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Modello Huaxi

Funerali da re per il padre
del villaggio più ricco di Cina

Funerali da re per il padre <br />del villaggio più ricco di Cina <br />


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella


Roma, 22 mar.- Wu Renbao merita un funerale degno di un re: questo devono aver pensato alla notizia della morte del loro ex leader gli abitanti di Huaxi, diventata ricca proprio sotto la guida dell'ex capo del partito del villaggio. E via con un corteo composto da 20 carri funebri che hanno accompagnato il feretro mentre un elicottero sorvolava l'area. Wu si è spento lunedì a 84 anni, gli ultimi dei quali vissuti lottando contro un tumore, ma assicurano i cittadini: "resterà sempre nei nostri cuori".

Il suo merito? Aver trasformato il povero villaggio della provincia orientale del Jiangsu in un paradiso socialista, rendendolo il più ricco della Cina, almeno secondo quanto dichiarato dai cittadini (le cifre ufficiali sono scarse). Ex paesino rurale, nei 30 anni di riforme il governo locale ha saputo coniugare le riforme economiche all'ideale socialista della condivisione della ricchezza. Quando la Cina aprì al capitalismo negli anni 80', l'allora segretario del partito (Wu) trasformò in modo repentino l'economia di Huaxi da agricola a manifatturiera e commerciale. La formula si rivelò vincente.

Oggi Huanxi ha un'economia diversificata con 12 corporazioni che investono nell'industria dell'alluminio, della medicina tradizionale, del poliestere e del real estate. Ma soprattutto sono i cittadini i beneficiari dell'intera fortuna, azionisti della compagnia pubblica Jiangsu Huaxi Group Corporation, da cui ottengono profitti che dividono con la famiglia Wu, che gestisce la società e amministra il villaggio. Nel 2012, riferisce l'agenzia Xinhua, i profitti ottenuti dalle vendite hanno raggiunto i 52,5 miliardi di yuan (più di 6 miliardi di euro), mentre il reddito pro-capite ha toccato gli 88mila  yuan. Circa 2.000 residenti registrati vivono in ville e guidano macchine lussuose comprate proprio con i guadagni ottenuti dalla partecipazione azionaria.

Uno Shanri-la? Non del tutto. Al modello Huaxi non vengono certo risparmiate le critiche. Una piccola postilla stabilisce, ad esempio, che nel momento in cui l'azionista decide di trasferirsi in un'altra città perde automaticamente quota e benefit. "Anche se i cittadini si arricchiscono perdono tutto non appena lasciano il villaggio. E' sbagliato dire che gli asset appartengono agli abitanti" sostiene Yuan Yulai dello studio legale Zhijiang Zhixing.

Secondo alcune fonti, poi, oltre ai 2.000 residenti altri 30mila abitano nel villaggio, ma non godono degli stessi benefit dei privilegiati. "Lavoriamo duramente tutto il girono e riceviamo solo la paga giornaliera" racconta all'agenzia France Presse un lavoratore migrante, che assicura di non ricevere nessun compenso extra oltre ai 4.000 yuan di stipendio mensile per il suo impiego in acciaieria. Alcuni giornali sono pronti invece ad assicurare che la famiglia Wu controlla il 90% delle azioni del villaggio. A ciò – aggiungono ancora i media – si aggiunge il fatto che la media dei salari mensili  estremamente bassa. Critica anche una fetta del popolo della rete: "Era un dittatore, e anche uno dei più duri" scrive un utente sul Twitter cinese, Weibo. "Preferirei raccogliere immondizia che perdere la mia libertà lì" aggiunge un altro. 

Huaxi, intanto, piange il suo eroe. Migliaia di persone si sono riversate nella piccola casa in cui Wu ha vissuto fino alla sua morte per rendere omaggio alla salma. "Era una persona comune con dei principi morali" ha detto di lui Wang Hui, ex funzionario del governo ora in pensione.


A tessere le lodi della piccola realtà del Jiangsu è anche la Xinhua che in un editoriale mercoledì scrive: "Huaxi è stata ribattezzata 'il villaggio numero 1 della Cina' per il suo immenso successo". Ed ha fatto da apripista ad altri paesi, come quello di Nanjie nella provincia dell'Henan. Se abbiamo davvero compreso il concetto di socialism con caratteristiche cinesi, si legge ancora sulla Xinhua, ci saranno migliaia di Huaxi in Cina. 

 


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