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Riforma credito bancario

STRETTA AL CREDITO,
BOOM DI PRESTITI PRIVATI

STRETTA AL CREDITO, <br />BOOM DI PRESTITI PRIVATI


di Antonia Cimini


Pechino, 7 ago.- La riforma del credito bancario ha messo in subbuglio il mondo finanziario in Cina, messo al bando le attività bancarie private divenute illegali e sta spingendo ora chi ha bisogno di contanti a cercare metodi alternativi ai prestiti tradizionali.

Molti trovano la soluzione su internet, dove una miriade di piccoli siti web cercano di colmare il vuoto per prestiti di piccole dimensioni.

Li Zhigong si è affidato quest'anno ad un portale che promette di collegare coloro che faticano a ottenere capitale con chi possiede contante in avanzo. Ha appena preso in prestito 3000 yuan (circa 350 euro) da investire nel suo hobby, i videogiochi online, a cui si dedica nel tempo libero quando non è impegnato nella sua attività di vendita di fuochi d'artificio.
“Non ero molto a mio agio nel chiedere un prestito agli amici, e la banca non me lo avrebbe mai concesso per dei videogiochi” spiega.

Li fa parte di quella medi adi consumatori cinesi disposti a spendere in divertimenti e futilità che sta spingendo la domanda interna nel paese. Sono loro l'obiettivo di un settore emergente di prestiti al consumo tra privati, che capitalizza sulla dilagante domanda di contanti e la preferenza delle banche tradizionale a prestare solo a industrie e di grandi dimensioni. 

 

PRESTITI ONLINE

I siti internet di prestiti tra privati peer-to-peer stano crescendo in numero e popolarità, nonostante questo tipo di servizi sia emerso già nel 2009.

Yang Yifu ha fondato il sito Renrendai.com tre anni fa. Nel 2011 il sito ha emesso transazioni per un valore di 40 milioni di yuan (circa 5 milioni di euro). Un anno dopo queste erano cresciute nove volte e per il 2013 ci si aspetta una crescita fino a 2 miliardi di yuan (circa 250 milioni di euro).

“I canali di finanziamento tradizionali non offrono servizi ai particolari” spiega Yang Yifu ad AgiChina24. I suoi clienti sono “piccoli imprenditori, impiegati che hanno bisogno di liquidità per studiare, per rinnovare la propria casa o per sposarsi”.
Per essi Renrendai.com e più di un centinaio di siti simili agiscono da intermediari con chi dispone di capitali da investire, eliminando così il ruolo delle banche. I privati si abbonano al servizio e fanno una ricerca per trovare progetti in cui investire. Il sito internet, poi, applica una tassa sulle transazioni per fare profitti.

Anche gli investitori trovano il proprio vantaggio. Le piattaforme per i prestiti promettono tassi di interesse a due cifre, largamente superiori a qualsiasi altro prodotto offerto dalle banche commerciali.

I prestiti su Renrendai.com si aggirano intorno al 10-18% di tasso di interesse su un periodo che va dai 3 ai 36 mesi. In confronto i depositi fissi ad un anno fruttano appena il 3,25% nelle banche tradizionali.
“Dato lo scarso accesso al credito, i privati sono disposti a pagare interessi più alti del solito pur di ottenere la liquidità di cui hanno bisogno” spiega Yang Yifu.

Dong Huibo ha investito più di 200 mila yuan (circa 25 mila euro) da quando si è iscritto ad uno dei siti di prestito peer-to-peer, lo scorso maggio. “I depositi a taso fisso non sono buoni perchè rendono poco, i fondi di investimento richiedono un investimento iniziale di centinaia di migliaia di yuan. Con i siti internet si può investire quanto si vuole e si ha una certa liquidità finanziaria dato che si possono scegliere anche progetti a corta scadenza” spiega Dong ad AgiChina24. 

 

RISCHIO DEFAULT

 

Questi siti fioriscono in questo momento soprattutto perché agiscono all'interno di una zona grigia che non è regolata da alcun quadro normativo.
Yang Yifu spiega che i prestiti di piccole dimensioni online sono un fenomeno nuovo in Cina che le autorità non hanno ancora preso in considerazione.
“Per ora le regole le facciamo noi stessi, in base alla nostra conoscenza del mercato e del nostro fiuto sull'affidabilità dei clienti” dice Yang.

Sebbene Renrendai.com ed altre piattaforme abbiano delle severe regole di sorveglianza su chi prende soldi in prestito, il rischio di default è il maggior deterrente tra gli investitori.
Dong Huibo spiega, però, che gli utenti prendono in considerazione la serietà delle piattaforme internet piuttosto che i singoli progetti. “Gli investitori non si lanciano a caso su qualsiasi sito, esitano e hanno paura che il mercato possa crollare da un giorno all'altro. Cose del genere succedono, qualcuno è scappato con i soldi e qualcun altro ha dichiarato bancarotta, ma si tratta ancora di una minoranza”.

In molti casi il rischio di default è dato dall'evoluzione del business peer-to-peer: sempre più piccoli imprenditori si rivolgono a questo tipo di servizi per ovviare alla scarsità di credito delle banche tradizionali. I siti internet si trovano così a maneggiare transazioni di grandi dimensioni in cui il rischio è più importante, spiega Yang Yifu. 

 

VUOTO REGOLAMENTARE

Il mondo della finanza cinese è per questo motivo sempre più preoccupato dell'evoluzione del settore peer-to-peer.

Le banche accusano i siti internet di sconfinare in servizi che non sono tenuti ad offrire. La commissione regolatrice bancaria cinese ha emesso una nota poche settimane fa in cui denuncia che questi servizi di prestito online si stanno trasformando in istituzioni di prestito illegali, perché raccolgono capitali in maniera illecita.

Il mese scorso la Banca Popolare Cinese, la banca centrale, ha pubblicato un rapporto su i siti di prestito perr-to-peer che si basa su un'inchiesta condotta nello Hunan, a Shanghai e Chongqing. Le piattaforme censite sono risultate coinvolte in gestione di prodotti finanziari sofisticati, depositi e garanzie per prestiti, tutti servizi riservati alle banche commerciali tradizionali.
Lo studio però ha anche concluso che non esiste un consenso all'interno del mondo finanziario cinese sul da farsi in materia, su chi dovrebbe avere il compito di regolare questi siti e come. La scorsa settimana le autorità hanno chiuso cinque siti di prestito internet a Chongqing per aver offerto offerto servizi illeciti, in un tentativo di mettere ordine nel settore.

A Renrendai.com Yang Yifu è convinto che siti come il suo stiano colmando un vuoto necessario all'interno del sistema finanziario cinese. “Per ora non abbiamo avuto alcuna interazione con le banche tradizionali, facciamo essenzialmente lo stesso lavoro ma abbiamo mercati di riferimento diversi”.

Yang spera che si instauri una collaborazione fra i siti di prestito peer-to-peer e le banche tradizionali. Entrambi hanno bisogno di lavorare insieme per disegnare le regole che permetteranno alle due industrie di crescere.

 

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