Consulenza alle imprese


Le risposte alle vostre domande forniscono delle indicazioni di carattere generale.

  • D.: Stiamo cercando uno o più partner che producano turbine eoliche di media taglia (da 10kW a 200kW). Esistono enti esterni che certificano la qualità  dei prodotti/produttori?

    R.: grazie mille per il Suo quesito. Pur premettendo che, essendo uno studio legale, abbiamo una competenza alquanto limitata nell'individuazione e nella selezione di potenziali fornitori di servizi nel settore delle energie rinnovabili, di seguito troverà un elenco di alcune aziende cinesi che potrebbero essere in grado di fornirVi i servizi che state cercando. Ovviamente, Le segnaliamo che non abbiamo svolto alcun tipo di indagine sulle seguenti società e che quindi non siamo in condizione di fornirLe alcun tipo di rassicurazione o garanzia in merito alla loro serietà o alla qualità dei servizi che prestano.

     

    China Certification & Inspection Group (CCIC)  

    http://www.ccic.com/web/

     

    China Certification & Inspection Group Beijing Co., Ltd.

    http://www.ccicbj.com/

     

    China General Certification Center (CGC)

    http://www.cgc.org.cn/ 

    http://www.cgc.org.cn/eng/

    China Quality Certification Centre (CQC)

    http://www.cqc.com.cn/english/index.htm

     

    FALAB

    http://en.fa-lab.com/

     
    Come già segnalato nelle risposte date ad altri quesiti, vorremmo cogliere anche quest'occasione per ribadire che, una volta stabiliti i primi contatti informali con un potenziale partner cinese - e prima di compiere qualsiasi attività commerciale e sostenere qualsiasi costo - è opportuno raccogliere il maggior numero di informazioni possibili in merito all'identità e alle attività svolte dal potenziale partner/fornitore cinese, tenendo in debita considerazione che esiste un'importante casistica di truffe realizzate da (spesso inesistenti) imprese cinesi ai danni di imprese straniere utilizzando il pretesto di instaurare una relazione commerciale.

    Tale attività di indagine - che sarà assolutamente necessaria soprattutto qualora sia stato il soggetto cinese a contattare per prima l'impresa italiana - potrà essere svolta avvalendosi del supporto di apposite agenzie cinesi (molte delle quali sono contattabili anche online) che, a costi contenuti, rilasciano dei business report in merito all'esistenza e alle attività di società cinese. Al tempo stesso, segnaliamo l'esistenza di una rete di soggetti (dall'ICE alla Camera di Commercio Italiana in Cina, ad alcune associazioni di categoria italiane presenti in territorio cinese) che possono indirizzare gli imprenditori italiani verso soggetti locali (sia pubblici che privati) e strumenti in grado di confermare l'esistenza e l'operatività di una società cinese (ad esempio, in Cina esistono dei centri d'acquisto a livello locale che rilasciano una sorta di certificazione sugli importatori che vi aderiscono e che possono fornire informazioni utili in merito alla serietà di un dato importatore).
    I nostri professionisti delle sedi di Pechino, Shanghai e Hong Kong sono a Sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti e per assisterVi nello sviluppo delle Vostre relazioni commerciali con la Cina.

  • D.: Ci sono regole e/o leggi particolari per costituire una società sino-italiana in Cina?

    R.: La ringraziamo per il quesito che ha sottoposto alla nostra attenzione. L'istituto giuridico utilizzato dall'ordinamento cinese per consentire la costituzione di una società a capitale misto con soci cinesi e strenieri è quello della Joint Venture. In particolare, l'ordinamento cinese individua due diverse forme di Joint Venture che possono essere costituite con la partecipazione di soci cinesi e stranieri: (i) la Equity Joint Venture (di seguito "EJV"), disciplinata dalla "Law of the People's Republic of China on Chinese-Foreign Co-operative Joint Ventures" del 1979; e (ii) la Cooperative Joint Venture (di seguito "CJV"), disciplinata dalla "Law of the People's Republic of China on Chinese-Foreign Equity Joint Ventures" del 1988. 

