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SCARCERATA PRIMA VITTIMA
DELLA NUOVA LEGGE

SCARCERATA PRIMA VITTIMA <br />DELLA NUOVA LEGGE


di Antonia Cimini

 

Pechino, 23 sett.- Il giovane di 16 anni, diventato il primo blogger a incorrere nell'arresto per aver diffuso pettegolezzi online da quando la Cina ha annunciato una nuova legge per colpire la circolazione delle informazioni su internet, e' stato liberato stamattina secondo il suo legale.

Yang Hui ha passato una settimana in prigione con l'accusa di 'provocare instabilita' dopo che la polizia lo ha catturato per aver seminato dubbi sull'inchiesta della polizia locale in merito alla morte di un manager di un karaoke nella regione del Gansu. L'uomo fu trovato cadavere su una strada della cittadina di Zhangjiachuan, dove la polizia aveva chiuso il caso in fretta dichiarandolo morto per la caduta da un palazzo. I cittadini del posto, pero', non hanno creduto alla versione ufficiale e sono scesi in strada a chiedere un'indagine approfondita, stando alle fotografie pubblicate su internet.

Wang Shihua, uno degli avvocati che si sono uniti per aiutare il giovane, ha spiegato ad AgiChina24 di aver distrutto le tesi dell'accusa dopo un lungo tira e molla con le autorita'. "Yang e' stato arrestato con l'accusa di aver provocato voci e portato all'instabilita' sociale. Ieri sera l'accusa ha fatto cadere i capi e ha cambiato il caso in procedimento amministrativo. Siccome Yang e' minorenne ed e' la prima volta che viene tratto in giustizia, l'arresto non sussiste ed e' stato liberato" dice Wang.

Il 14 settembre scorso Yang ha scritto sul suo blog che, tre giorni dopo il ritrovamento del cadavere del manager di karaoke, la polizia non aveva ancora fornito una spiegazione dell'incidente, che i media non ne davano notizia ma che alcune persone erano gia' state malmenate per aver chiesto giustizia.

Nei giorni seguenti il ragazzo ha pubblicato due ulteriori messaggi, sempre corredato con fotografie di polizia armata di scudi e bastoni dispiegata davanti al karaoke. Per le autorita' il giovane ha ingiustamente accusato ufficiali della polizia e i suoi post sono stati ritrasmessi piu' di 500 volte.

Secondo le nuove linee guide approvate dalla magistratura del paese, i post che sono letti piu' di 5mila volte o ritrasmessi piu' di 500 possono essere ritenuti criminali ed incorrere in trattamento penale.

Per l'avvocato Wang Shihua la liberazione dei Yang Hui segna una pietra miliare nell'interpretazione del nuovo regolamento. "Da questo caso possiamo evincere che questa legge e' inapplicabile e restringe la liberta' di espressione dei cittadini" spiega. In futuro ci sara' maggiore opportunita' per migliorala perche' "questo caso avra' un grande peso sul futuro di tale legge".


Il caso di Yang Hui ha riacceso le critiche contro il regolamento che prende di mira i cosiddetti pettegolezzi entrato in vigore all'inizio del mese.

Piu' di 40 rispettabili avvocati di tutto il paese hanno firmato una petizione online che chiede il rilascio del giovane Yang. Nel fine settimana il nome di Yang Hui e' stato tra i piu' cercati su Sina Weibo, la piattaforma di microblog cinese.

Rachel Lu, analista a Tealeaf Nation, una compagnia che monitora l'internet in Cina, spiega ad AgiChina24 che questa vicenda mostra i molti modi in cui la nuova legge puo' essere distorta. "I governi locali prendono questa legge molto seriamente quando vogliono agire per mettere a tacere una protesta locale, e la usano per attaccare individui che cadono nella loro giurisdizione".

La scorsa settimana la polizia ha interrogato un altro blogger famoso che aveva esposto il caso di un ufficiale corrotto con un debole per gli orologi di lusso. Le foto di Wang Dong avevano avviato l'indagine su Yang Dacai, un quadro della regione dello Shanxi, di recente condannato a 14 anni di prigione per corruzione.

Mentre molti criticano apertamente il nuovo regolamento e lo indicano come un arma a disposizione del governo per mettere a tacere il dibattito online e reprimere il dissenso, ci sono prove che la legge in questione sta funzionando. Di recente alcuni media hanno pubblicato dati secondo i quali l'attivita' su Weibo sta diminuendo.

"Ho parlato con diverse persone che tengono sotto controllo l'opinione pubblica per il governo cinese, e dicono che il loro lavoro e' diventato piu' facile da quando gli utenti no parlano piu' cosi' tanto su internet - spiega Rachel Lu - La legge funzione, la gente ha paura".

Se il governo cinese e' piu' abile ad usare la tecnologia rispetto solo a qualche anno fa, gli internauti del paese si stanno dimostrando veloci nel rispondere al bavaglio all'espressione, ma, dicono gli analisti, e' ancora presto per sapere che vincera' alla fine dei conti.

 

 

NUOVA LEGGE SUI PETTEGOLEZZI, PRIMA VITTIMA

 

di Antonia Cimini

 

Pechino, 20 set. - Un ragazzo di 16 anni è diventato ieri il primo cinese ad essere arrestato in virtù del nuovo regolamento che controlla lo spargere di voci malevoli su internet, hanno fatto sapere le autorità della regione del Gansu dove è avvenuto il fermo.

 

Il giornale locale Beijing Times ha dato la notizia senza fornire l'identità del giovane. Il ragazzo avrebbe raccontato su internet della morte del gestore di un karaoke del posto, deceduto una settimana fa, fornendo una versione diversa da quella data dalla polizia, così insinuando che le indagini delle forze dell'ordine sono state commesse con leggerezza o intenzione di depistaggio. Per la polizia l'uomo è morto per la caduta da un edificio, per il ragazzo è stato picchiato a morte.

 

Il commento del sedicenne avrebbe presto fatto il giro di internet, in contravvenzione alle nuove regole che determinano con precisione il limite da non superare per notizie definite 'infondate'.

 

Lo scorso 9 settembre un'ordinanza della corte suprema cinese ha stabilito che notizie senza fondamento lette più di cinquemila volte o ritrasmesse più di 500 volte costituiscono reato di diffamazione, per il quale è presto il carcere.

 

E' la prima volta che un cittadino viene individuato ed arrestato ai sensi della nuova regola, che ha destato non poco scalpore in Cina. Esperti legali hanno dichiarato l'incostituzionalità della norma, mentre attivisti l'hanno definita un'ulteriore bavaglio all'espressione e un facile strumento di persecuzione politica.

 

Internet si è rivelato negli ultimi anni un potente mezzo di espressione e anche un mezzo al servizio degli interessi dello stato. Non pochi casi di corruzione sono stati esposti da utenti di Weibo, il popolare servizio di microblog del paese. E lo scorso maggio lo sdegno degli internauti ha fatto riaprire le indagini nel caso di una giovane donna morta a Pechino in un centro commerciale. La polizia aveva liquidato l'incidente come un'accidentale caduta da un palazzo, mentre i colleghi della donna erano certi si fosse trattato di un episodio di violenza sessuale finito male. Le manifestazioni di protesta al centro commerciale sono apparse in fotografia su Weibo, ritrasmesse innumerevoli volte e le forze dell'ordine hanno acconsentito a riesaminare l'incidente.

 

Tra i critici della nuova legge c'è proprio chi crede che mettere a tacere gli utenti su internet farà del male alla nascente società civile cinese, e ancor di più al governo che dovrà scontrarsi con maggiore pressione sociale e rabbia inesplosa.

 

 

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