Agenzia Xinhua

Rilasciati i 26 attivisti fermati, Xi passa in rassegna le truppe

(AGI) - Pechino, 30 giu. - Sono stati rilasciati su cauzione i ventisei attivisti fermati dalle forze dell'ordine nei giorni scorsi per le proteste pro-democratiche che si sono svolte a Hong Kong in vista del ventesimo anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina, e che e' segnato in queste ore dalla visita nell'ex colonia britannica del presidente cinese, Xi Jinping. Tra di loro era stato preso in consegna dalle forze dell'ordine anche il segretario generale del partito Demosisto, di orientamento autonomista, Joshua Wong, uno dei leader delle proteste. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha aperto ieri, la visita a Hong Kong, con un discorso sul ruolo di Hong Kong, per cui prevede un "futuro ambizioso" sotto l'attuale forma di governo, quella denominata "un Paese, due sistemi", scaturita dagli accordi per il ritorno dell'ex colonia alla Cina. Oggi, il presidente cinese ha visitato il presidio militare dell'Esercito di Liberazione Popolare a Hong Kong, dove ha tenuto un'ispezione e passato in rassegna le truppe, in quella che e' la maggiore parata militare dal 1997, secondo i dettagli forniti dallo stesso presidio militare cinese. La parata, nell'area militare di Shek Kong, ha visto anche la partecipazione di truppe logistiche da Shenzhen, citta' del sud-est cinese confinante con Hong Kong. I soldati, scrive il South China Morning Post di Hong Kong, hanno salutato Xi rivolgendosi a lui come "presidente", invece che "leader", come avveniva in passato.
  Segnali di preoccupazione per il futuro di Hong Kong sono arrivati anche dal Dipartimento di Stato Usa, che nonostante la "eccellente cooperazione" con Hong Kong, ha citato in una nota a firma della portavoce Heather Nauert, le "violazioni alle liberta' civili, incluse le intrusioni nella liberta' di stampa". I presidenti cinesi visitano Hong Kong ogni cinque anni, in occasione dell'anniversario del ritorno dell'ex colonia britannica alla Cina. La visita di Xi a Hong Kong avviene mentre la Cina e' alle prese con la sorte dell'attivista democratico Liu Xiaobo, oggi fuori dal carcere, a otto anni dalla condanna per "incitamento alla sovversione dell'ordine statale", ma in un letto d'ospedale per un tumore al fegato allo stadio terminale. Ieri, nella zona di Central, a Hong Kong, si e' tenuta una veglia a lume di candela, con oltre cento manifestanti, perche' venga permesso al promotore del manifesto democratico Charta 08 e premio Nobel per la Pace 2010, di ricevere cure mediche all'estero per il tumore allo stadio terminale di cui soffre.
  Una sua partenza dalla Cina verrebbe, pero', esclusa dalle autorita' cinesi, secondo quanto trapela da fonti diplomatiche.
  La vicenda di Liu, anche se "merita compassione" sotto il profilo umano, e' quella di "un prigioniero ordinario", scriveva il quotidiano Global Times in editoriali comparsi in questi giorni. Liu Xiaobo e' ricoverato all'ospedale di Shenyang, nel nord-est della Cina, dopo la scarcerazione per motivi di salute, ed e' seguito da otto medici specialisti. (AGI) .