    Contrariamente a quanto si ritiene spesso, la principale differenza tra una EJV e una CJV non consiste nel fatto che soltanto la prima può dar vita alla creazione di una nuova entità giuridica. Infatti, anche nel caso della CJV è possibile costituire una nuova società a responsabilità limitata, che sarà separata e distinta dalle parti contraenti (nel qual caso la disciplina applicabile a tale società sarà molto simile a quella applicabile alla EJV). Tuttavia - a differenza di quanto avviene nel caso di una EJV, in cui la creazione di una nuova società è un passaggio imprescindibile - nel caso della CJV le parti potranno limitarsi a creare una semplice "partnership" priva del lo status di persona giuridica autonoma. In questo caso, tuttavia, le parti non potranno beneficiare della limitazione della responsabilità applicabile nel caso di costituzione di una società di capitali e saranno ritenute illimitatamente responsabili nei confornti dei creditori della CJV per le obbligazioni assunte da quest'ultima.

    Nonostante le CJV siano regolate da una disciplina più flessibile che consente la nomina dei membri dell'organo gestorio e la distribuzione dei dividendi in maniera non proporzionale alle rispettive quote di interesse (non consentite, invece, nel caso delle EJV) e per esse sia possibile rimpatriare parte dell'investimento effettuato prima della scadenza del termine della CJV (cosa egualmente non consentita nel caso delle EJV), in pratica, questo modello organizzativo non ha trovato grande applicazione se non in tipologie di operazioni diverse da quelle meramente rivolte alla produzione e/o distribuzione di beni e moltissimi connazionali hanno preferito utilizzare lo schema giuridico della EJV per i propri investimenti in Cina.

    Le segnaliamo anche che la decisione di costituire una Joint Venture con un socio cinese non è rimessa esclusivamente alla volontà delle parti che – diversamente da quanto avviene in Italia dove l'iniziativa economica è libera – dovranno sottostare ad alcune limitazioni imposte dal diritto cinese. In particolare, prima di procedere con la costituzione della Joint Vernture, sarà necessario verificare la disciplina applicabile agli investimenti esteri nel settore di mercato di Vostro interesse. Tale verifica potrà essere compiuta consultando il catalogo per gli investimenti esteri in Cina (Foreign Investment Industrial Guidance Catalogue) promulgato nel 1995 e da ultimo modificato nel 2011 (di seguito, il "Catalogo") che classifica gli investimenti stranieri in territorio cinese nelle seguenti quattro categorie (tre espressamente previste e una residuale) in base al settore di mercato in cui vengono effettuati:

     (I) "incentivati": sono gli investimenti effettuati in uno dei settori in cui il governo cinese intende attrarre investimenti esteri e per i quali, normalmente, sono previste una serie di incentivazioni fiscali e/o normative. Qualora il settore di mercato in cui vogliate effettuare il Vostro investimento rientri in questa categoria, è molto probabile che il diritto cinese vi consenta di strutturare l'investimento nella maniera da Voi ritenuta più opportuna (investimento effettuato esclusivamente dalla Vostra società, Joint Venture di maggioranza, minoranza o paritetica con un cinese, EJV o CJV, etc...);     

    (II) "limitati": sono gli investimenti effettuati in uno dei settori in cui il governo cinese intende limitare, numericamente o qualitativamente, la presenza di investitori stranieri. Qualora il settore di mercato in cui vogliate effettuare il Vostro investimento rientri in questa categoria, è molto probabile che la Vostra scelta in merito a che tipo di società costituire (così come la disciplina dei Vostri rapporti col socio cinese) sia soggetta a stringenti vincoli normativi (molto probabilmente potrebbe non esservi permesso acquisire una quota di controllo nella costituenda Joint Venture);  

    (III)  "proibiti": sono gli investimenti effettuati in uno dei settori in cui il governo cinese intende preservare la propria "sovranità economica", non consentendo in alcun modo investimenti esteri, neanche di minoranza. Qualora il settore di mercato in cui vogliate effettuare il Vostro investimento rientri in questa categoria, non Vi sarà possibile costituire alcun tipo di Joint Venture, neanche una di minoranza, nè utilizzare altre strumenti legali previsti dal diritto cinese per effettuare il Vostro investimento;

    (IV) "consentiti": vanno ricondotti a questa categoria, tutti gli investimenti non espressamente classificati dal Catalogo sotto una delle precedenti tre categorie. Qualora il settore di mercato in cui vogliate effettuare il Vostro investimento rientri in questa categoria (o meglio, non rientri in una delle tre categorie espressamente previste dal Catalogo), è molto probabile che possiate costituire una Joint Venture con un socio cinese, ma le autorità cinesi potrebbero imporVi alcune limitazioni.

