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PULITE IL PIATTO: LA FRUGALITA' SECONDO XI JINPING

PULITE IL PIATTO: LA FRUGALITA  SECONDO XI JINPING


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella


Roma, 5 feb.- Siate diligenti, frugali e, soprattutto … finite quello che avete nel piatto. Mentre l'intera Cina si siede a tavola per festeggiare il Capodanno, la campagna anti-spreco del nuovo segretario del Partito e futuro presidente Xi Jinping riecheggia dai quattro angoli del Paese.
 
Nata da un appello sul web dei netizen, il movimento "Finite quello che avete nel piatto" ha trovato posto sulle pagine di Reference News, prodotto editoriale dell'agenzia di stampa Xinhua indirizzato ai soli funzionari di alto livello. Risultato: il 20 gennaio il Comitato Centrale del PCC ha rilasciato un comunicato in cui il Xi Jinping commentava l'articolo dichiarando che "L'abitudine dello spreco deve essere abbandonata immediatamente".

Secondo le statistiche in Cina oltre 128 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, mentre oltre 50 milioni di tonnellate di grano vengono buttate e il cibo destinato alla spazzatura basterebbe a sfamare 200 milioni di persone, circa un sesto dell'intera popolazione.

La causa contro gli sprechi, o "Pulire il piatto", sposata dal futuro presidente rientra nel filone della guerra - già dichiarata  nelle ultime settimane – alla corruzione fuori e dentro il partito, agli eccessi e agli sfarzi. Vetrina della nuova condotta rigorosa del Partito sarà l'Assemblea Nazionale del Popolo, una sorta di Parlamento cinese che si riunirà a marzo e che rappresenta una data clou del calendario politico cinese. Appuntamento che quest'anno assume maggiore importanza in vista dell'investitura ufficiale del Presidente della Repubblica popolare e degli altri sei potentissimi che siederanno al Comitato Permanete del Politburo, nominati lo scorso novembre dal XVIII Congresso del PCC. Un meeting che quest'anno si svolgerà all'insegna dell'austerità senza fiori, alcolici e cibi costosi. E la sforbiciata non riguarda solo la forma: Xi Jinping ha infatti sollecitato i delegati a pronunciare discorsi più brevi, abbandonando la retorica e andando dritti al sodo.

L'obiettivo è naturalmente quello di ripulire l'immagine del PCC e riconquistare la fiducia dei cittadini messa a repentaglio dagli scandali che hanno colpito lo scorso anno Zhongnanhai – sede del potere cinese -, primo fra tutti quello che ha spazzato via l'ex capo del partito di Chongqing Bo Xilai, accusato di complicità nell'omicidio dell'uomo d'affari inglese Neil Heywood, corruzione, e abuso di potere. Non solo: lo scorso anno il web è si affermato come giudice severo di funzionari locali o di alto livello denunciati sulla rete per il loro stile di vita corrotto, dissoluto o immorale.

Un fardello pesante, cui il futuro leader della Cina risponde con un ritorno alla frugalità e a quelli che vengono considerati i valori del popolo cinese. Ad oggi "Pulire il piatto" ha totalizzato 550mila discussioni sui microblog cinesi, mentre la stampa ha dedicato fiumi di inchiostro in risposta  all'invito di Xi di mettere fine agli sprechi di cibo. Il People's Daily da solo ha dedicato il 30 gennaio metà della sua prima pagina al tema e sei articoli tra cui "Opporsi agli sprechi è una missione politica" e "I ristoranti dovrebbero offrire porzioni ridotte". Il Global Times – quotidiano cinese in lingua inglese – in un articolo intitolato "Opporsi agli sprechi è una riforma sociale profonda e lungimirante", si spinge più in là e sostiene che questa filosofia dello spreco e del superfluo non riguarda solo il cibo ma anche le case e le macchine, un desiderio che arriva direttamente dall'America e che è segno inequivocabile della perdita di cultura.. Altri organi di stampa invece ne hanno approfittato per denunciare l'abuso di fondi pubblici: è questo il caso del Beijing News in cui i giornalista hanno scoperto che il costo medio di un tavolo standard a una cena degli uffici di rappresentanza provinciale a Pechino si aggira attorno agli 8.000 yuan, circa 900 euro.

Basterà, dunque, rinunciare ai fiori e imporre di pulire il piatto a convincere il popolo che il partito è più attento ai bisogni della gente che al proprio interesse? Intanto seguendo una tradizione ormai consolidata dell'amministrazione Hu-Wen , nei giorni scorsi Xi Jinping e il futuro premier Li Keqiang hanno fatto visita alle popolazioni povere del Gansu e della Mongolia Interna, province messe in ginocchio dalla siccità, e portato loro in regalo per le festività di Capodanno olio da cucina, maiale, spaghetti, semi di melone e dolci. "Nella provincia dello Shaanxi (sua provincia natale) le condizioni di vita sono migliorate molto negli ultimi anni. Noi, come partito e come governo, ci prenderemo cura di voi e vi aiuteremo" ha detto Xi agli abitanti di Dingxi, nel Gansu.  

"La popolarità è molto importante" ha commentato al South China Morning Post Joseph Cheng Yu-Shek esperto di scienze politiche alla City University di Hong Kong. "Con questa visita i futuri leader hanno voluto dare l'immagine di politici vicini ala gente e che comprendono i problemi del popolo, proprio come i loro predecessori". Tuttavia il malcontento tra la gente è alle stelle, soprattutto riguardo il gap tra ricchi e poveri – ha osservato l'osservatore di questioni cinesi Johnny Lau Yui-siu, "con questa visita Li e Xi hanno provato a 'fare pace' con quelli che vivono alla base della scala sociale, ma l'esito è incerto".

Se il viaggio nelle zone disastrate segue un copione già conosciuto, il reportage sul Twitter cinese Weibo ha dell'originale ma soprattutto del mistero visto che il web intero si chiede chi si nasconde dietro il profilo "Hao Hao Xue Xi" (Studiare scrupolosamente Xi), non proprio una pagina autorizzata dal futuro presidente. Commenti in stile informale, termini presi in prestito dal dialetto dello Shaanxi e diverse foto, dalla cui angolazione gli internauti sono pronti a scommettere si tratti di qualcuno dell'entourage del segretario del PCC. "E' partito il corteo di macchine di Xi", "Xi è tornato in hotel", le giornate in Gansu del futuro leader sono documentate passo passo in oltre 350 post destinati ai 136mila follower che hanno apprezzato le mosse di Xi ma si chiedono il perché della pagina. Per Pingfan il futuro presidente è "un brav'uomo sia dal punto di vista governativo che individuale". "Apprezzo questo nuovo metodo, forza!" Le fa eco Xing Xing: "si impegna molto, è meglio del presidente Hu". "Speriamo che sia qualcosa di reale per la gente comune e non solo scena come quella del governo passato" scrive Niu Qi Jie, mentre Xing bufan si chiede "Alla fine poco mi importa di chi tu sia, da dove sei spuntato, quello che vorrei sapere è dove vuoi arrivare?"

Un altro netizen si interroga sul bisogno di un capo della nazione di aprire oggigiorno un account Weibo: "Weibo è un arma a doppio taglio, ha i suoi pro e i suoi contro, ma se i leader vogliono intraprendere la strada delle masse, capire da vicino la situazione del popolo, farsi un idea, allora la cosa è di sicuro vantaggio oltre ad essere necessaria. Ritengo che sia una cosa buona anche nei risultati, è un modo di scendere dal piedistallo per stare vicino al popolo"

 

 

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