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NORD COREA LANCIA 25
MISSILI NEL MARE DEL GIAPPONE

NORD COREA LANCIA 25 <br />MISSILI NEL MARE DEL GIAPPONE


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 17 mar. - La Corea del Nord ha sparato 25 missili a corto raggio nel Mare del Giappone in un test di prova del proprio apparato difensivo, provocando la reazione sdegnata di Washington e Seul. Lo ha comunicato il ministro per la Difesa sud-coreano, che ha rilevato tre momenti in cui i missili sono partiti dalla base dalle coste nord-orientali del Paese, tra il pomeriggio e la sera di ieri. L'iniziativa di Pyongyang ha attratto critiche a livello internazionale. I missili, partiti da una base nel nord-est del Paese, hanno sorvolato per circa chilometri il Mare del Giappone. Il governo statunitense ha dichiarato di stare controllando la situazione e ha chiesto di evitare "azioni provocatorie che possano aggravare le tensioni" nella penisola. Forti critiche sono arrivate da Seul: il governo sud-coreano ha chiesto la fine dei "provocatori" test missilistici di Pyongyang, che hanno come unico effetto quello di "provocare tensione militare" e "nervosismo tra i vicini" della dittatura guidata da Kim Jong-un. Molto più contenuta la reazione cinese, affidata al Ministero degli Esteri, che chiede un abbassamento dei toni nella penisola, per mantenere la pace e la stabilità.

I test missilistici di Pyongyang arrivano in concomitanza con le annuali esercitazioni militari congiunte tra Seul e Washington, cominciate a fine febbraio e tuttora in corso, e seguono di pochi giorni un altro esperimento contestato, che ha rischiato di provocare un incidente internazionale: un missile di Pyongyang era passato in una traiettoria battuta dalle linee aeree civili a sette minuti dal passaggio di un volo di linea che dal Giappone era diretto a Shenyang, nel nord-est della Cina. Il Ministero degli Esteri cinese aveva reso noto che avrebbe verificato se si fosse trattato di un errore o se il gesto fosse stato intenzionale. Anche in quel caso, la reazione di Pechino era stata troppo leggera, secondo alcuni esponenti dell'ala più dura del partito, che da tempo critica le bizze di Pyongyang. Dalle colonne del Global Times, un ex generale in pensione aveva espressamente dichiarato che per la Cina era arrivato il momento di usare la mano pesante con la Corea del Nord.

Una posizione morbida quella della Cina nei confronti della Corea del Nord che è stata confermata oggi, quando un delegato della rappresentanza cinese a Ginevra ha definito il rapporto delle Nazioni Unite sulla Corea del Nord come un "divorzio dalla realtà". Il rapporto, reso noto il mese scorso aveva denunciato il regime di Pyongyang per le violazioni dei diritti umani nel Paese paragonabili a quelle della Germania nazista o del regime di Pol Pot in Cambogia. Anche allora la Cina aveva respinto la possibilità di portare il regime e il suo leader, Kim Jong-Un, davanti a una Corte penale internazionale. Il rapporto è stato stilato su iniziativa di un giudice australiano ora in pensione, Michael Kirby, e fondato in gran parte sulle testimonianze di cittadini nord-coreani che sono riusciti a sfuggire al regime, una circostanza contestata dal delegato cinese all'ONU, Chen Chuandong, che si chiede se le testimonianze dei profughi possono essere "davvero credibili" in assenza di informazioni dall'interno del Paese. il rapporto citava anche il ruolo della Cina, giudicata colpevole di avere rispedito gli immigrati nordcoreani all'interno del confine dove sarebbero poi finiti nei centri di detenzione dei prigionieri politici e in mano ai torturatori del regime.

17 marzo 2014


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