Focus

Politica interna

EDUCARE DUE FIGLI, LA SFIDA
DEI GENITORI DI DOMANI

EDUCARE DUE FIGLI, LA SFIDA <br />DEI GENITORI DI DOMANI


di Claudia Astarita

Twitter@castaritaHK


Dal suo blog Cina 3.0


Melbourne, 9 gen. - Per quanto la Cina si sia subito appassionata al reality "baba qu na'r?", "papà dove stiamo andando?", che mette in scena la quotidianità e i metodi educativi di papà famosi e figli inevitabilmente destinati a diventarlo, all’interno del paese il dibattito sull’educazione dei figli si è fatto sempre più acceso, per vari motivi. Anzitutto da qualche tempo le icone della “mamma tigre” e del “papà lupo” sono state studiate, apprezzate e anche criticate ai quattro angoli del pianeta, e tutta questa attenzione ha portato anche i cinesi a riflettere sulle loro abitudini. In secondo luogo, da sempre nella Repubblica popolare convivono (con fatica) le immagini del piccolo imperatore che, da bravo figlio unico, è stra-viziato, egoista ed egocentrico, oltre che assecondato da tutti, e quella del bimbo iper-competitivo e stressato che, sin dalla scuola materna, è spronato (e costretto) ad impegnarsi con tutte le sue forze in tutto quello che fa per essere sempre il primo. Infine, da quando il governo ha deciso di concedere alle giovani coppie di città di mettere al mondo (legalmente e senza pagare alcuna multa) più di un figlio, il dibattito sui pro e i contro della grande famiglia si è fatto ancora più intenso.

Come tutti i genitori di questo mondo, anche quelli cinesi per i loro figli vogliono il meglio, e sarebbero pronti a qualsiasi sacrificio pur di ottenere questo risultato. Ecco perché c’è da chiedersi se oggi le coppie della Repubblica popolare siano davvero disposte ad occuparsi di due figli anziché solo di uno. Non tanto per i costi legati alla necessità di pagare, per ognuno, i corsi di musica, calligrafia, sport e lingue straniere (anche se, in una fase di crisi come quella attuale, gli aspetti economici legati all’allargamento della famiglia non vengono certo trascurati). Quanto per l’incapacità di gestire l’eventuale (e probabilissima) competizione tra le mura di casa. Cosa succede se uno dei due figli è più bravo dell’altro? E se uno riesce meglio nel nuoto e l’altro nella calligrafia? O ancora, come comportarsi se solo uno dei due viene scelto per accedere alle sezioni “vip” della sua scuola elementare, vale a dire quelle che raccolgono gli studenti più bravi per proporre loro programmi più intensi?
 
Imparare a gestire due figli contemporaneamente, indirizzandoli verso quelle attività per le quali sembrano particolarmente predisposti o nei confronti delle quali nutrono una coinvolgente (e sana) passione non sarà facile per genitori troppo abituati ad occuparsi delle esigenze dei figli unici. Ed è per questo che la Cina corre oggi il rischio di vedere crescere in maniera esponenziale il numero delle iscrizione ai collegi. Attenzione però: quando si parla di collegi nella Repubblica popolare non bisogna immaginare le scuole rigidissime per gli adolescenti, perché (purtroppo) sono molto frequentate anche quelle per i piccolissimi, purché abbiano compiuto i tre anni.

Tutti i genitori del mondo lavorano e non tutti possono contare sul sostegno dei parenti più stretti o sull’appoggio di una baby-sitter full-time per accudire i loro piccoli quando arriva il momento di tornare in fabbrica o in ufficio, ed è per questo che le scuole materne sono così richieste a tutte le latitudini. Tuttavia, un conto è la materna, un conto il collegio dove bimbi poco più che neonati vengono depositati per una settimana intera per imparare “la vera disciplina”. Queste strutture, infatti, sono pensate per togliere ai genitori il peso dell’educazione dei loro figli, non per occuparsi di questi ultimi per un paio d’ore al giorno.

Nei collegi per bambini si impara a non piangere, a non distribuire baci e abbracci, ad essere autosufficienti, a rifarsi il letto la mattina, a lavarsi da soli, e a scaldarsi il pranzo.

In tutta la Cina esistono oggi centinaia di collegi per bambini, le cui rette generalmente non superano i mille dollari mensili, ma siamo davvero sicuri che sia questo il modo più giusto, sano ed equilibrato per crescere i figli, indipendentemente dal loro numero? Personalmente ritengo di no. I genitori cinesi sono convinti che in un mondo globalizzato i bambini siano destinati ad uscire di casa, e quindi che sia meglio abituarli a farlo “prima che sia troppo tardi”. Ecco, pur essendo contraria all’eterna permanenza in famiglia, sono convinta che ci sia una fase della vita in cui il contatto con i genitori non sia solo desiderabile, ma indispensabile.



9 gennaio 2014

 

© Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci