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CINA APPREZZA PROMESSA SIRIANA DI RINUNCIARE AD ARMI CHIMICHE

CINA APPREZZA PROMESSA SIRIANA DI RINUNCIARE AD ARMI CHIMICHE


di Sonia Montrella


Twitter@SoniaMontrella

 

Roma, 11 sett.- Pechino ha espresso il suo apprezzamento per la promessa della Siria di rinunciare al suo arsenale di armi chimiche. "Auspichiamo che tutte le parti possano afferrare questa opportunità di risolvere il conflitto siriano attraverso vie politiche e diplomatiche" ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Hong Lei.

 

La Cina, membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e con diritto di veto, aveva fatto sapere in occasione del G20 che si è tenuto il 5 e il 6 settembre a San Pietroburgo, di essere d’accordo con la Russia che si era opposta all'intervento armato in Siria caldeggiato dagli Usa almeno "fino a quando non sarebbe stato chiaro chi fosse stato il mandante dell'attacco con armi chimiche dello scorso 21 agosto". Piuttosto "Si dovrebbe tornare nel quadro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per cercare un consenso e gestire in maniera appropriata la questione siriana", aveva detto il ministro degli Esteri Wang Yi al segretario di Stato Usa, John Kerry. Poi, nella giornata di ieri, la Cina ha annunciato il suo sostegno alla proposta russa di un controllo internazionale delle armi chimiche siriane.

 

L'intervento armato, aveva ammonito al G20 il vice ministro delle Finanze cinese, Zhu Guangyao,  rappresenta un passo falso per l'economia: l'azione militare porterebbe a una destabilizzazione dell'economia facendo, tra e altre cose, schizzare il prezzo del petrolio.

 

 

CINA, CROCEVIA DIPLOMATICO DELLA CRISI SIRIANA

 

di Antonia Cimini

 

Pechino, 10 sett.- Mentre gli Stati Uniti provano in tutti i modi a guadagnarsi l'appoggio della Cina per un intervento in Siria, Pechino continua nell'azione unilaterale di diplomazia messa in atto fin dall'inizio della crisi. Tanto e' vero che oggi nella capitale cinese si sono affollate delegazioni per negoziare aiuti in medio oriente.


Prima e' arrivato il sotto segretario Americano alla difesa, James Miller. Al vice capo di stato maggiore cinese, Wang Guanzhong, ha spiegato che un intervento congiunto per punire l'uso di armi chimiche di distruzione di massa del governo di Damasco puo' servire come avvertimento anche alla Corea del Nord, burrascoso vicino della Cina. "Ho messo l'accento sull'ingente arsenale di armi chimiche che possiede la Corea del Nord e sul fatto che non vogliamo che la Corea del Nord ritenga che la soglia per l'uso di quelle armi si sia abbassata" ha detto Miller in conferenza stampa prima di lasciare Pechino.


Ma la Cina si e' gia' allineata con Mosca e con essa ha bloccato azioni contro la Siria al consiglio di sicurezza dell'Onu e non ci sono segnali che possa cambiare atteggiamento in merito alla proposta Americana. Pechino "resta convinta che la soluzione della crisi vada cercata in maniera diplomatica, e' l'unica via d'uscita" ha ribadito ancora oggi il portavoce Hong Lei.


Per questo la Cina non si oppone al piano della Russia di chiedere ad Assad la consegna delle armi chimiche in base ad un accordo.
  Non solo Pechino accoglie e appoggia la proposta dell'alleato ma fa sapere che "la comunita' internazionale deve considerare tutte le soluzioni che possono essere utili a migliorare la situazione in Siria, a risolvere la questione attraverso canali politici e a salvaguardare la pace e la stabilita' dell'intera regione", ha detto Hong Lei.


La macchina della diplomazia cinese e' in moto anche sul fronte opposto, dove si intensificano le trattative con le parti coinvolte nella guerra in Siria. Da oggi e' a Pechino una delegazione di sei membri del partito di opposizione siriano. Sono giunti su invito del ministero degli esteri cinese e incontreranno i diplomatici dell'impero di mezzo per fornire la loro versione degli ultimi sviluppi nel paese e dare prova della necessita' di un dialogo politico. Tanto zelo mette la Cina al riparo dalle critiche: Pechino "ha sempre lavorato con tutte le forze in gioco in Siria" e dimostra ancora una volta che un tentennamento nelle sua posizione internazionale e' ben lontano dal veder la luce.

 

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