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RENZI RIMONTA A PECHINO, «ITALIA CORRA DI PIU'»

RENZI RIMONTA A PECHINO, «ITALIA CORRA DI PIU »


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest



Pechino, 11 giu.-  Il riequilibrio della bilancia commerciale con la Cina e l'Expo 2015 sono stati al centro della tappa a Pechino di Matteo Renzi, impegnato in un tour asiatico. Tra Italia e Cina, a un anno dalla kermesse di Milano, esiste uno squilibrio nell'interscambio di 13 miliardi di euro. "Nel 2013 abbiamo perso 23-10", ha dichiarato il premier ai suoi, riferendosi allo squilibrio nel rapporto bilaterale tra i due Paesi, "una sconfitta netta". Un saldo negativo che potrebbe essere migliorato dall'Expo per il quale in Cina, ha osservato Renzi, e' forte l'attesa. 

 

Renzi ha incassato i complimenti del presidente cinese, Xi Jinping, per le riforme avviate in Italia e che hanno avuto una risonanza internazionale. Ma, tra una visita privata alla Citta' Proibita e un ricordo della curiosita' e del coraggio con cui Marco Polo e il gesuita Matteo Ricci giunsero in Cina, la sua attenzione si e' concentrata soprattutto su quanto c'e' ancora da fare per avvicinare Roma e Pechino. "La Cina corre veloce, l'Italia un po' meno: dobbiamo correre di piu'", ha osservato.

 

Poi l'Expo: il premier ha ricordato il terzo padiglione cinese a Milano, quello di China Corporate United Pavillion (CCUP), espressione dei grandi gruppi industriali cinesi e simbolo dell'entusiasmo che Expo della Cina per l'Expo, contrapponendolo ai "professionisti del pessimismo" nostrani citati nella tappa a Shanghai Italian Center. Gli imprenditori cinesi, ha spiegato Renzi, "vivono l'Expo come una grande occasione di crescita per la sua potenza straordinaria".

 

Renzi ha ricordato l'incontro tra il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, che lo accompagna nella missione asiatica, e il presidente del CCUP, per cui l'Expo e' "gioia, entusiasmo, opportunita' di business, anche rischio" sotto il profilo imprenditoriale. Il presidente del Consiglio ha poi voluto sottolineare la differenza tra delocalizzazione e internazionalizzazione e ha definito "stucchevole" il dibattito su questo argomento. "Stiamo parlando di aziende che vanno ad affrontare il mondo. Chi va all'estero non delocalizza, ma internazionalizza. L'Italia e' forte, c'e' una fame di Italia nel mondo fortissima".

 

11 giugno 2014

 

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