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ZHOU YONGKANG AGLI ARRESTI DOMICILIARI

ZHOU YONGKANG AGLI ARRESTI DOMICILIARI


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 11 dic. - Zhou Yongkang, uno degli uomini più potenti della Cina fino allo scorso anno, quando era responsabile degli apparati di sicurezza, si trova agli arresti domiciliari.  La notizia è stata confermata all'agenzia Reuters da "fonti vicine alla leadership" di Pechino. Fino allo scorso anno, quando è avvenuto il ricambio della classe dirigente cinese, Zhou Yongkang era membro del Comitato Permanente del Politburo, il massimo organo decisionale del potere politico cinese. "La libertà di Zhou è stata ristretta e i suoi movimenti sono monitorati" ha dichiarato una fonte alla Reuters, precisando che l'ex uomo forte degli apparati di sicurezza cinesi non può lasciare la propria casa di Pechino o ricevere ospiti senza previa autorizzazione. Zhou è sotto inchiesta per "gravi violazioni disciplinari", formula dietro la quale si cela l'accusa di corruzione, anche se non è chiaro quali siano i capi di imputazione. Indiscrezioni sulla sua sorte erano già trapelate nei giorni scorsi dal quotidiano on line in cinese Boxun, pubblicato negli Stati Uniti.

 

Settanta anni, una lunga carriera nell'industria petrolifera cinese, Zhou Yongkang ha salito nella sua carriera politica i gradini del potere fino a diventare uno dei nove membri del Comitato Permanente durante la presidenza di Hu Jintao. La sua sorte è da tempo oggetto di speculazioni in Cina: nel maggio dello scorso anno, la sua carica era stata svuotata di ogni potere effettivo per i suoi legami con l'ex segretario del Partito Comunista di Chongqing, Bo Xilai, condannato all'ergastolo in via definitiva a settembre scorso per i reati di corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere. Sempre nello scorso mese di settembre era finito sotto inchiesta per corruzione uno dei suoi protetti, Jiang Jiemin, ex dirigente del petrolio cinese e da marzo scorso a capo della SASAC, l'authority cinese che vigila sui grandi conglomerati statali. Qualora Zhou finisse sotto processo, si tratterebbe del caso di corruzione di più alto profilo in oltre trenta anni, dal processo alla Banda dei Quattro, il gruppo dirigente cinese giudicato responsabile degli eccidi della Rivoluzione Culturale, tra la metà degli anni Sessanta e la metà degli anni Settanta.


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