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INDICE DI PERCEZIONE DELLA CORRUZIONE,CINA OTTANTESIMA

INDICE DI PERCEZIONE DELLA CORRUZIONE,CINA OTTANTESIMA


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest


Pechino, 3 dic. - La Cina è ottantensima nella classifica redatta da Transparency International sulla percezione della corruzione nei Paesi del mondo. Transparency International è un gruppo presente in oltre cento Paesi e con sede a Berlino che ogni anno, dal 1993, stila una lista mondiale nota come Corruption Perceptions Index. Pechino mantiene quindi la stessa posizione dello scorso anno, mentre nel 2011 figurava settantacinquesima. L'Italia figura, quest'anno al 69esimo posto, in lieve miglioramento rispetto al 2012, quando era settantaduesima. Agli ultimi posti della classifica ci sono Afghanistan, Corea del Nord e Somalia, mentre i più virtuosi continuano a essere i Paesi del nord Europa, con in cima alla lista, la Danimarca, e Finlandia, Svezia e Norvegia rispettivamente al terzo, quarto e quinto posto. Seconda la Nuova Zelanda.

 

La Cina, assieme agli altri Paesi BRICS (acronimo per Brasile, Russia, India, Cina appunto, e Sudafrica) rientra in quelli che rischiano di sottovalutare, o peggio, avere un atteggiamento compiacente rispetto al fenomeno. "La crescente importanza dei mercati emergenti - scrive Transparency International nel commento ai dati di quest'anno - significa che il loro impatto è sentito più ampiamente in tutto il mondo. Con un'accresciuta presenza globale e un'economia in rapida ascesa, i Paesi emergenti hanno l'opportunità di essere un esempio nella lotta contro la corruzione nel settore pubblico".

 

La lotta alla corruzione è stato per tutto il 2013 uno dei temi più importanti affrontati dalla nuova classe dirigente cinese: durante il suo primo anno di mandato, il presidente cinese Xi Jinping ha promesso di sradicare il fenomeno a ogni livello della gerarchia del partito e dell'esercito, lanciando ispezioni a livello nazionale per combattere la corruzione e tutte le "cattivi e abitudini" dei funzionari. A novembre sono usciti i risultati delle indagini della Commissione Disciplinare, l'organo anti-corruzione del partito, relative ai membri del partito con cariche di responsabilità che non avevano rispettato gli "otto punti" redatti da Xi Jinping contro le stravaganze, gli sprechi e le cattive abitudini sul lavoro. In base ai risultati della Commissione, sono circa 16700, i funzionari che hanno violato le nuove regole, a fine settembre scorso. Ventimila, in totale, secondo alcuni dati pubblicati ieri, i funzionari accusati di eccessivo burocratismo o di sperpero di denaro pubblico, due altre piaghe della condotta di lavoro all'interno dell'amministrazione pubblica, secondo Xi Jinping.

03 dicembre 2013

 

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