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TRAMONTA EPOCA D'ORO DEI DOLCETTI DELLA LUNA

TRAMONTA EPOCA D ORO DEI DOLCETTI DELLA LUNA


di Wang Jing


Traduzione a cura di Giovanna Tescione

 

Roma, 19 set.- Naso all’insù e occhi puntati verso il cielo per i cinesi nel quindicesimo giorno dell'ottavo mese del calendario lunare. Il Drago oggi è impegnato nelle celebrazioni di una delle festività tradizionali più importanti, la Festa di Metà Autunno, giorno di luna piena e di condivisione, di riunione familiare, ma anche di partenze e di regali. E su quest'ultimo punto la tradizione non transige: preparati in casa o acquistati che siano sono gli yuebing, i dolcetti della luna, il regalo ideale per amici e parenti.


La festa nasce ai tempi della dinastia Tang (618-907 d.C.) per celebrare la fine del raccolto, ma i dolcetti della luna hanno una storia molto più lunga. Risalgono all’epoca della dinastia Zhou (1122 – 256 a.C), quando, rigorosamente tondi, venivano donati in segno di buon augurio affinché la vita fosse più dolce che amara. Da oltre duemila anni gli yuebing rappresentano un’icona della gastronomia cinese e regalo per molti irrinunciabile.


Ma quest’anno dominato dall'austerità i dolcetti della luna sono quanto non mai sotto i riflettori, al centro della campagna anti-corruzione avviata a giugno dal partito. La cosiddetta campagna contro i quattro "venti cattivi" (edonismo, formalismo, burocrazia e stravaganze) ha duramente colpito il consumo di molti prodotti di alta fascia. Ma il vero colpo di grazia l’ha sferrato la Commissione disciplinare quando ad agosto ha invitato i funzionari a non utilizzare fondi pubblici per i regali della Festa di Metà autunno.


Un fulmine a ciel sereno per i supermercati, già colmi di yuebing di ogni sorta e fascia di prezzo. E così quest’anno via dagli scaffali tutti i dolci più costosi, via le confezioni stile portagioie e le costosissime scatole, a volte in giada e oro, troppo stravaganti in tempi di ristrettezze. Il mercato degli yuebing ha subìto una virata sorprendente e in tutta la Cina sono apparsi dolcetti pensati per tutte le tasche, anche quelle più magre del popolo, per una media di 300 yuan (circa 36 euro) a scendere. E nonostante le numerose offerte che già da tempo riempiono i corridoi dei supermercati, i pregiati dolcetti con ripieno di abalone (una specie di ostrica) o per quelli costosissimi con il ripieno di nido d’uccello – prelibatezza della cucina cinese dal costo di migliaia di yuan (un centinaio di euro) – rimangono sugli scaffali in attesa di tempi migliori.


Ma sarà davvero giunta la fine per questi ‘dolcetti gioiello’? A quanto pare no e per molti è solo tempo di cambiare strategie di vendita. Secondo quanto riferisce l'Agenzia di Stato Xinhua, alcune linee di produzione di alta fascia semplicemente non vengono più vendute da sole, ma sono abbinate a vino rosso o olio extra-vergine italiano e vendute in cesti regalo con prezzi che schizzano alle stelle e che possono raggiungere i 10mila yuan (circa 1200 euro) o addirittura 100mila yuan (circa 12mila euro). D'altra parte si produce solo ciò che risponde alle esigenze dei consumatori. La maggior parte dei ‘dolcetti gioiello’ sono ancora troppo spesso oggetto di regali aziendali che sulle fatture rientreranno tra le voci delle 'note spesa'; ecco spiegato perché prodotti così costosi continuano ad essere sul mercato.
E se da un lato i cinesi pensano a come riempire il carrello di yuebing in modo coscienzioso, gli esperti osservano la politica sperando che non sia solo una meteora. Xiao Jinming, professore dell'Università di Giurisprudenza dello Shandong, ritiene che sia “necessario prevenire episodi di corruzione, ottimizzando i regolamenti vigenti e stabilendo le punizioni corrispondenti. Per Liu Chun, invece, assistente universitario presso il dipartimento di legge della Tongji università “bisogna imparare da Hong Kong che già da tempo ha stabilendo un tetto massimo per i regali”. “Bisognerebbe dare pene più severe sia per chi corrompe con fondi pubblici che per chi li riceve”, ha dichiarato.


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