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CHEN GUANGCHENG ENTRA IN THINK TANK AMERICANO

CHEN GUANGCHENG ENTRA IN THINK TANK AMERICANO


di Giovanna Tescione
Twitter@GiTescione
 



Roma, 2 ott.- L’avvocato per i diritti umani e dissidente cinese Chen Guangcheng si unirà a un think tank conservatore americano: l’Istituto Witherspoon che si batte contro i matrimoni gay, la ricerca per le cellule staminali, la pornografia e l’aborto.
 
La notizia arriva per bocca di Luis Tellez, presidente dell’Istituto, che ha riferito: “ci stiamo occupando dell'aspetto finanziario e dell'alloggio in cui possa svolgere il suo lavoro" grazie anche – spiega -  al contributo di due misteriosi donatori.

Un corteggiamento, quello dell’Istituto di Princeton, che sembra durare da un po’ e che vedrà quindi Chen tra i suoi membri più illustri per i prossimi tre anni. Ma l’Istituto Witherspoon  non è l’unico ad essersi guadagnato il sostegno di Chen, che diventerà associato anche della Università cattolica americana e della più liberale Fondazione Lantos per i diritti umani e giustizia, secondo quanto ha riferito Tellez in un’intervista rilasciata alla Reuters. La stessa Fondazione Lantos a gennaio aveva indetto una cerimonia di premiazione per consegnare a Chen un riconoscimento per il suo impegno sui diritti umani.

Un chiaro segno questo che Chen non si è schierato politicamente. “La differenza di ideologia tra l’Istituto (più conservatore) e la Fodazione (più liberale)  mostra come Chen non faccia caso alle divergenze politiche”, ha commentato Bob Fu, a capo di un gruppo di attivisti cristiani e amico di Chen, che aggiunge “dimostra come la lotta per la libertà e per i diritti umani non siano una questione di destra o sinistra”.
A Chen, che non è cristiano, non verrà però chiesto di sposare né condividere la visione dell’Istituto su alcuni temi sociali. “Non conosco il punto di vista di Chen sul matrimonio omosessuale”, ha dichiarato Tellez, che ha poi aggiunto: “non gli chiediamo di fare niente di particolare”, “il punto è che lui dice sempre la verità, cerca di dire la verità così come lui la vede”.

Chen Guangcheng, aveva passato sette mesi  tra carcere e arresti domiciliari nel villaggio di Dongshigu nella provincia dello Shangdong, prima di organizzare ad aprile dell'anno scorso quella che è stata la più clamorosa evasione, che aveva lasciato i leader cinesi increduli e messo in imbarazzo sia Pechino che il governo statunitense. Chen si era infatti rifugiato all’ambasciata degli Stati Uniti a Pechino proprio quando l’allora segretario di Stato Hillary Clinton volava in Cina. Tensione che si era allentata solo con l’accordo tra i due governi conclusosi con un visto di studio per il dissidente e un’offerta da parte della New York University.


Nella prestigiosa università americana Chen è rimasto per un anno fino a qualche mese fa quando il dissidente ha dichiarato che l'istituto lo avrebbe costretto ad ‘abbandonare gli studi’ su pressione del governo cinese. Immediata la smentita di Jerome Cohen, il professore di diritto che l'anno scorso aiutò a organizzare la partenza di Chen dalla Cina: "l'Università ha reso chiaro fin dall'inizio che gli avrebbe garantito la permanenza di un anno, un tempo giudicato sufficiente per permettere a Chen di gettare le basi per la carriera accademica, che potrebbe quindi svolgersi presso altri istituti universitari. A Chen, l'Università di New York ha voluto dare la possibilità di scegliere tra opportunità migliori".

E ora il super dissidente si prepara ad entrare nei think tank americani.  Al momento però l’unico punto in comune tra il dissidente e l’Istituto sembra essere il passato di Chen nella lotta all’aborto, l’avvocato per i diritti umani aveva infatti portato avanti una dura lotta contro la sterilizzazione e l’aborto forzato in Cina. Ma adesso Chen si trova a New York dove, riferisce Tellez “probabilmente rimarrà almeno per un altro anno”.

 

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