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USA-INDIA: I DUBBI DELLA CINA
SUI LEGAMI TRA OBAMA E MODI

USA-INDIA: I DUBBI DELLA CINA<br />SUI LEGAMI TRA OBAMA E MODI


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 27 gen. - Una visita più simbolica che pragmatica, quella di Barack Obama in India, secondo la Cina, che nasconde "le divisioni di vecchia data tra i due Paesi", grandi come la distanza tra loro, e che potrebbe allontanare New Delhi e Pechino, in una prospettiva di lungo periodo. La stampa cinese, che ha seguito con molta attenzione il viaggio di Obama mostra scetticismo nel rinnovato rapporto di fiducia tra il gigante asiatico e gli States, ma la missione indiana di Obama ha spinto anche la Cina a guardare con una nuova lente i propri rapporti con New Delhi. La "nuova era" nei rapporti tra Usa e India, che secondo Obama potrebbe essere uno dei legami diplomatici che maggiormente influirà sul ventunesimo secolo, potrebbe rivelarsi una "trappola" per l'India, "per quanto astutamente congegnata", come scrive il Global Times, per allontanare i due giganti asiatici.

Il tabloid - che si può considerare il giornale cinese più attento alla politica estera - sottolinea che "a parte il dibattito su questioni specifiche, Cina e India devono tenere a mente che le loro relazioni non possono condurre a una questione di vita o di morte", e che "gli interessi comuni che condividono sono molti più ampi delle divergenze". Eppure, il viaggio in India di Obama ha confermato alcune paure non solo indiane riguardo al crescente ruolo della Cina nei mari che bagnano le sue coste sud-orientali. Nel documento finale della visita in India, Obama e Narendra Modi hanno espresso perplessità riguardo al crescente e assertivo, come spesso viene definito, ruolo della Cina nel Mare Cinese Meridionale, ma la Cina taglia corto. "La situazione generale del Mare Cinese Meridionale è stabile - ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying - La Cina è ferma nel promuovere e nel contribuire alla pace e alla stabilità nella regione".

Tre giorni non bastano a Obama e Modi per diventare grandi amici, spiega la Xinhua in un editoriale in cui ricorda gli episodi del recente passato che hanno visto Washington e New Delhi su barricate opposte, nonostante l'aumento della cooperazione bilaterale delineando un accordo sul nucleare civile che limiti le responsabilità legali dei fornitori statunitensi nel caso di una catastrofe nucleare, come quella di Bhopal del 1985, e aprendo la strada a possibili contratti miliardari. L'intesa tra Modi e Obama non ha trovato, però, un esito come quello con Pechino riguardo al clima. Obama ha spiegato che senza l'India, la lotta al riscaldamento climatico non ha "nessuna possibilità" di riuscita. "Conosco il punto di vista di chi dice che è ingiusto per Paesi come gli Stati Uniti chiedere alle nazioni in via di sviluppo e alle economie emergenti come l'India di ridurre la dipendenza sugli stessi carburanti fossili che hanno spinto la nostra crescita per oltre un decennio" ha spiegato Obama, anche se ha sottolineato l'importanza del contributo anche dei Paesi in fase di industrializzazione per la riuscita dell'accordo finale atteso per dicembre prossimo a Parigi.

La nuova alleanza tra New Delhi e Washington, che Pechino considera, senza dirlo esplicitamente, come una mossa di contenimento della Cina nella politica del pivot in Asia del presidente americano, viene vista con diffidenza da Pechino. La Cina ha fatto sentire la sua voce durante i giorni di permanenza di Obama in India con due messaggi, inviati da Xi Jinping e Li Keqiang, con i quali le massime cariche del Paese hanno formulato gli auguri all'altro gigante asiatico e sottolineato i benefici della cooperazione bilaterale. Nonostante le frizioni per le questioni irrisolte di confine tra i due Paesi, scrive oggi il China Daily, "la Cina è diventata il più importante partner commerciale dell'india per la prima volta lo scorso anno". Il rischio, secondo Pechino, del rapporto tra India e Usa, è quello di un progressivo allontanamento tra Pechino e New Delhi. "Un gioco a somma zero non è quello che India e Cina chiedono - conclude la sua analisi il Global Times - ma sotto l'influenza occidentale, l'India sta scivolando su questo versante". 

 

27 gennaio 2015

 

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