Agenzia Xinhua

MANCATO RINNOVO VISTO, GIORNALISTA NYT COSTRETTO A LASCIARE IL PAESE

Pechino, 27 gen. - Un giornalista del New York Times, Austin Ramzy, sara' costretto a lasciare la Cina per il mancato adempimento in tempi utili al rinnovo del visto. Ramzy era da poco passato al quotidiano della grande Mela, dopo il suo impiego al magazine Time. Il giornale aveva chiesto un visto per il giornalista a meta' del 2013, al termine dell'incarico di Ramzy presso Time. Il giornalista era poi rimasto all'interno del Paese fino alla fine del 2013, alla scadenza del visto annuale, dopo la quale aveva ottenuto un'estensione di altri 30 giorni per sistemare i propri affari personali, secondo quanto dichiarato dal Ministero degli Esteri cinese.
  Gia' a maggio scorso, Ramzy aveva avvisato il Ministero del nuovo impiego e restituito la vecchia press card che viene data in dotazione ai giornalisti stranieri, ma, secondo quanto affermato oggi da un portavoce, non avrebbe fatto domanda per un nuovo visto e per un nuovo permesso di residenza.
  Continuando a usare il vecchio visto, Ramzy "ha agito in violazione delle leggi cinesi", ha spiegato Qin Gang. "Il New York Times, in base alla legge, ha consegnato la domanda per il visto di Austin Ramzy al Ministero degli Esteri lo scorso mese di giugno -ha replicato su Twitter il capo dell'ufficio di corrispondenza a Pechino del quotidiano newyorchese, Edward Wong- ma la domanda non e' stata approvata". Wong ha ricordato, sempre sul popolare sito di social network, anche la situazione di un altro giornalista della testata, Chris Buckley, che alla fine del 2012, dopo essere passato al New York Times dalla Reuters, si era visto negare il visto di ingresso nel Paese, e che ora scrive da Hong Kong. "Ramzy si trova nella stessa posizione" di Buckely, scrive Wong su Twitter. il New York Times e' poi ancora in attesa del visto e del permesso di residenza di un altro suo giornalista, Philip Pan, che dovrebbe assumere la carica di capo dell'ufficio di corrispondenza di Pechino. Lo scorso mese di dicembre sono state diverse le polemiche tra i giornalisti occidentali, e soprattutto quelli statunitensi, e le autorita' cinesi, per il ritardo nel rinnovo dei visti e dei permessi di soggiorno. Nella disputa era intervenuto anche il vice presidente egli Stati Uniti, Joe Biden, che durante il suo viaggio a Pechino, aveva lamentato le restrizioni alla stampa americana da parte delle autorita' cinesi. Al centro della contesa si trovavano i giornalisti di Bloomberg e New York Times, le due testate che negli scorsi mesi si erano rese protagoniste di lunghe inchieste sulle fortune occulte dei leader cinesi, in seguito alle quali sono state oscurate dal web cinese. La contesa si era poi risolta con il rinnovo dei visti, alcuni giorni prima di Natale.
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