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BILANCIO AVIARIA, 19 MORTI DA INIZIO ANNO

BILANCIO AVIARIA, 19 MORTI DA INIZIO ANNO


di Giovanna Tescione
Twitter@GiTescione



Roma, 28 gen. – Diciannove morti e 96 casi di contagio da virus H7N9. È questo il bilancio ufficiale di quest’anno dell’influenza aviaria, rilasciato nella giornata di ieri dal Centro cinese per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie. Una  stima che si somma alle 46 vittime e 144 contagi dello scorso anno da quando a giugno si è verificato il primo caso.

“Non ci sono prove di trasmissione umana e la valutazione del rischio di una epidemia di H7N9 resta invariato”, assicura Shu Yuelong, direttore del Centro Nazionale cinese per l’Influenza (CNIC). Ma nonostante le numerose rassicurazioni da parte delle autorità sanitarie su una improbabile epidemia durante le vacanze della Festa di primavera, in tutta la Cina resta alta l’allerta. E davanti l’impossibilità da parte dei medici di prevedere la direzione della mutazione del virus H7N9 e di prevenire i contagi, molte province della Cina a partire dal Zhejiang, la regione maggiormente colpita, prendono provvedimenti drastici, chiudendo i mercati di polli a pochi giorni dall’inizio delle vacanze per la Festa di Primavera, in programma dal 31 gennaio al 6 febbraio, periodo in cui i cinesi consumano molta carne di pollo.

E mentre in Cina continentale continuano le misure e le indicazioni da parte della Commissione nazionale per la Salute e la Pianificazione familiare che domenica ha emesso un documento sul trattamento e la diagnosi del virus e sulla prevenzione e controllo dell’influenza aviaria, a Hong Kong si pensa a nuove strategie di prevenzione.


Il ministero della Salute di Hong Kong ha infatti annunciato che il governo locale sta considerando l’idea di separare i polli locali da quelli provenienti dalla Cina per evitare il contagio tra le due categorie. Una decisione, riferisce il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post, presa dopo che martedì mattina in un mercato locale si è reso necessario l’abbattimento di 20 mila polli risultati positivi al virus mortale. Secondo le autorità locali la causa del contagio è dovuto ai polli importati dalla Cina che, tuttavia, una volta giunti nei mercati locali, vengono confusi con i polli locali. Quella dei test sui polli di importazione per l’individuazione del virus è una misura introdotta venerdì dal governo locale.

 “Dobbiamo trovare un sistema per dividere i polli nel modo più consono”
, ha commentato Leung Chun-ying, capo del governo locale di Hong Kong, aggiungendo che il governo di Hong Kong è “seriamente impegnato nell’individuazione del virus nei polli vivi di importazione presenti nella città”. Una misura che i produttori locali hanno accolto positivamente, nella speranza che il governo possa almeno temporaneamente nelle tre settimane di chiusura del mercato, permettere la vendita dei polli locali.

Dure le misure anche contro chi diffonde allarmismi. Un uomo nella provincia settentrionale dello Shanxi è stato trattenuto dalla polizia per aver diffuso voci via Internet e Wechat sulla notizia falsa della morte di un medico locale a causa del virus. L’uomo rischia 10 giorni di detenzione per aver diffuso voci e per disturbo dell’ordine pubblico.

Dopo un periodo di calma durato diversi mesi, il virus era tornato a colpire nel mese di dicembre, mentre il primo caso dell'anno si era avuto il 6 gennaio scorso. Dal mese di dicembre a Hong Kong si contano due vittime. La città di Hong Kong è particolarmente sensibile all’argomento dopo che nel 2003 un’epidemia di SARS nella città ha ucciso 299 persone e ne ha contagiato oltre 1800.


 

28 gennaio 2014

 

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