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MEDIA CINESI, POSSIBILE
ATTACCO INFORMATICO

MEDIA CINESI, POSSIBILE <br />ATTACCO INFORMATICO


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 22 gen. - Il malfunzionamento della rete Internet nella giornata di martedì con una gran parte dei siti web cinesi inaccessibili per ore, potrebbe essere stato un attacco informatico, secondo i media cinesi. Secondo il China Internet Network Information Center, che vigila sul web cinese, il disagio è imputabile a un malfunzionamento dei server principali, come già emerso sin da subito, ma l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha parlato di un possibile attacco informatico, perchè i siti inaccessibili erano stati dirottati verso un server statunitense che tra i suoi clienti ha, tra gli altri, il giornale Epoch Times della setta religiosa del Falun Gong, vietata in Cina.

Il sito oggetto di indagine è quello della società Dynamic Internet Technology (DIT) che produce i sistemi VPN che permettono di aggirare la censura del Great Firewall cinese e rendono visibili in Cina i siti web oscurati. Restano comunque ancora poco chiare le cause del danno. A essere stati colpiti sono stati tutti i siti web con le estensioni più comuni, come .com o .net, e anche alcuni tra i siti internet più visitati, come Baidu e Tencent. Il collegamento tra il malfunzionamento e il movimento del Falun Gong è stato citato anche dal portavoce del ministero degli Esteri, Qin Gang, che ha dichiarato di avere "notato" il riferimento alla setta religiosa, ma di non essere a conoscenza dei responsabili.

In base alle prime ricostruzioni della dinamica del malfunzionamento, secondo il China Internet Network Information Center, è avvenuto un guasto al meccanismo di collegamento tra i nomi dei domini e il database degli indirizzi IP, ma rimane ancora oscuro il collegamento diretto con il sito della Dynamic Internet Technology statunitense. Le spiegazioni ufficiali non hanno convinto il gruppo americano. Secondo quanto dichiarato dal fondatore di DIT, il malfunzionamento sarebbe, invece da collegare a errori avvenuti sui server del Great Firewall.



22 gennaio 2014

 

WEB PARALIZZATO, BLOCCATI SITI WEB E SOCIAL NETWORK

 

di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest


Pechino, 21 gen. - Milioni di siti internet, tra cui anche le piattaforme di social network e di messaggistica istantanei sono rimasti bloccati oggi in Cina, provocando disagi agli utenti. L'incidente è avvenuto alle tre del pomeriggio, ora locale, le otto del mattino in Italia, e ha riguardato tutti i siti internet di maggiore accesso, compresi quelli con le estensioni .com, .info., .net e .org a causa di un malfunzionamento con i server centrali, secondo quanto spiegato sui portali web delle piattaforme sina.com e qq.com. Tra i siti inaccessibili ci sono stati anche quelli, popolarissimi, di Baidu e Tencent. Per visitare le pagine on line bloccate era necessario avere a disposizione un sistema VPN, acronimo per virtual private network, che permette di collegarsi al web aggirando i server del Great Firewall cinese. I disagi per gli utenti di internet sono continuati per circa due ore, dopo le quali molti dei siti bloccati erano tornati di nuovo visibili on line. Il ritorno alla normalità richiederà in totale circa dodici ore di tempo.

Ancora ignote le cause del malfunzionamento di oggi, anche se si sono già diffusi i primi timori di hackeraggio dei siti internet cinesi. Secondo il fondatore del service provider DNSpod, Wu Hongsheng, si è trattato di un episodio "molto serio e insolito" che ha riguardato circa i due terzi dei server cinesi. Il traffico su internet, nelle ore del malfunzionamento, ha dichiarato Song Yingqiao, vice presidente di www.net.cn, è stato dirottato su server basati negli Stati Uniti. Una seconda ipotesi circolata nelle ultime ore prenderebbe invece in considerazione la possibilità che i disagi fossero dovuti a un aggiornamento dei server della censura on line, anche se secondo i più esperti, difficilmente questo tipo di operazioni possono condurre alla paralisi telematica.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, in Cina ci sono oggi 618 milioni di utenti di internet, 53,3 milioni di utenti in più rispetto allo scorso anno, anche se sono in diminuzione gli utenti di social network, con un calo del 9% tra i possessori di un account Weibo, la piattaforma che in Cina fa le veci di Twitter. Nuove regole per il web cinese sono state varate proprio oggi: chi intende caricare un video su una piattaforma on line di condivisione, dovrà farlo senza usare uno pseudonimo, hanno spiegato le autorità a sorveglianza dei contenuti dei media cinesi, per evitare il diffondersi della pornografia e di immagini violente o che possano avere un "negativo effetto sulla società". 

 

21 gennaio 2014


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