprattutto nei settori vinicolo, enogastronomico e nella moda". Se si guarda nello specifico ai visitatori stranieri, Leodori ha due obiettivi: "Aumentare il tempo di permanenza medio, molto più basso rispetto ad altre capitali europee (rispetto a Londra e a Parigi, quello romano è di circa la metà), e amplificare la presentazione dei luoghi, affiancando agli itinerari classici altri quasi sconosciuti persino ai romani".  Del resto il turismo è un pezzo importante della nostra economia. Ne sono prova i numeri: si tratta di un'industria che genera un indotto di 10 miliardi di euro e crea 200 mila posti di lavoro. "Non parliamo di un turismo 'mordi e fuggi', ma di un turismo consapevole", ha spiegato Leodori. "Accoglienza e promozione sono i due pilastri dell'attrazione dei turisti a Roma, che si candida a diventare uno snodo per le altre province", ha concluso.

 

"Questa guida è la testimonianza di come la Cina sia sempre più accolta in Italia, all'interno di diversi ambiti, ed io apprezzo sentitamente iniziative del genere, poiché animano il rapporto tra le due nazioni e avvicinano il cuore dei popoli", ha detto l'ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu.L'intensità delle relazioni bilaterali, che nel 2020 celebreranno il cinquantesimo anniversario, è stata alimentata dalla visita di stato in Cina del presidente Sergio Mattarella nel febbraio scorso e dalla più recente partecipazione del primo ministro Paolo Gentiloni al "Belt and Road Forum for International Cooperation" svoltosi a Pechino il 14 e il 15 maggio, ha ricordato l'ambasciatore. In un contesto di crescente sviluppo degli investimenti economici e commerciali, della promozione dell'innovazione tecnologica e degli scambi culturali, "il turismo non si limita a essere un'industria in espansione, ma è anche un'importante via attraverso cui i popoli possono conoscersi e stringere legami d'amicizia", ha detto Li. "I cinesi dicono che oltre a dover leggere migliaia di libri, si devono percorrere anche migliaia di chilometri", ha aggiunto l'ambasciatore.  "Le bellezze naturali dell'Italia, il suo ricco patrimonio storico e culturale e la fama della sua cucina e della sua moda, attraggono fortemente i turisti cinesi. Ogni anno – ha proseguito - i turisti in visita in Italia raggiungono il milione di individui, mentre ogni settimana circa 50 voli fanno da spola tra i due Paesi". "L'Italia è il secondo paese europeo di maggior attrattiva per i turisti cinesi e il primo paese per numero di consumi da parte dei turisti cinesi. In particolare, Roma è entrata tra le dieci città estere in cui il consumo dei turisti cinesi è più alto", ha concluso Li.

 

Nella promozione dei flussi turistici cinesi verso l'Italia, un ruolo importante lo gioca Fiumicino. "Adr è da tempo impegnata attivamente sul mercato cinese nel promuovere l'attivazione di nuovi voli diretti" ha detto Fausto Palombelli, Chief Commercial Officer Aeroporti di Roma.  "Abbiamo investito molto in infrastrutture, predisponendo un'aerea di retail di 10 mila metri dove è esposto tutto il bello da vedere e da mangiare, dalle specialità asiatiche a quelle italiane". Del resto il turista che arriva da noi è sempre più esigente.
 
Oltre a essere il primo scalo a essere ufficialmente accreditato come "Welcome Chinese Airport", certificazione che attesta la conformità dello scalo romano ai requisiti di accoglienza definiti dalla China Tourism Academy (assegnato di recente a Trenitalia e alla città di Bologna), l'aeroporto Leonardo da Vinci ha attivato una serie di servizi volti a migliorare la "travel experience" del turista anche attraverso la digitalizzazione e nuove forme di pagamento: "Fiumicino è il primo aeroporto italiano, e tra i primi a livello internazionale, ad accogliere Alipay, l'app per pagamenti online più popolare in Cina" ha spiegato Palombelli. Non solo. "Accettiamo come sistema di pagamento la carta di credito UnionPay ed è ormai attivo sullo scalo anche apple Pay, il metodo di pagamento con Iphone", ha continuato. "Abbiamo infine lanciato un'app ufficiale di Adr, disponibile sugli store cinesi per Apple e Android, che assiste il viaggiatore lungo la sua esperienza a Fiumicino".
 
