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NELLO HEBEI ARRIVA LA TASSA SULL'INQUINAMENTO

NELLO HEBEI ARRIVA LA TASSA SULL INQUINAMENTO


di Antonia Cimini

 

Roma, 28 nov. - La cittadina di Anguo, nella regione dello Hebei a ridosso di Pechino, è il primo paese a far pagare ai cittadini il costo dell'inquinamento atmosferico in Cina.

 

I residenti del piccolo centro in provincia di Baoding si sono visti recapitare nei giorni scorsi una sconosciuta bolletta di cento yuan (circa 8 euro) insieme alle ordinarie spese di riscaldamento. I funzionari hanno spiegato loro che la nuova tassa è un contributo di ogni famiglia alla lotta contro l'inquinamento dell'aria, secondo il quotidiano Gioventù di Pechino. Gli ideatori del nuovo balzello lo avrebbero giustificato come una normale voce di spesa per la gestione della città, al pari della tassa sui rifiuti o quella sul trattamento delle acque.

Da qui a scatenare la furia dell'opinione pubblica il passo è stato breve. “Sebbene tutti debbano fare la propria parte per combattere l'inquinamento, il governo però ha i mezzi per disegnare le leggi necessarie; perché far pagare il conto ai cittadini” scrive su internet un utente di Anguo che per primo ha reso nota la nuova tassa. Altri si mostrano ancora più indegni del comportamento degli ufficiali e gridano ad un'ennesimo fardello sulle spalle della gente, segno del consueto malgoverno. “Come sarebbero usati i soldi della tassa pagata dai cittadini? Cento yuan per famiglia rendono l'aria migliore? E chi controlla?” scrive un altro, oppure “chi è che inquina l'aria, i cittadini? I profitti delle imprese che inquinano dove vanno a finire, nelle tasche dei cittadini?” lamenta un altro.

Anche la stampa ha da dire il suo, sull'onda del sentire popolare. Il Quotidiano del Popolo scrive sul suo sito internet che la lotta all'inquinamento fa parte dei doveri del governo, che dovrebbe stabilire in modo equilibrato come far pagare il costo dei danni all'ambiente. E' una questione di buon senso, scrive il giornale, che chi inquina paghi. Esperti di ogni estrazione hanno proposto una moltitudine di soluzione per responsabilizzare i criminali ambientali, il governo ha da tempo raggiunto l'unanimità sulla questione ma il problema sorge a valle, quando spetta all'esecutivo far rispettare le leggi: è qui che l'entusiasmo scema, il caos regna e le buone intenzioni si perdono. La tassa di Anguo è un abuso di potere e non fa che rimbalzare la responsabilità ad altri, conclude il giornale.

Solo un mese fa, ad ottobre, il ministero delle finanze ha stanziato 5 miliardi di yuan per combattere l'inquinamento dell'aria nella regione di Pechino-Tianjin-Hebei-Shanxi-Mongolia-Shandong, fortemente sotto pressione per emissioni industriali e automobili. Lo Hebei è tra le dieci aree più pesantemente inquinate della Cina e sette delle dieci città più dannose a livello ambientale si trovano nello Hebei. Il governo locale ha promesso di tagliare 60 milioni di tonnellate di acciaio ogni anno entro il 2017 dalla produzione delle proprie acciaierie e di ridurre di 40 milioni di tonnellate il consumo di carbone, ma lo Hebei riamane il polmone malato del paese.

La situazione dello Hebei è responsabile anche per gli altissimi livelli di particelle dannose nell'aria di Pechino. I fumi delle acciaierie della regione arrivano direttamente nella capitale soffiati dai venti di quell'area, fino al punto da rendere Pechino la peggiore città per qualità dell'aria nel terzo trimestre di quest'anno. Ieri la capitale ha varato un decreto attuativo per mettere in atto, a partire dal primo gennaio, il 'Piano per ripulire l'aria di Pechino 2013-17' già approvato dalla municipalità all'inizio del mese. Entro la data fissata nella città non potranno circolare più di sei milioni di automobili, e di queste 1,7 milioni dovranno essere alimentate con energie rinnovabili. Oggi sulle strade di Pechino si muovono già 5,4 milioni di macchine, distribuite a scaglioni secondo un sistema di circolazione a targhe alterne. Lo schema prevede un numero minore di immatricolazioni permesse a partire dal prossimo anno: dalle 240 mila immatricolazioni all'anno di oggi si passerà a solo 150 mila nel 2014 per le automobili convenzionali. Le targhe saranno attribuite tramite estrazione a sorte.

 

28 novembre 2013

 

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