    Pertanto, il suggerimento che ci permettiamo di darVi è quello di consultare una copia aggiornata del Catalogo (facilmente reperibile sul web, utilizzando i più comuni motori di ricerca) al fine di accertarVi preliminarmente della possibilità giuridica di costituire una Joint Venture con un socio cinese nel settore di mercato di Vostro interesse. Alla luce dei risultati di quest'analisi preliminare sarà possibile compiere qualche riflessione ulteriore in merito alla struttura giuridica più opportuna da utilizzare per la realizzazione del Vostro investimento in Cina.
    I nostri professionisti delle sedi di Pechino, Shanghai e Hong Kong sono a Vostra completa disposizione per assisterVi in relazione ai Vostri progetti di sviluppo in Cina.

  • D.: Siamo ditta che si occupa di commercio all'ingrosso di utensili in carburo di tungsteno. Sono necessarie delle autorizzazioni per l'import e l'export dalla Cina e per lo stoccaggio e recupero dei rottami o fanghi di lavorazione?

    R.: Grazie mille per averci scritto. Il Suo quesito, per quanto interessantissimo considerando l'ottimo andamento delle importazioni di semilavorati d'acciaio dalla Cina negli ultimi anni, riguarda soprattutto tematiche di diritto italiano che in genere non affrontiamo in questa rubrica.

    Se ben comprendiamo le Vostre intenzioni imprenditoriali, il Vostro progetto è quello di distribuire in Italia semilavorati derivati dall'acciaio e fibre di acciaio di origine basaltica. Tale attività di distribuzione, in linea di massima, non richiede la costituzione necessaria di alcun veicolo societario in Cina, nè di ottenere particolari autorizzazioni da parte delle autorità cinesi. Le attività che dovrete compiere in Cina (ricerca di esportatori cinesi di tali prodotti, eventuali controlli sulla qualità, negoziati sui termini d'acquisto...) potranno essere compiute direttamente dalla Vostra società italiana, senza alcun bisogno di sostenere i costi relativi alla costituzione di una Vostra società cinese che acquisti tali prodotti in Cina e si occupi di esportarli in Italia. Più semplicemente, Vi basterà trovare uno o più produttori cinesi dei prodotti che intendete commercializzare e concordare con quest'ultimi i termini dell'acquisto e le modalità di consegna della merce (è prassi abbastanza comune concordare che il venditore si occupi della spedizione in Italia e che l'acquirente ritiri la merce acquistata direttamente nel porto italiano di destinazione).

    Ovviamente, al fine di compiere l'attività di acquisto e di successiva rivendita, potrebbe essere opportuno costituire una società in Italia e dovrete rispettare la normativa italiana (prima di tutto quella doganale) che disciplina la materia. Per esempio, dopo vari casi di importazione di semilavorati d'acciaio radioattivi, un recente provvedimento legislativo ha introdotto alcuni obblighi in materia di controlli radiometrici a carico degli importatori che dovrete senz'altro tenere in considerazione nell'avvio del Vostro business e che potrebbero rendere opportuno attivare dei controlli di qualità e sicurezza direttamente in Cina per i quali, in un caso come il Vostro, normalmente si ricorre a società esterne che si occupano di controllo della qualità.   

    Il nostro consiglio, pertanto, è quello di rivolgerVi prima di tutto ai Vostri consulenti di fiducia italiani (commercialista, avvocato, etc...) o ad alcune associazioni di categoria come Federacciai o Assofermet per discutere con loro la miglior struttura societaria da realizzare e i passaggi da compiere in Italia (soprattutto con le autorità fiscali e doganali). Il nostro studio legale (uno dei principali studi legali italiani, con sedi a Roma, Milano, Torino, Londra, Bruxelles, New York, Pechino, Shanghai e Hong Kong) è ovviamente a disposizione per fornirVi tutta la necessaria assistenza per avviare il Vostro business.

    Per quanto riguarda le attività che dovrete compiere in Cina (individuazione dei fornitori, controllo della qualità, etc...) Vi consigliamo vivamente di procedere con estrema cautela (il rischio di rimanere vittime di truffe in Cina è molto alto, specie per chi inizia a lavorare col paese e non ne conosce le pratiche commerciali), di ricorrere sempre alle lettere di credito come strumento di pagamento e di inviare in Cina personale che abbia già esperienza in questo tipo di operazioni commerciali.

    Al contrario, qualora il nostro intendimento non sia corretto e la Vostra intenzione sia quella di costituire una Vostra società in Cina (magari con un partner cinese) che si occupi di comprare il semilavorato dai produttori cinesi, di effettuare i controlli di qualità, di espletare le pratiche relative all'esportazione e spedizione per poi rivenderlo alla Vostra società italiana che si occuperà della fase distributiva, Vi segnaliamo che sarà necessario ottenere diverse autorizzazioni dalle autorità cinesi (sia per la costituzione del veicolo societario, sia per svolgere l'attività di esportazione), completando alcuni passaggi burocratici che richiederanno la consulenza necessaria di legali ed esperti contabili che operano in Cina. Anche in questo caso, siamo a Vostra completa disposizione per assisterVi nello sviluppo dei Vostri progetti e per fornirVi ulteriori dettagli in merito alle attività da compiere.

  • D.: Rappresento un'azienda vinicola e sono stata contattata da un importatore cinese per spedire vino a Shanghai. Quali procedure bisogna seguire?

    R.: Quello agroalimentare e' un settore altamente regolato in Cina. Fanno parte della normativa applicabile all'attivita' di importazione di prodotti agroalimentari: la PRC Food Safety Law (in vigore dal giugno 2009) ed i relativi regolamenti di attuazione, la PRC Food Quality Law e le Implementing regulation on the law of import and export commodity inspection.  
     
    Le attivita' di importazione di prodotti in Cina richiedono l'utilizzo di una societa' di import - export qualificata presso l'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau, o di un agente qualificato presso tale amministrazione.
    Si tratta di una procedura consistente in due passaggi fondamentali, il primo presso l'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau che ha il compito di controllare che i prodotti importati siano conformi con con la normativa cinese relativa all'importazione degli stessi nel territorio cinese. La procedura successiva e' invece quella relativa allo sdoganamento dei prodotti alimentari importati sulla base di certificati di autorizzazione rilasciati dall'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau.
    La normativa cinese in materia di etichettatura dei prodotti alimentari importati è composta dai General Standards of Prepackaged Food Labeling "GB7718 – 2004", dall'Adjustment of Import/Export Food and Cosmetic Label Examination System./Announcement No. 44 2006, dai General Standards for the Labeling of Prepackaged Food Dietary Uses "GB13432".

    Su tutti i prodotti agroalimentari confezionati che vengono importati in Cina grava l'obbligo dell'etichettatura originale in lingua cinese nonché l'inclusione nell'etichetta stessa delle informazioni per il consumatore, che sono tassativamente elencate nella normativa. Tali informazioni potranno essere richieste al Vostro importatore, che dovra' comunque occuparsi anche dell'etichettatura delle bottiglie.
    Dal punto di vista contrattuale, suggeriamo di utilizzare quale metodo di pagamento la lettera di credito da banca cinese primaria, considerato che, una volta che tale tipo di prodotto e' importato in Cina, sara' complesso tenerne traccia e valutare eventuali questioni legate alla sua corretta conservazione.
    I nostri professionisti rimangono a disposizione qualora necessitasse ulteriori approfondimenti.

  • D.: Sono un produttore di ottimo olio extravergine di oliva a bassa acidità, vorrei conoscere eventuali prospettive di esportazione sul mercato cinese del mio prodotto. E' possibile accedere a una lista di aziende di import export per per olio

    R.: La informo che non siamo in possesso di tale lista e Le suggerisco di contattare l'ufficio ICE per avere maggior informazione al riguardo. Il contatto ICE e' shanghai@ice.it.

    Per quanto riguarda l'importazione di prodotti alimentari in Cina, è necessario l'utilizzo di una società di export  o di un agente che siano qualificati presso l'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau. Sostanzialmente esistono due passaggi fondamentali, il primo presso l'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau che ha il compito di controllare che i prodotti alimentari importati siano conformi con la normativa cinese relativa all'importazione degli stessi nel territorio cinese.

    La procedura successiva è quella relativa allo sdoganamento dei prodotti alimentari importati sulla base di certificati di autorizzazione rilasciati dall'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau.

