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Visitatori stranieri a Pechino

INQUINAMENTO E GIRO DI VITE SUI VISTI,
TURISTI STRANIERI IN CALO DEL 14,3%

INQUINAMENTO E GIRO DI VITE SUI VISTI, <br />TURISTI STRANIERI IN CALO DEL 14,3%


di Antonia Cimini


Pechino, 05 ago. - La Cina perde il suo fascino per milioni di turisti che in questi giorni si godono le meritate vacanze all'estero. A dirlo è l'autorità turistica del comune di Pechino, che nonostante i sogni di grandezza, ha quest'anno registrato un sensazionale calo delle presenze di turisti stranieri nella capitale, a causa di condizioni ambientali, restrizioni consolari e geopolitica intransigente.

 

Nei primi sei mesi dell'anno 2,14 milioni di turisti hanno visitato Pechino, il 14,3% in meno di quanti lo hanno fatto un anno fa nello stesso periodo. E' la prima volta dal 2008 che la metropoli cinese registra un dato così negativo, con la differenza che negli ultimi sei anni Pechino ha investito senza sosta nell'attrarre visitatori stranieri con investimenti fissi, diversificazione dell'offerta turistica e nuove regole sui visti. Secondo l'ufficio delle statistiche della città il fenomeno è iniziato lo scorso anno: nel 2011 Pechino aveva accolto 5,2 milioni di turisti, ma nel 2012 i visitatori erano scesi a 5 milioni, il 3,6% in meno.I dati per il primo semestre di quest'anno sono di gran lunga più preoccupanti di quelli registrati lo scorso anno, anche perché nuove regole consolari entrate in vigore ad inizio luglio non promettono buone aspettative per il futuro.

 

All'inizio dell'anno la Cina ha introdotto la possibilità per visitatori provenienti da 45 paesi di transitare fino a tre giorni (72 ore) nella capitale e nella metropoli Shanghai senza necessità di un visto. La regola, avevano sperato gli organismi coinvolti, avrebbe incrementato le presenze nelle scintillanti città fiore all'occhiello e avrebbe aumentato i consumi e di conseguenza le entrate collegate al turismo. Quasi il 9% dell'investimento in beni immobili della capitale cinese è andato nel settore del turismo dall'inizio di quest'anno, sulla scia dell'ottimismo creato da quel regolamento. Tutto ciò non è bastato.

 

Il direttore della commissione municipale per il turismo, Lu Yong, ha detto in una conferenza stampa la scorsa settimana che l'inquinamento dell'aria è stata una delle cause principali che ha contribuito alla caduta del numero di visitatori nella capitale. Dall'inizio dell'anno, infatti, Pechino ha registrato una concentrazione di particelle sottili PM2.5 più di tre volte più alta dello standard di sicurezza fissato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Negli ultimi mesi le notizie delle severe condizioni respiratorie di residenti e stranieri nel paese hanno fatto il giro del mondo, provocando preoccupazione e reazioni all'estero quanto in Cina.

 

Oltre la livella dell'inquinamento ambientale, le forti posizioni di Pechino si questioni geopolitiche regionali hanno tenuto a distanza turisti asiatici tradizionalmente affidabili e di manica larga. Una responsabile del China Youth Travel Service ha dichiarato alla stampa locale che dall'inizio dell'anno la sua compagnia, a gestione statale, ha registrato un 70% in meno di prenotazioni da parte di turisti giapponesi, un dato grave anche in confronto al 30% in meno dei visitatori europei. I ripetuti attacchi nazionalistici contro Tokyo e le schermaglie territoriali sulle isole contese nel Mar Giallo hanno prodotto tale risultato.

 

Le autorità turistiche stanno ora correndo al riparo, Lu Yong ha promesso che la città cercherà alleanze con la compagnia aeree di bandiera Air China per offrire voli a tariffe scontate, e ha chiesto ai tour operator di disegnare pacchetti più attraenti per visitatori esteri. Però attualmente la questione visti resta spinosa e confusa. Le nuove regole emanate il 1 luglio riformano la politica dei visti per il paese rendendo più difficile recarsi in Cina per business e per lavoro. Inoltre i cambiamenti sono poco chiari e le autorità non sono in grado di produrre spiegazioni in materia. Per gli stranieri nel paese e i potenziali visitatori non restano che dubbi e il sentimento di essere ormai indesiderati.

 

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