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Xi e Trump verso il primo incontro
in Florida, pesa la Corea del Nord

Xi e Trump verso il primo incontro<br /> in Florida, pesa la Corea del Nord


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 17 mar. - Si avvicina il momento del primo incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e il presidente cinese, Xi Jinping. I preparativi per l'incontro sono in fase conclusiva e i capi di Stato delle prime due economie del pianeta, se le anticipazioni della stampa statunitense verranno confermate, si vedranno per il primo faccia a faccia il 6 e 7 aprile prossimi nella tenuta di Donald Trump a Mar-a-lago, in Florida. Molti i fattori che peseranno sull'incontro, a cominciare dai rapporti commerciali tra le due sponde del Pacifico, fino alla questione di Taiwan, che oggi appare risolta, dopo l'adesione dichiarata da Trump a Xi, il mese scorso, alla politica dell'unica Cina.

 

Soprattutto, però, ad avere un influsso sul vertice sarà la posizione cinese sulla Corea del Nord, che sarà l'argomento principale di conversazione nell'incontro di domani a Pechino tra il segretario di Stato statunitense, Rex Tillerson, e i vertici cinesi. La Casa Bianca vuole un maggiore impegno da parte cinese per contrastare le minacce nucleari e missilistiche provenienti da Pyongyang, mentre il mantra di Pechino è quello di evitare l'escalation della tensione nella penisola. Sulla questione nord-coreana, per la Cina pesa anche l'installazione dello scudo anti-missile in Corea del Sud che Seul sta mettendo in atto con la collaborazione di Washington. Il Thaad (Terminal high-altitude area defense system) è estremamente sgradito a Pechino, che ha messo in atto ritorsioni nei confronti di Seul, a cui oggi Tillerson, in Corea del Sud per la seconda tappa del suo viaggio in Asia orientale, ha chiesto uno stop.

 

Proprio la Corea del Nord, scrive oggi l'agenzia France Press, che ha sentito direttamente fonti di entrambi i Paesi a conoscenza dei preparativi per l'incontro, potrebbe costituire uno scoglio nel dialogo per le differenti visioni sul regime di Kim Jong-un. Le tensioni su Pyongyang sono state oggetto anche di un tweet dello stesso Trump, che ha criticato la Cina per lo scarso impegno nel contrasto alle minacce nord-coreane. "La Corea del Nord si sta comportando molto male", ha scritto Trump. "Hanno "giocato" con gli Stati Uniti per anni. La Cina è stata di poco aiuto". Tillerson vuole per la penisola coreana un "nuovo approccio" e a Pechino, domani, chiederà maggiore collaborazione ai dirigenti politici cinesi.

L'incontro in Florida, qualora venisse confermato da entrambe le parti, costituirà un primo faccia a faccia informale tra Xi e Trump, che giunge al termine di un'intensa attività diplomatica compiuta, per la Cina, in primo luogo, dal consigliere di Stato, Yang Jiechi, il diplomatico più alto in grado di Pechino. Yang era stato negli Stati Uniti già a dicembre scorso, per incontrare alcuni esponenti della squadra di transizione di Trump in un momento molto difficile per le relazioni tra le due sponde del Pacifico: Trump aveva messo in dubbio il rispetto della politica dell'unica Cina, e aveva suscitato la forte preoccupazione di Pechino per il futuro delle relazioni con Washington. Risoltasi la disputa con un passo indietro di Trump, che ha ribadito l'adesione alla linea concordata da Cina e Stati Uniti alla riapertura delle relazioni diplomatiche nel 1979, Yang è tornato a Washington a fine febbraio per parlare con lo stesso Trump e membri del suo entourage dei dettagli del possible incontro. I preparativi, aveva confermato lunedì scorso il portavoce di Trump, Sean Spicer, sono "in corso", anche se la data dell'incontro è ancora da definire.

 

Tra le poche cose che appaiono sicure, finora, sul vertice di Mar-a-Lago, è che non ci saranno partite a golf. Già nei giorni scorsi, quando erano emerse le prime indiscrezioni, i funzionari statunitensi che hanno parlato con il sito web Axios hanno escluso la possibilità che l'incontro con Xi potesse replicare lo schema di quello avuto con il primo ministro giapponese, Shinzo Abe. Il golf, in Cina, è nel mirino della campagna contro le stravaganze, che mira contenere gli eccessi dei funzionari del partito: a partire dal 2011, le autorità hanno fatto chiudere più di cento campi per irregolarità di vario tipo, secondo le ultime cifre pubblicate a gennaio dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, l'agenzia di pianificazione economica del governo cinese.

 

17 MARZO 2017


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