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LEADER IN PENSIONE SI SCOPRONO SCRITTORI

LEADER IN PENSIONE SI SCOPRONO SCRITTORI


di Antonia Cimini


Pechino, 8 nov. - Cosa fanno i leader cinesi in pensione una volta ritiratisi dal palcoscenico del potere? Prendono la penna e affidano alla scrittura le loro memorie, esperienze e insegnamenti per le generazioni a venire.


L'ex premier Li Peng è in cima alla lista: ad oggi ha pubblicato dieci libri, pari solo all'ex vice premier addetto all'educazione Li Lanqing durante il governo di Zhu Ronji, che ne ha scritti altrettanti. Jiang Zemin ha firmato sei volumi già pubblicati, ma il più veloce di tutti è stato Wen Jiabao: a fine ottobre ha pubblicato il libro "Wen Jiabao discute di educazione", appena sette mesi dopo aver consegnato le chiavi della presidenza del governo a Li Keqiang lo scorso marzo. E secondo un addetto della Casa Editrice del Popolo, ci sono almeno altri due membri del Comitato Permanente ritiratisi lo scorso anno che stanno scrivendo libri da pubblicare la prossima primavera.


Per i leader che si dedicano alla scrittura non esistono eccezioni al lungo e tortuoso percorso della pubblicazione in Cina, Innanzitutto i politici di livello vice ministeriale e superiore devono chiedere un permesso all'ufficio centrale del Partito. Una volta ottenuto il via libera, gli scrittori illustri devono come tutti gli altri affidarsi ad una casa editrice che sottoporrà il progetto e il prodotto finale agli organi di supervisione della stampa, la censura. L'ufficio addetto alla supervisione della stampa decide in accordo con l'Ufficio centrale del partito a quali dipartimenti inviare il manoscritto per una revisione che comprende sia lo stile sia soprattutto la valutazione di quali notizie possono o non possono essere rese note al pubblico, dato l'accesso a informazioni fuori dell'ordinario che tali scrittori posseggono.


Solo poche case editrici, però, hanno il diritto di pubblicare le opere di statisti in pensione. Ad esempio i tre libri dell'ex premier Zhu Rongji sono tutti stati pubblicati dalla Casa Editrice del Popolo. Ma poiché scrivere libri è da qualche anno diventata una consuetudine per ex capi dello Stato, questo tipo di restrizioni alle case editrici si sta allentando, e ad esempio il libro di Jiang Zemin "Sul problema delle risorse" è stato pubblicato dalla casa editrice dell'università Fudan di Shanghai, e il libro di Wen Jiabo è una pubblicazione congiunta della Casa Editrice del Popolo e dell'Editrice Scolastica. Ciò perché i libri degli ex capi di Stato in pensione sono ormai dei best seller in Cina e le case editrici premono per accaparrarsi lauti guadagni.


Zhu Rongji con il suo "Zhu parla ai giornalisti" è l'autore che riscuote maggior successo: dopo il tutto esaurito della prima edizione in 300 mila esemplari, varie ristampe hanno portato il numero totale delle vendite del libro a più di un milione di copie. E questi autori illustri tanto quanto i dilettanti hanno diritto ad una percentuale tra il 7 e il 10% del prezzo di vendita.


Di solito però questi autori non tengono per sé gli incassi della pubblicazione, ma usano la somma guadagnata per finanziare fondazioni, centri di ricerca e sponsorizzare premi scientifici. Zhu Rongji ha così cretao una fondazione per gli studi economici, mentre Li Peng ha finanziato una fondazione per lo sviluppo dell'educazione e creato un gruppo di ricerca sull’esperienza di Yanan.

 

8 novembre 2013

 

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