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SICCITA': LA NEVE NON FA ABBASSARE IL LIVELLO DI GUARDIA

SICCITA': LA NEVE NON FA ABBASSARE IL LIVELLO DI GUARDIA


Pechino, 11 feb. – Arrivate giovedì le tanto attese nevicate nel Nord della Cina che hanno portato sollievo alle produzioni di grano colpite dalla siccità nelle province di Henan, Anhui, Hebei, Shanxi, Shaanxi, Shangdong e Jiangsu. Le precipitazioni di neve e pioggia sono destinate a continuare per l'intero fine settimana, secondo le previsioni del National Meteorological Center. Nei prossimi giorni si verificheranno leggere nevicate a Pechino, Tianjin e nello Henan e nevicate da 1 a 3 millimetri nello Shanxi, Hebei e Shandong.

La aree che hanno maggiormente beneficiato dell'ondata di neve di giovedì, secondo quanto riportato dai media nazionali, sono state la parte meridionale dello Henan e quella nord-occidentale dello Anhui, dove il volume della neve ha raggiunto i 23 millimetri. "La neve è arrivata al momento giusto, soprattutto nel Jiangsu, nello Anhui e nella parte meridionale dello Henan, dove la crescita del grano si trovava in un momento cruciale", ha affermato Lu Bu, ricercatore presso l'Accademia cinese delle Scienze Agricole, secondo il quale, inoltre, le precipitazioni aiuteranno a contrastare le malattie delle piante e a combattere gli insetti nocivi.

Tuttavia, secondo il direttore del National Meteorological Center, Yang Guimin, le precipitazioni sono ancora troppo scarse per poter portare un reale beneficio e sollievo alle province colpite dalla siccità. A tal proposito, da mercoledì sono state condotte 487 operazioni di induzione artificiale della pioggia al fine di incrementare il volume delle precipitazioni; secondo le statistiche rilasciate dal National Meteorological Center, 1.201 razzi e 1.867 proiettili hanno "bombardato" i cieli di Pechino, Tianjin e delle province dello Hebei, Shanxi, Henan, Anhui e Shandong.

Intanto il governo continua ad avviare provvedimenti per contrastare il problema della siccità: mercoledì è stato lanciata una mobilitazione generale e le autorità hanno annunciato un investimento di mille milioni di dollari. Fiducioso Wen Jiabao, il quale ha affermato giovedì in teleconferenza: "Abbiamo la fiducia e la capacità di assicurare sufficienti provviste di prodotti agricoli, in particolare di grano, mantenendo stabili i prezzi".

 

SICCITA': NELLO SHANDONG MAI COSI' IN DUE SECOLI

 

Pechino, 9 feb.- "Ci stiamo preparando ad affrontare una lunga e grave siccità": poche parole riassumono laconicamente le preoccupazioni delle autorità cinesi. Una carenza di acqua così allarmante non si registrava da 200 anni: la siccità che si è abbattuta sulle otto province cinesi in cui si concentra gran parte della produzione di grano del Dragone - tra cui Shandong, Jiangsu, Henan, Hebei, Shaanxi-, non potrà che accelerare ulteriormente la spirale inflazionistica, un rischio che ossessiona la classe politica cinese.

 

L'amministrazione provinciale dello Shandong – tra le province più colpite - ha fatto sapere per bocca del suo direttore che le proiezioni climatiche sono state elaborate, ma i dettagli restano oscuri. E il direttore si cela dietro l'anonimato, una prassi diffusa tra i funzionari cinesi nelle emergenze: sfumano le responsabilità, emerge l'immagine di un fronte unito che lotta contro i rincari dei prezzi. Mentre la Banca centrale di Pechino ha annunciato a partire da mercoledì 9 febbraio il terzo aumento dei tassi d'interesse dall'ottobre dell'anno scorso, una mossa per contenere l'inflazione ormai divenuta inarrestabile, a pesare sul costo della vita sono soprattutto i rincari dei generi alimentari (questo articolo). "La sicurezza alimentare è un tema che ossessiona Pechino tanto da indurla a non abbandonare l'obiettivo di mantenere il tasso di autosufficienza cerealicola al 95%; nonostante il processo di desertificazione – e la conseguente riduzione di terreni arabili – abbia determinano una diminuzione della produzione di grano, la Cina preferisce non importare", aveva dichiarato Robert Ash ad AgiChina24 in una recente intervista (questo articolo).