I risultati di questa spinta sono nei numeri.Se nel 2010 Roma era connessa solo con Pechino e Hong Kong, movimentando meno di 200 mila passeggeri l'anno, nel 2016 Roma è connessa con 10 destinazioni (oltre a Pechino e a Hong Kong, Xi'an, Shanghai, Wyhan, Chongqing, Wenzhou, Guangzhou, l'isola di Hainan, Taiwan) registrando 680mila passeggeri l'anno. "Anche grazie all'eccellente lavoro del ministero degli Esteri e al supporto dell'ambasciata cinese in Italia e dell'ambasciata italiana in Cina, stiamo rafforzando i legami anche con Kunming, Xiamen e Chengdu, che potrebbe essere presto l'undicesima città collegata con Roma", ha detto Palombelli. Nei primi quattro mesi di quest'anno Adr ha incrementato il numero dei passeggeri del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.  
 
Fiumicino è anche tra i primi hub in Europa ad aver attivato un profilo ufficiale su Wechat, che per Adr rappresenta il "canale attraverso cui informare direttamente i potenziali viaggiatore cinesi circa i servizi dell'aeroporto e le opportunità della Capitale, e la possibilità di intercettare chi sta pianificando un viaggio in Europa e in Italia e promuovere Roma come destinazione di arrivo", ha concluso Palombelli.
 
L'Italia è sempre più attiva nella promozione del turismo. Il 17 febbraio 2017 è stato approvato il piano strategico 2017-22, con l'obiettivo di riportare all'attenzione un comparto del sistema economico che genera il 12% del Pil. Si tratta di un progetto strategico coredatto da sette ministeri, tra cui il MIBACT e gli Affari Esteri, e approvato dal consiglio dei Ministri. "Alla base del piano, la promozione di nuovi strumenti per far conoscere al mondo l'infinito patrimonio che il nostro Paese può offrire", ha spiegato Francesco Tapinassi, dirigente della direzione generale Turismo del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. "Il piano vuole offrire una visione sostenibile di sviluppo turistico con una forte attenzione all'allargamento dell'offerta, adattandola al viaggiatore del nuovo millennio". Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, nel corso di una recente missione a Pechino ha rafforzato la cooperazione turistica su alcuni punti presenti nel piano: sostenibilità, gemellaggio dei siti Unesco, valorizzazione dell'agriturismo, e rilancio della dimensione rurale. Questo è l'anno dei borghi, ha poi ricordato Tapinassi, e il 2018 sarà l'anno del turismo Europeo in Cina.

 

Del resto l'Italia è un brand e dobbiamo superare quel "gap tra reputazione esterna e interna" che contraddistingue in maniera negativa la percezione che abbiamo del nostro Paese. Lo ha sottolineato Fabio Lazzerini, consigliere di amministrazione di Enit (l'Agenzia Nazionale del Turismo), che non ha esitato a definire l'Italia una "superpotenza nel turismo". I numeri parlano chiaro: "Se guardiamo al turismo extra-Ue, attraiamo 40 milioni di presenze", ha detto Lazzerini. "Verso l'Italia si dirige il 25% dei flussi turistici verso i Paesi Schengen – ha aggiunto – e siamo il Paese più visitato su Instagram". L'Italia, dunque, anche senza fare nulla intercetta i turismi grazie alla forza della sua storia. "Oltre a vantare il maggior numero di Dop, abbiamo 51 siti Unesco, un'opportunità che si trasforma in debolezza quando non utilizziamo commercialmente alcuni patrimoni", ha continuato. "Per la Cina siamo la maggiore destinazione tra i Paesi Schengen con 5,4 milioni di presenze l'anno scorso, cioè il 34% dei cinesi hanno scelto l'Italia".Dobbiamo quindi sfruttare il brand Italia intercettando il turista che si sta evolvendo, offrendo ad esempio nuove piattaforme digitali per lo shopping. L'Enit ha di recente firmato un accordo con Alibaba, il colosso dell'e-commerce cinese fondato da Jack Ma, con l'obiettivo di promuovere il turismo italiano in Cina utilizzando Alitrip, la piattaforma leader nel settore di prenotazione viaggi online e parte dell'ecosistema di Alibaba, sul quale oggi 450 milioni di persone acquistano prodotti, sempre più attraverso lo smartphone.

 

06 GIUGNO 2017

 

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