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CENTRO RICERCA, PRESTO CINA FERMERÀ PROGRAMMA SPAZIALE

CENTRO RICERCA, PRESTO CINA FERMERÀ PROGRAMMA SPAZIALE


di Antonia Cimini


Roma, 05 dic. - La notizia viene da persone informate sui fatti attraverso la stampa cinese e sostiene che la ricerca sulla navicella Chang'E 5 sia stata abbandonata dagli scienziati del paese, che alla luce delle realistiche capacità tecnologiche possedute non osano più promuovere scadenze e target da raggiungere come in passato.

Il settimanale Xinmin, la rivista più importante di Shanghai, ha intervistato uno scienziato del centro di ricerca spaziale di Shanghai il quale, in forma anonima, ha rivelato che una volta conclusa la fase di atterraggio-raccolta dati-ritorno della navicella Coniglio di Giada, il programma spaziale cinese si fermerà. “E' il cambiamento più grande apportato alla strategia spaziale del nostro paese” ha detto il ricercatore. In realtà già nel 2007 l'allora capo ingegnere del progetto Chang'E e vice direttore del programma spaziale cinese, nonché ex ministro dell'aeronautica, Luan Enjie, che arrivare a camminare sulla Luna entro il 2020 era un programma troppo ambizioso per la Cina. All'epoca aggiunse che, se non fossero successi incidenti di percorso, il paese avrebbe impiegato almeno 30 anni per raggiungere quell'obiettivo.

 

Stando alle rivelazioni, Chang'E 3 è atteso di ritorno tra tre mesi sulla terra; Chan'E 4 h già ricevuto un budget di ricerca e sviluppo per cui sarà realizzato e dovrà adempiere alla missione iniziale di atterraggio sulla Luna e raccolta di materiale per esami scientifici. Una volta finiti questi due progetti il programma sarà fermato e sarà congelata la fase successiva di ricerca su Chang'E5 che dovrebbe portare l'uomo cinese sulla Luna.

 

Secondo il programma spaziale cinese, infatti, il progetto lunare si divide in tre fasi. Attualmente la Chang'E3 e la sonda Coniglio di Giada costituiscono la terza fase di ricerca, dopo la quale rimane solo da concentrarsi sul lancio abitato e la costruzione di una stazione orbitante entro il 2020. Le prime due fasi sono state condotte nel 2007 e 2010. Dopo il successo della seconda fase, già nel 2010 Ouyang Ziyuan, il capo ricercatore del programma lunare cinese, ammise che una missione abitata sarebbe stata possibile solo tra il 2021 e il 2025. Gli fece eco un anno dopo l'ingegnere che disegnò la navicella Chang'E 1, secondo il quale l'obiettivo di passeggiare sulla Luna sarebbe stato raggiunto no prima del 2025.

 

Ouyang Ziyuan è tornato di nuovo sulla questione quest'anno, a gennaio quando ha fatto sapere che per il momento non c'è alcun programma temporale preciso per inviare l'uomo sulla Luna. Tanta incertezza e silenzio ha fatto intuire agli osservatori l'emergenza di qualche problema nel propagandato programma spaziale cinese. Sebbene la Luna sia già stata conquistata più di una volta dai paesi sviluppati dell'occidente, l'enfasi sulla necessità di inviare un astronauta cinese a passeggio sul satellite è più una questione di strategia e prestigio che una necessaria conquista per la Cina.

 

Su internet l'opinione pubblica cinese è a favore della sospensione del programma: le risorse del governo dovrebbero essere spese per risolvere problemi più urgenti, ricercare nuove tecnologie che migliorino la vita al quotidiano, piuttosto che essere dissipate in progetti lontani dal quotidiano. 

 

05 dicembre 2013

 

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