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TIBET, ALMENO SESSANTA FERITI NEGLI SCONTRI CON POLIZIA

TIBET, ALMENO SESSANTA FERITI NEGLI SCONTRI CON POLIZIA


di Eugenio Buzzetti


Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 9 ott. - Sono almeno sessanta i tibetani feriti nella località di Driru (Biru, in cinese) durante gli scontri con la polizia del 6 ottobre scorso, dopo che un gruppo di persone avevano chiesto il rilascio di un cittadino di etnia tibetana che si era opposto all'ordine di issare la bandiera cinese in occasione del sessantaquattresimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, il 1 ottobre scorso. Non è chiaro, secondo quanto riporta International Campaign for Tibet, se la polizia abbia usato proiettili contro i dimostranti o se abbia invece fatto ricorso ai gas lacrimogeni per disperdere la folla. Almeno due manifestanti rimasti colpiti negli scontri si trovano in condizioni critiche.

 

I disordini nell'area di Driru, nel nord-est della regione autonoma del Tibet erano cominciati già il 29 settembre scorso, dopo che in due villaggi della contea alcune persone si erano rifiutate di esporre la bandiera cinese. La polizia aveva intensificato la propria presenza nell'area e alcune scuole erano state chiuse. Nei giorni immediatamente antecedenti alla ricorrenza - secondo i gruppi per difesa dei diritti dei tibetani Free Tibet e International Campaign for Tibet - sono state arrestate almeno quaranta persone per avere opposto resistenza all'esposizione delle bandiere cinesi in Tibet. Secondo le direttrice dell'organizzazione Free Tibet, Eleanor Byrne-Rosengren, negli ultimi mesi c'è stato un aumento delle violenze nella regione da parte delle forze dell'ordine, che hanno negato, invece, ogni ricorso alla forza nei confronti della folla.



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