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XINJIANG, 39 ARRESTI PER TERRORISMO

XINJIANG, 39 ARRESTI PER TERRORISMO


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella



Roma, 21 mag.- Nuova ondata di arresti nello Xinjiang dove Pechino ha promesso pugno di ferro contro il terrorismo. La regione autonoma cinese è abitata da una popolazione a maggioranza musulmana, gli uighuri, ed è di frequente teatro di forti scontri e violenze, la maggior parte dei quali di stampo terroristico dirette – secondo Pechino - dal gruppo estremista East Turkestan Islamic Movement (ETIM). Trentanove persone sono finite in carcere oggi con l'accusa di "aver diffuso video che inneggiano al terrorismo" e di "aver preso parte a organizzazioni sovversive". I loro nomi lasciano intendere che la maggior parte di loro sono uighuri.  Lo riferisce l'agenzia China News Service secondo cui gli arrestati sconteranno in carcere fino a 15 anni per due di loro accusati di incoraggiare una "guerra santa".
 
La sentenza di arresto è arrivata ieri da sei corti della regione autonoma. Per molti osservatori la "minaccia nello Xinjiang" è esagerata da Pechino per giustificare la mano pesante adottata nei confronti dei critici del governo che lamentano discriminazioni nei confronti dell'etnia han, che le autorità cinesi hanno collocato nei principali posti dell'amministrazione pubblica. Scontri in cui l'anno scontro hanno perso la vita oltre 110 persone.

Al 12 maggio circa 232 arresti erano scattati in sei settimane nell'ambito della lotta al terrorismo.  Due giorni fa, invece, la Cina ha ufficialmente attribuito all'ETIM  la responsabilità dell'attentato alla stazione di Urumqi, capoluogo della regione, del 30 aprile scorso e ha lanciato una caccia internazionale ai membri dell'organizzazione, che rivendica l'indipendenza dello Xinjiang dal governo di Pechino.


L'attribuzione dell'attentato è arrivata a poche ore di distanza dall'arresto di sette persone, tutte di etnia uighura, ritenute responsabili dell'attacco. I disordini del 30 aprile hanno seguito di poco la visita di Xi Jinping nel sud del Paese, l'area più inquieta, dove il presidente  ha ribadito con forza l'impegno del governo a lottare contro la minaccia sempre più presente del terrorismo. Prima ancora, il primo marzo, a Kunming, capitale della provincia meridionale dello Yunnan, sono morte 29 persone e altre 143 sono rimaste ferite dopo un attacco compiuto da otto persone armate di i coltelli. Dinamica simile per l'attentato del 6 maggio a Canton dove un uomo ha ferito sei persone a colpi di coltello.

21 maggio 2014

 

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