 

In queste ore l'allarme siccità sembra riproporre al Dragone un doppio quesito che rischia di scardinare tradizionali equilibri interni: se la siccità continuerà a prosciugare i terreni arabili, la Cina dovrà rassegnarsi a importare? E se la Cina spinge sul pedale dell'import, quali saranno le conseguenze sull'aumento del prezzo degli alimenti a livello globale - inevitabile iattura se si pensa che solo dal mese di novembre dello scorso anno i prezzo sono lievitati del 35%-?

 

Mentre a Pechino una sorpresa sgradita attende le masse in rientro delle ferie per il Capodanno cinese (questo articolo) – "non ho mai speso così tanto per mangiare come durante queste vacanze" si lamenta Zhou Yuanji, un cittadino intervistato all'uscita di un supermercato della capitale -, la FAO lancia uno "special alert" e diffonde numeri che gettano altra benzina sul fuoco: sarebbero già 2,6 milioni le persone colpite dalle allarmanti condizioni climatiche che rischiano di mettere in ginocchio l'economia di alcune fiorenti province cinesi.

 

Ma cosa sta accadendo esattamente in queste ore nelle province cinesi colpite dalla siccità?

 

E' lo Shandong ad essere stato maggiormente colpito dalla scarsità di precipitazioni degli ultimi quattro mesi. Dal mese di settembre, soltanto 12 millimetri di pioggia hanno bagnato i terreni agricoli: una tale carenza di acqua non si registrava da 200 anni e rischia di compromettere le produzioni di grano.  Fino al 17 febbraio la situazione non sembra destinata a migliorare, anche se l'annuncio del Centro Metereologico Nazionale di possibili piogge o nevicate nei prossimi tre giorni, lascia accesa qualche speranza. Secondo le previsioni meteorologiche, infatti, il 10 febbraio tre millimetri di pioggia o di neve potrebbero portare sollievo alle coltivazioni di grano delle province dello Henan e dello Shandong.

 

Secondo quanto dichiarato martedì dal ministro dell'Agricoltura, la siccità ha colpito negli ultimi quattro mesi il 35,1% delle produzioni di grano, ovvero il 21,7% del totale delle terre coltivabili nelle otto province a rischio. "La Cina è un paese ancora prevalentemente agricolo, ma è proprio sull'agricoltura che si registrano i maggiori ritardi e inefficienze. La modernizzazione dell'industria agricola è una priorità nazionale: l'agricoltura oggi contribuisce per il 40% al tasso di occupazione ma solo per il 10% ai consumi", un monito – quello di Robert Ash – che mai come oggi appare più denso di implicazioni.

 

Nello Shandong verranno adottate urgenti misure per limitare i danni causati dall'emergenza siccità; il Partito Comunista Cinese e le autorità locali si mobiliteranno per la sicurezza dei raccolti.  Questo il proposito espresso dal vice segretario del partito dello Shandong Liu Wei: "Le autorità provinciali verranno considerati responsabili se l'emergenza siccità non verrà risolta". Intanto, da venerdì scorso il governo centrale ha annunciato nelle zone a rischio una mobilitazione generale, che prevede un costante monitoraggio delle condizioni climatiche delle province e l'invio di esperti e strumenti per la sicurezza e la protezione dei terreni. Un ulteriore provvedimento è quello annunciato dal portavoce delle autorità competenti dello Shandong Yin Changwen, e riguarda la costruzione di strutture per l'irrigazione che dovrebbero fornire 191 milioni di metri cubici alle aree agricole nei prossimi mesi.

 

di Alessandra Spalletta e Giovanna di Vincenzo

 

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