Focus

Made in Italy

LUSSO: COMPLEMENTARIETA'
TRA CINA E ITALIA

LUSSO: COMPLEMENTARIETA  <br /> TRA CINA E ITALIA


di Sonia Montrella

Twitter@SoniaMontrella

 

Roma, 30 mag.- "La Cina nei secoli passati ha contribuito al lusso dell'Occidente con sete, porcellane e manufatti esclusivi. Adesso la sfida dei maestri del Made in Italy è portare in Oriente la passione e il gusto per la bellezza, con una generazione di imprenditori e manager in grado di operare nei mercati emergenti consapevoli della natura complessa dei beni che offrono". Ne sono convinti i relatori intervenuti ieri al Seminario di approfondimento sulle Relazioni culturali, economiche ed istituzionali italo-cinese organizzato dall'Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT) per presentare il nuovo corso di laurea "Beni di lusso, Made in Italy e Mercati emergenti". Tra i relatori anche Riccardo Monti, presidente I.C.E; Marco Wong, presidente onorario di Associna – che collabora con l'Università - e Santo Versace, presidente e fondatore di Altagamma.

"L'industria del lusso" ha spiegato ad Agichina24 Marco Wong "è un qualche cosa che vede una forte complementarietà tra Italia e Cina. La crescita economica della Cina ha fatto sì che ci sia un numero sempre maggiore di persone con una possibilità economica di medio livello, tutti potenziali consumatori".  Dall'altro lato "i marchi di moda cinesi hanno una storia più recente, fanno fatica ad affermarsi. E' proprio questa lacuna che l'Italia può andare a colmare".

Gucci, Armani, Prada, Ferragamo, Versace, i brand di lusso italiani non hanno bisogno di presentazioni: "lo testimonia il flusso di turisti cinesi che volano in Italia attirati dallo shopping e le lunghe file ai dutyfree degli aeroporti. E quelle stesse spersone hanno già acquistato questi marchi in Cina o torneranno a farlo" prosegue Wong.

Più dura è invece per le case di moda meno conosciute, almeno nell'Impero di Mezzo. "Queste aziende hanno difficoltà ad affermarsi sul mercato perché farlo richiede grandi investimenti in termini di promozione, di marketing e queste realtà non hanno una struttura così forte per queste esigenze. Una soluzione potrebbe essere quella di appoggiarsi alle istituzioni che hanno il compito di accompagnare le piccole aziende italiane nella loro internazionalizzazione, oppure sfruttare quei ponti interculturali rappresentato dai cinesi di seconda generazione che fanno da mediatori o quei tanti italiani che conoscono la lingua e cultura cinese".

Intanto nell'agenda dei rapporti bilaterali è fissata per le prossime settimane la visita del premier Renzi. "Le visite aiutano sempre, i cinesi sono molto sensibili a questo tipo di attenzione che gli altri Paesi riservano spesso alla seconda economia al mondo. La cancelliera tedesca Angela Merkel si reca spesso a Pechino, uno dei maggiori mercati per la Germania, e così fa anche il Presidente francese. All'Italia non resta che recuperare la il calo di attenzione degli ultimi anni causato dalla discontinuità politica".

 

30 maggio 2014

 

@ Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci