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CONGRESSO PCC

PERCHÉ XI NON PUÒ COMANDARE DA SOLO

PERCHÉ XI NON PUÒ COMANDARE DA SOLO


di Ximen Bao

 

Pechino, 13 nov. - La Prima Sessione del XIX Congresso del Partito Comunista Cinese ha sancito l'ulteriore rafforzamento del Presidente Xi Jinping creando di fatto una situazione di stallo circa la preparazione alla successione, dato che a partire dalla nomina di Jiang Zemin a Segretario del Partito nel 1992 la Cina aveva introdotto la consuetudine di prevedere per quella carica un massimo di due mandati della durata di cinque anni.
 
Di fatto i sei uomini che siederanno insieme al Presidente Xi nell'Ufficio Politico del Comitato Centrale non potranno per  anagrafe ambire a sostituirlo al termine del suo secondo mandato nel 2022. Avere introdotto all'interno dello Statuto del Partito il "pensiero di Xi Jinping del socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era" così come gli assunti principali del primo mandato quali il Sogno Cinese, la Belt and Road Initiative e la completa verticalità del partito sulla società, comprese le forze armate che appaiono rafforzate strutturalmente ma indebolite dal punto di vista della capacità di fare pressione sull'apparato politico, possono indurre a pensare che si sia compiuto il processo di consolidamento autoritario all'interno del Partito.
 
Approfondendo l'analisi tuttavia si può ipotizzare che il continuo protrarsi di una situazione in cui il Presidente Xi abbia la responsabilià di ogni tipo di Commissione e Organizzazione ("the Chairman of everything") sia collegato al fatto che lo stesso non si senta ancora completamente indenne dall'ostilità di fazioni a lui avverse che per tattica al momento non si oppongono alla politica di rigore morale e accentramento decisionale che ha contraddistinto sin qui l'amministrazione Xi. Pur avendo sottolineato che si tratti di un Ufficio Politico di transizione, è emblematico che non tutti i componenti facciano parte della ristretta cerchia di uomini fidati di Xi. Vengono dalla Lega dei Giovani Comunisti, assai criticata e depotenziata dal Presidente, almeno due degli attuali sei colleghi del leader. L'uscita di scena per anzianità del Commissario Anti-corruzione Wang Qishan, braccio destro di Xi, puà inoltre essere letto come un compromesso con l'ala di uomini politici che non intende creare troppe eccezioni circa le regole del cambio di potere. Wang è stato inoltre a lungo al centro delle accuse dell'uomo d'affari Guo Wengui, attualmente rifugiato negli Stati Uniti e potenzialmente depositario di segreti sui rapporti ambigui tra stato e mondo del business. I due potenziali pretendenti al trono Hu Chunhua e Chen Min'er sono al momento invece "relegati" tra i venticinque membri del Comitato Centrale, organismo senz'altro di enorme importanza, ma un gradino al di sotto nell'offrire la possibilità di essere identificati come successore designato.
 
Una importante figura che ha acquisito ulteriore potere nella cerchia di collaboratori del presidente promossa nel Comitato Centrale è Liu He, l'ideologo del pacchetto di riforme economiche. Dopo che nel suo rapporto al Congresso, durato oltre tre ore, Xi Jinping ha reiterato l'impegno della Cina a trattare gli investimenti stranieri alla stessa stregua di quelli domestici, starà a Liu realizzare nei fatti quella che è ormai vista da molti come una promessa inattesa. L'ingresso nel Comitato Centrale dell'alleato di Xi Jinping Generale Zhang Youxia nonostante i suoi 67anni, nominandolo contestualmente suo Vice insieme all'Ammiraglio Xu Qiliang nella Commissione Militare Centrale (con una diminuzione del numero dei membri semplici da sette a quattro) indica la necessità da parte del Presidente di eradicare ulteriormente i potenziali pericoli di una insurrezione, tacita o esplicita, degli effettivi dell'esercito.
 
Volendo pertanto sintetizzare gli esiti della I Sessione del XIX Congresso del PCC, l'enfasi di una nuova era volta a migliorare le condizioni di vita dei cittadini cinesi entro il 2050 e si rifletta anche su un miglioramento del contesto sociale mondiale, può rappresentare sicuramente l'ambizione dell'attuale Presidente cinese a rimanere ai vertici del paese e del partito oltre la supposta data di scadenza del 2022. Dovrà tuttavia farlo allentando la presa dai troppi tavoli in cui gioca da leader maximo. Per farlo dovrà costruire più in dettaglio una squadra di figure a lui alleate. Oggi è troppo presto per scorgere al suo interno chi veramente stia incondizionatamente dalla sua parte.

 

13 NOVEMBRE 2017

 

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