    I documenti richiesti sono:
    1.certiicazione d'origine
    2.campione della etichetta del prodotto
    3.traduzione in cinese del contento della etichetta
    4.documenti della quarantena d'Italia

    Cordiali saluti,

    Ambrosetti (Beijing) Consulting Ltd.

  • D.: Vorrei esportare in Cina generi alimentari assolutamente "made in Italy". Come posso trovare dei nominativi di grossisti? Per lavorare come procacciatore d'affari/business procurement in Cina è sufficiente la mia partita IVA o devo essere i

    R.: La informo che non siamo in possesso di tale lista e Le suggerisco di contattare l'ufficio ICE per avere maggior informazione al riguardo. Il contatto ICE e' shanghai@ice.it.

    Per quanto riguarda l'importazione di prodotti alimentari in Cina, è necessario l'utilizzo di una società di export  o di un agente che siano qualificati presso l'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau. Sostanzialmente esistono due passaggi fondamentali, il primo presso l'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau che ha il compito di controllare che i prodotti alimentari importati siano conformi con la normativa cinese relativa all'importazione degli stessi nel territorio cinese.

    La procedura successiva è quella relativa allo sdoganamento dei prodotti alimentari importati sulla base di certificati di autorizzazione rilasciati dall'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau.

    I documenti richiesti sono:
    1.certiicazione d'origine
    2.campione della etichetta del prodotto
    3.traduzione in cinese del contento della etichetta
    4.documenti della quarantena d'Italia

    Cordiali saluti,

    Ambrosetti (Beijing) Consulting Ltd.

  • D.: Vendo arte contemporanea, come si entra nel mercato cinese online? Mi può confermare l'esistenza  di un sito commerciale sicuro?

    R.: Faccio seguito alla Sua richiesta e La informo che i dazi doganali sono variabili dal 12% al 14% piu' VAT 17%.

    Per quanto riguarda il mercato online, i siti sono principalmente in cinese, tipo http://www.arttol.com/.

    Cordiali saluti,
    Ambrosetti (Beijing) Consulting Ltd.,

  • D.: Vendo arte contemporanea, come si entra nel mercato cinese online? Mi può confermare l'esistenza  di un sito commerciale sicuro?

    R.: Faccio seguito alla Sua richiesta e La informo che i dazi doganali sono variabili dal 12% al 14% piu' VAT 17%.

    Per quanto riguarda il mercato online, i siti sono principalmente in cinese, tipo http://www.arttol.com/.

    Cordiali saluti,
    Ambrosetti (Beijing) Consulting Ltd.,

  • D.: Vendo arte contemporanea, come si entra nel mercato cinese online? Mi può confermare l'esistenza  di un sito commerciale sicuro?

    R.: Faccio seguito alla Sua richiesta e La informo che i dazi doganali sono variabili dal 12% al 14% piu' VAT 17%.

    Per quanto riguarda il mercato online, i siti sono principalmente in cinese, tipo http://www.arttol.com/.

    Cordiali saluti,
    Ambrosetti (Beijing) Consulting Ltd.,

  • D.: Vorrei esportate caffè tostato in Cina e vorrei sapere la procedura esatta da seguire. Quali sono i dazi? Come devono essere le etichette? Esistono agenzie di mediazione e una lista di importatori di prodotti alimentari cinesi?

    R.: Purtroppo un database di aziende compatibili con la Sua richiesta non e' immediatamente disponibile. Tuttavia, siamo disponibili ad effettuare una ricerca ad hoc per la Sua azienda. Al fine di svolgere le attività di importazione dei prodotti alimentari in Cina, è necessario l'utilizzo di una società di export  o di un agente che siano qualificati presso l'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau. Sostanzialmente esistono due passaggi fondamentali, il primo presso l'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau che ha il compito di controllare che i prodotti alimentari importati siano conformi con la normativa cinese relativa all'importazione degli stessi nel territorio cinese. La procedura successiva è quella relativa allo sdoganamento dei prodotti alimentari importati sulla base di certificati di autorizzazione rilasciati dall'Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau.

    I documenti richiesti sono:

    1.certiicazione d'origine
    2.campione della etichetta del prodotto
    3.traduzione in cinese del contento della etichetta
    4.documenti della quarantena d'Italia

    Tariffa doganale di caffe' tostato: 15%
    VAT di caffe' tostato:17%