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XINJIANG, CINQUE CONDANNE PER SEPARATISMO

XINJIANG, CINQUE CONDANNE PER SEPARATISMO


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest


Pechino, 9 mag. - Cinque persone sono state condannate oggi con l'accusa di separatismo dalla Corte Intermedia del Popolo della prefettura di Kashgar, nella regione autonoma nord-occidentale cinese dello Xinjiang, con pene dai sette ai quindici anni di carcere. I cinque, secondo quanto scrive il quotidiano locale Xinjiang Daily, erano finiti in manette per avere diffuso materiale audio e video inneggiante alla separazione della regione autonoma dalla Cina, e per avere utilizzato siti di preghiera illegali per diffondere messaggi estremisti tra i giovani.

 

Le condanne di oggi arrivano a poche ore dagli ultimi scontri nella regione autonoma cinese, attraversata da forti tensioni etniche tra la popolazione di etnia uighura, turcofna e musulmana, e gli han, l'etnia maggioritaria in Cina. Ieri, nella prefettura di Aksu, non lontana dai confini con l'Asia centrale, la polizia ha colpito a morte un uomo e ne ha catturato un altro, dopo un attacco con coltelli ed esplosivi. Le forze dell'ordine locali stavano compiendo un'ispezione a una vettura sospetta, quando due uomini si sono avvicinati agli agenti in pattugliamento con in mano un coltello e del materiale esplosivo che ha scagliato in direzione dell'auto della polizia, secondo quanto riportato dall'agenzia Xinhua.

 

L'area di Aksu è stata una delle più colpite dalle recenti ondate di violenza: a febbraio scorso erano morte undici persone, e quattro erano rimaste ferite in uno scontro con le forze dell'ordine locali. Dalla prefettura di Aksu proviene anche uno degli uomini indicati dalla polizia di Urumqi, capoluogo della regione autonoma, come uno dei responsabili dell'attentato alla stazione locale del 30 aprile scorso, di nome Sedirdin Sawut. Assieme alle aree meridionali di Hotan e di Kashgar, quella di Aksu è una delle maggiormente sorvegliate dal governo centrale per i tentativi di penetrazione delle forze separatiste provenienti dai Paesi confinanti e per la forte concentrazione di popolazione musulmana, scriveva oggi la Xinhua.

09 maggio 2014

 

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