Agenzia Xinhua

PREMIER LI A LAGARDE, CINA NON INNESCHERA' GUERRA VALUTARIA

(AGI) - Pechino, 29 gen. - La Cina non intende dare il via a una svalutazione competitiva dello yuan ne' innescare una guerra valutaria. Lo ha dichiarato il primo ministro cinese, Li Keqiang, a Christine Lagarde, durante un colloquio telefonico avuto nella serata di ieri, ora locale, su richiesta dello stesso direttore del Fondo Monetario Internazionale. Critiche alla gestione del cambio dello yuan erano arrivate dalla stessa Lagarde allo scorso forum economico di Davos quando aveva affermato che la Cina deve migliorare il proprio sistema di comunicazione ai mercati riguardo alle linee di politica monetaria.
  Il colloquio arriva mentre gli analisti si interrogano sulle reali intenzioni di Pechino di agganciare lo yuan a un paniere di monete invece che solo al dollaro, mentre la banca centrale cinese interviene sui mercati per sostenere il renminbi nei confronti del biglietto verde. "Continueremo con la riforma del processo di formazione del tasso di cambio del renminbi - ha promesso il premier cinese - in linea con i principi di indipendenza, gradualismo e controllabilita', aumenteremo la comunicazione con i mercati e manterremo il tasso di cambio del renminbi di base stabile e a un livello di equilibrio".
  Lo yuan entrera' dall'ottobre prossimo ufficialmente nel paniere dei Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario Internazionale, dopo la decisione del board dell'istituto di Washington del 30 novembre scorso. La Cina avra' la terza quota piu' ampia per diritto di voto, dopo Stati Uniti e Giappone. Li e Lagarde hanno poi parlato dell'economia cinese, oggi ai tassi di crescita piu' bassi dal 1990, e cresciuta del 6,9% nel 2015.
  Per il premier cinese, l'economia globale rimane in una situazione complicata, trascinata al ribasso dalla ripresa debole e dalle crescenti incertezze, ma, ha spiegato "mentre espanderemo la domanda aggregata, continueremo con vigore a dedicarci alle riforme strutturali". Li Keqiang ha poi rassicurato che la Cina e' in grado di "mantenere una crescita stabile e sostenuta" per il futuro. (AGI) .
 

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