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PECHINO FESTEGGIA PER LO YUAN,
PIETRA MILIARE IN MARCIA GLOBALE

PECHINO FESTEGGIA PER LO YUAN, <br />PIETRA MILIARE IN MARCIA GLOBALE


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 1 dic. - L'inclusione dello yuan nel paniere dei Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario Internazionale rappresenta "una pietra miliare" nella marcia della valuta cinese verso l'internazionalizzazione. Riprendendo le parole di ieri del direttore dell'istituto di Washignton, Christine Lagarde, la Cina ha accolto oggi la notizia, data per certa ormai da settimane, dell'inserimento della moneta cinese nell'elite finanziaria mondiale. La valuta di Pechino peserà per il 10,92% - a partire dal 1 ottobre 2016 - nel basket del Fmi, dietro al dollaro Usa e all'euro, ma davanti allo yen giapponese e alla sterlina britannica.

"L'ammissione dello yuan" nel paniere degli Sdr, scrive oggi l'agenzia Xinhua in un editoriale, "ha dato un grande abbraccio alla Cina per la sua determinata e dolorosa riforma finanziaria". La mossa, spiega l'editoriale, "testimonia le aspettative della comunità globale che la Cina giochi un ruolo più ampio nel sistema finanziario internazionale" e darà "maggiore impeto finanziario e politico al processo di riforma finanziario in corso, per espandere l'apertura del suo mercato dei capitali e promuovere l'internazionalizzazione della sua valuta". L'importanza delle riforme del sistema finanziario cinese è stata sottolineata anche da un articolo di commento del tabloid Global Times, uscito poche ore prima della decisione del Fmi. "Anche se l'inclusione negli Sdr può essere un passo importante nel sostegno all'internazionalizzazione dello yuan - scrive il Global Times - ulteriori riforme finanziarie sono essenziali per farlo diventare una valuta globale".

La marcia dello yuan verso il ruolo sempre più globale della valuta cinese raspare anche dagli ultimi dati Swift. Lo yuan è oggi la seconda valuta più usata nei pagamenti con il Giappone, dietro lo yen: la valuta cinese ha superato il dollaro di Hong Kong e il biglietto verde, contando per il 6,9% dei pagamenti - contro il 3,1% di due anni fa - tra Tokyo e la Greater China, che comprende anche Hong Kong. A ottobre scorso, la valuta cinese era la quinta più usata nelle transazioni globali, con una quota di mercato dell'1,92%. Per gli analisti, l'inclusione dello yuan nel paniere dei Diritti Speciali di Prelievo aumenterà la domanda di asset denominati in yuan e porterà a una diversificazione dei portafogli da parte dei grandi investitori istituzionali che rifletta il nuovo status della valuta cinese. L'inclusione dello yuan negli Sdr, secondo Moody's Investor Service, darà maggiore fiducia agli investitori internazionali e potrebbe portare a un aumento di emissioni di bond denominati in yuan, oltre a un aumento della quota della Cina  negli investimenti trans-frontalieri.

Per rendere la politica monetaria cinese più flessibile, la banca centrale cinese ha oggi confermato l'intenzione di nuove misure sui tassi di interesse: l'inclusione del renminbi nel paniere dei Diritti Speciali di Prelievo avrà un impatto "limitato" per la politica monetaria cinese. Nella giornata di oggi, la People's Bank of China ha poi smentito le voci dei giorni scorsi di una possibile svalutazione dello yuan dopo la decisione del Fondo Monetario Internazionale. Il vice governatore, Yi Gang, ha dichiarato che "non ci sono le basi per un continuo deprezzamento dello yuan" e che la decisione dell'istituto diretto da Christine Lagarde "non cambia nell'immediato il nostro attuale sistema di tasso di cambio". Pechino andrà verso uno yuan più flessibile e in linea con le aspettative del mercato, ha spiegato il numero due della Pboc, ma "ci vorrà tempo".

Giudizio di cauto ottimismo anche da parte degli esperti sulla mossa del Fondo Monetario Internazionale. Per Alberto Forchielli, presidente di Mandarin Capital Partners, Pechino dovrà ora rispettare gli impegni, a cominciare dall'apertura del proprio mercato dei capitali - "ancora molto bloccato", secondo Forchielli - da una maggiore indipendenza della banca centrale dalla politica e da nuove regole per un mercato finanziario trasparente. "Sicuramente la Cina proseguirà nel progetto di riforma del mercato finanziario, ma questa era una cosa ampiamente scontata - ha spiegato ad Agi il presidente di Mandarin Capital Partners - E' una conferma che il progetto di riforma del mercato finanziario è una via senza ritorno. Tutto sommato è positivo".

 

1 DICEMBRE 2015

 

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