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HAGEL CONCLUDE VISITA IN CINA, XI: 'AMPLIARE COOPERAZIONE'

HAGEL CONCLUDE VISITA IN CINA, XI:  AMPLIARE COOPERAZIONE


di Sonia Montrella
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Roma, 10 apr.- Il segretario della Difesa Usa Chuck Hagel termina la sua visita in Cina con la richiesta del presidente cinese Xi Jinping di lavorare a maggiori scambi militari. "Entrambe le parti - ha osservato Xi – dovrebbero attenersi ai principi di non-confronto, non-conflitto, rispetto reciproco e mutuo beneficio per approfondire la cooperazione in vari ambiti". Una necessità in un contesto internazionale sempre più complesso. L'incontro tra il numero uno di Pechino e il segretario Usa si è concentrato poco sui contenziosi tra la prima e la seconda potenza economica al mondo. Temi che Hagel ha affrontato invece martedì con il suo omologo Chang Wanquan, il giorno dopo la visita – la prima per un funzionario straniero - alla Liaoning,  finora unica portaerei cinese, simbolo dell'ammodernamento militare della Cina.

I due hanno avuto scambi di vedute sulle dispute territoriali che Pechino ha in corso con gli altri Paesi della regione su isole e atolli nei mari della Cina, e sulla sicurezza informatica. Non sarà la Pechino a "creare problemi" nella regione, ha rimarcato Chang, durante la conferenza stampa, confermando la posizione ufficiale del governo e ribadendo che "non scenderà a compromessi" sulle questioni che ritiene parte della propria sovranità territoriale. Chang ha inoltre ammonito il segretario contro la creazione di una Nato asiatica, formata da Washington e i suoi alleati nella regione. Sul punto è intervenuto lo stesso giorno da New York anche l'ambasciatore Cui Tiankai: "Se l'intenzione è quella di stabilire una Nato asiatica, significa che stiamo tornando nell'era della Guerra fredda. E' una cosa che non è nell'interesse di nessuno". 

Nessun reale passo avanti neppure nelle reciproche posizioni riguardo allo spionaggio informatico. Hagel ha chiesto un dialogo più aperto sul tema della cyber-sicurezza con le autorità di Pechino per evitare "incomprensioni che possono portare a errori di valutazione".

Ad alzare ancora le temperature è arrivata lunedì la decisione della Camera dei Rappresentanti Usa che all'unanimità ha riconfermato il Taiwan Relation Act, il trattato siglato nel 1979 e attraverso il quale Washington fornisce protezione e sostegno alla difesa dell'isola che si proclama indipendente, ma che per Pechino è parte integrante del proprio territorio. Secondo quanto approvato, il governo americano venderà  quattro fregate Oliver Hazard Perry all'isola che si proclama indipendente, ma che per Pechino è parte integrante del proprio territorio. Il nuovo documento prevede, inoltre, l'approvvigionamento di armi sofisticate a carattere difensivo, quali F-16 C/D e sottomarini elettronici.

"La Cina è fortemente insoddisfatta e si oppone con fermezza" alla decisione della Camera, ha detto ieri ai giornalisti il ministro della Difesa cinese Chang Wanquan, al termine dell'incontro con la controparte. "La vendita di armi a Taiwan viola tre comunicati congiunti sino-statunitensi, soprattutto i principi contenuti nel Communiqué del 17 agosto" ha rimarcato Chang. Un accordo siglato nel 1982 e in base al quale gli Stati Uniti hanno acconsentito a ridurre gradualmente il loro impegno nella vendita di armi a Taiwan.


10 aprile 2014

 

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