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ATTENTATORE S. FRANCISCO: HO OBBEDITO ALLE 'MIE VOCI'

ATTENTATORE S. FRANCISCO: HO OBBEDITO ALLE  MIE VOCI


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella


Roma, 7 gen.- "Ho obbedito alle voci nella mia testa": queste le parole di Yang Feng, l'uomo di nazionalità cinese che lo scorso 2 gennaio ha appiccato il fuoco davanti alla sede del consolato della Repubblica Popolare a San Francisco e che ora rischia fino a tredici anni di carcere. Yang, 39 anni, si è consegnato alle forze dell'ordine due giorni dopo l'accaduto e, con l'aiuto di un interprete, ha riferito al dipartimento di polizia della città di essere l'autore del gesto.

Yang è stato "coinvolto" dalle voci nella sua testa, ha spiegato in un affidavit David Johnson, agente speciale dell'FBI. L'agenzia – riferisce il San Francisco Chronicle – ha dunque escluso la pista terroristica o politica. "Siamo di fronte a un puro un reato criminale" ha sottolineato Johnson.

L'uomo – si legge nell'affidavit – ha raccontato di essersi fermato a una stazione di rifornimento per riempire tre contenitori di benzina prima di raggiungere il consolato, a bordo di un minivan verde. Poi, una volta di fronte alle porte d'entrata della rappresentanza, avrebbe cosparso l'area di benzina e provato prima ad appiccare il fuoco usando il passaporto e poi utilizzando un accendino.

Yang Feng è accusato di incendio doloso e danneggiamento della proprietà di un governo estero, se ritenuto colpevole l'uomo sconterà in cella cinque e otto anni rispettivamente per il primo e il secondo capo d'accusa.

 

7 gennaio 2014

 

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