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Corruzione

LA GIUSTIZIA AI TEMPI DI XI JINPING

LA GIUSTIZIA AI TEMPI DI XI JINPING


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 10 gen. - Xi Jinping ha inaugurato il 2014 di fronte ai membri della Commissione per gli Affari Politici e Legali con un discorso sullo stato della giustizia in Cina, e ha impresso la sua visione con il richiamo formale alle "pecore nere", ovvero quei funzionari che non applicano la legge o la sfruttano per un proprio tornaconto. Il rispetto delle norme da parte dei funzionari è stato uno dei primi temi che il presidente cinese ha affrontato con i vertici del partito, sin dalla sua nomina a capo del PCC, nel novembre 2012, e nel suo discorso di martedì, Xi Jinping ha sottolineato ancora una volta l'importanza di concetti come trasparenza e imparzialità.

Il presidente cinese ha poi tracciato le linee che il sistema giudiziario socialista dovrà seguire sotto la sua presidenza. Ha parlato di giustizia sociale come obiettivo da raggiungere, e ha sottolineato che la legge deve permettere ai cittadini di vivere in pace e di potere svolgere serenamente il proprio lavoro. Uno slittamento, secondo alcuni, rispetto alla retorica vigente ai tempi di Hu Jintao, quando l'attenzione era concertata sul mantenimento della stabilità sociale. Altri, più scettici, non hanno trovato reali segnali di cambiamento. Un avvocato per i diritti civili di Pechino, in un post su Weibo, il Twitter cinese, ha sottolineato come dalle parole di Xi Jinping si capisca chiaramente che la legge rimane sempre un passo indietro rispetto al partito.

"Il linguaggio usato da Xi Jinping può sembrare assurdo per noi -spiega ad Agi China 24, Renzo Cavalieri, professore associato di Diritto dell'Asia Orientale presso l'università Ca' Foscari di Venezia-  E' come se all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Roma il presidente della Cassazione ricordasse ai giudici di non oltrepassare i limiti della legge. Si capisce proprio dal linguaggio che c'è qualcosa che strutturalmente non va".  E' solo uno slittamento retorico, quello di Xi Jinping o porterà a cambiamenti significativi rispetto agli anni di Hu Jintao e Wen Jiabao, già a marzo prossimo, quando si terrà l'Assemblea Nazionale del Popolo?

Cavalieri parla di un ritorno negli ultimi anni ai tradizionali sistemi di mediazione, e di un ritorno al concetto di società armoniosa, sotto Hu Jintao, che ne ha fatto uno dei suoi più noti slogan. "Fino al 2008-2009 c'è stato un periodo di enfasi sullo stato di diritto. Poi però è stato come se le autorità avessero capito che quel sistema non dava le risposte che la gente si aspettava. Chi andava dal giudice, trovava il giudice corrotto o piegato agli interessi del partito locale, e si è ritrovato respinto dal sistema giudiziario". Difficile, per il professore di diritto cinese, che scompaiano quei meccanismi di tutela extra-giudiziari che scandiscono la vita quotidiana di milioni di cittadini. "L'atteggiamento generale di fronte al tema del diritto, dalla grande azienda all'ultimo dei cittadini, non è quello di cercare giustizia attraverso i meccanismi formali di accesso alla giustizia. Il poveraccio cercherà un'intercessione presso la locale cellula del partito o diventerà un petitioner. Ma anche a livello di grandi aziende, nei casi di contenziosi, non si ricorre ai tribunali".

L'accesso alla giustizia è un problema in Cina, talvolta anche quando le norme ci sono. E' di ieri la notizia del suicidio di un uomo, Wu Weiqing, nel sud della Cina, che aveva subito intimidazioni da un signore anziano che aveva soccorso in strada. Ad agosto era entrata in vigore -anche se nella sola Shenzhen- la legge del "buon samaritano", a tutela di chiunque aiuti una persona in pericolo di vita. Una norma non scontata in Cina: sono molti i casi in cui i soccorritori vengono costretti, spesso con accuse false, ad accollarsi le spese mediche dei feriti, o peggio, finire ricattati, come nel caso di Wu. La famiglia ha riferito di avere ricevuto una misteriosa telefonata da un poliziotto che chiedeva un'ingente somma di denaro. Sotto pressione, senza soldi e con lo spettro di finire in carcere, Wu ha preferito togliersi la vita.

L'enfasi sul legame tra giustizia e vita privata dei cittadini è una novità di Xi Jinping, che applica i principi della lotta alla corruzione anche a chi deve accertarsi che la legge venga rispettata a ogni livello. Ma gli ostacoli sono molti. "Cosa succederebbe -conclude il professore- se una procura in Cina battesse davvero sulla corruzione? Il rischio è quello che possa essere dismessa da un giorno all'altro dall'amministrazione comunale. Una trasformazione del sistema giuridico in una macchina che applichi in modo trasparente ed equo le regole, mi sembra improbabile. Anche perché le regole stesse sono scritte in modo da lasciare molta arbitrarietà a chi le deve applicare".

 

10 gennaio 2014

 

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