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Gaokao

Scandalo passaporti stranieri
dietro l'esame della vita

Scandalo passaporti stranieri <br />dietro l esame della vita


di Giovanna Tescione

Roma, 28 mag.- Conto alla rovescia per il gaokao: il momento più atteso, ma anche il più temuto da milioni di studenti in tutta la Cina, il giorno in cui gli occhi di milioni di famiglie sono puntati sulle loro promesse, i figli, che si preparano ai tre giorni di esami nazionali per l'ammissione alle università che tutti gli studenti cinesi devono sostenere. Dietro l'angolo, un futuro di stenti.

Il gaokao non è un semplice esame, non si tratta solo di tradurre in numeri un percorso lungo 4 anni, con il gaokao è in gioco il futuro e la felicità di milioni di ragazzi e delle loro famiglie. Il punteggio ottenuto dall'esame è un prerequisito indispensabile per accedere alle migliori università della Cina. Università come la Qinhua e la Normale di Pechino spalancano le porte del successo, garantendo un futuro migliore per tutti coloro che ce la faranno. Risultato: milioni di giovani cinesi che studiano a memoria pagine e pagine notte e giorno, che partecipano ai corsi organizzati nei week end, che sopportano la pressione di insegnanti e famiglie e che vivono nel terrore per l'ansia accumulata in 10 anni di studi, in compenso le città si fermano per garantire concentrazione, silenzio e tutto il sostegno ai propri ragazzi.

Ma perché è così importante? La risposta sta nella forte competizione sul posto di lavoro che da qualche anno a questa parte in Cina si fa sempre più feroce, il divario tra i redditi dei lavoratori è aumentato e, con il tasso di disoccupazione in crescita negli ultimi tempi, milioni di giovani iniziano da piccoli a lottare per ottenere un posto in una delle università di prestigio. Il gaokao è l'obiettivo finale, una volta superato la strada è tutta in discesa. Ma i più preoccupati sono i genitori appartenenti alle fasce sociali più basse, perché questo è l'unico modo per i propri figli di sperare in un'ascesa sociale, altrimenti impossibile. L'alternativa è in molti casi fonte di disperazione estrema, è questo infatti il periodo dell'anno in cui si leggono storie di suicidi di ragazzi sovraccaricati dalle pressioni della società.

Come se non bastasse, quest'anno a rendere più teso il clima nelle scuole arriva lo scandalo degli studenti con passaporto straniero. Se per i giovani cinesi questo è un momento storico della loro vita, sono i genitori i più agguerriti pronti a qualsiasi escamotage per rendere più semplice la vita dei loro figli, e forse anche la loro. Secondo quanto riferisce il Global Times, un ragazzo di 17 anni, studente presso il Liceo Sperimentale alla Normale di Pechino, è costretto a sostenere il gaokao nella provincia dell'Anhui perché lì è registrato il suo hukou, ovvero il registro anagrafico cinese, invece che a Pechino, città dove vive e che gli aprirebbe molte più strade. Ma se fosse uno straniero? Tutto cambierebbe, gli studenti cinesi con passaporto straniero (e residenza all'estero) possono sostenere l'esame di ammissione a Pechino e non essere necessariamente legati al proprio hukou.

E allora quale soluzione migliore che far emigrare il figlio negli Stati Uniti, di cui la madre è cittadina, e farlo passare come studente straniero? Appena si è diffusa la notizia il web è stato preso d'assalto da aspre critiche a un sistema che non è del tutto equo. I primi a prendere le difese del ragazzo, sono però proprio i genitori: "Nell'Anhui, i libri di testo e gli esami che vengono utilizzati sono diversi e più severi". Giustificazioni cui fanno eco le parole di famiglie infuriate che riferiscono al Global Times: "Siamo arrabbiati perché gli stranieri hanno diritto a sostenere l'esame nella capitale e i nostri figli, che sono cinesi, no", ha dichiarato il signor Xu, la cui figlia deve sostenere l'esame nella provincia dello Shangdong. "Siamo stanchi dei loro privilegi." Altra eccezione la fanno Hong Kong, Macao e Taiwan, che mantengono un proprio sistema, a quanto pare più semplice rispetto alla madrepatria.

Tempi duri quindi per il governo, che tenta di dare spiegazioni vaghe, nel tentativo di mettere a freno i malcontenti e regolare un trend che è sempre più frequente, affermando che è necessario avere il passaporto straniero per almeno quattro anni e dimostrare di aver vissuto all'estero per almeno due anni prima di poter sostenere realmente gli esami a Pechino. Spiegazioni però che non convincono le molte famiglie ormai pronte a fare guerra sulla questione.


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