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European Council on Foreign Relations

ECFR: NEL 2013 UE
DEBOLE NEL RAPPORTO CON CINA

ECFR: NEL 2013 UE <br />DEBOLE NEL RAPPORTO CON CINA


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella


Roma, 30 gen.- "Il  2011 è stato un anno cruciale per il processo di integrazione europea, tra crisi, importanti cambiamenti geopolitici e nuovi equilibri, il 2012 è stato l'anno della introversione, con i leader europei che hanno continuato a concentrarsi sul risanamento dell'economia interna più che sul rilancio dell'Europa sulla scena mondiale, mentre il 2013 è stato in generale un buon anno per la politica estera dell'Ue, con importanti obiettivi raggiunti (per esempio Iran e Kosovo)". E' il quadro tracciato dallo European Council on Foreign Relations (ECFR), oggi alla quarta edizione dello European Foreign Policy Scorecard, una valutazione della performance della politica estera dell'UE e dei 28 Stati Membri nel 2013 in sei aree specifiche: Cina, Medio Oriente e Nord Africa, Russia, Stati Uniti, Europa allargata ad Est e questioni multilaterali.

Secondo Silvia Francescon, direttrice dell'ECFR di Roma, il 2013 è stato anche l'anno del ritorno dell'Italia sulla scena internazionale. "Un ritorno importante, da leader. Se nel 2012 l'Italia ha guidato l'Europa in 3 componenti, nel 2013 si è distinta in 9 aree d'azione, grazie ad una strategia del governo Letta più propositiva, strutturata e orientata al raggiungimento di obiettivi nel lungo periodo, soprattutto nel Partenariato meridionale, Mediterraneo e Balcani occidentali".
 
Poi continua: "L'Italia non si è tirata indietro dal manifestare la propria posizione con riferimento ad alcuni dossier internazionali di estrema rilevanza come la Siria, Iran, la sicurezza nel Nord Africa, la diversificazione energetica, sostegno alla Somalia, alla Serbia e visione strategica sulla Turchia".
 
La strategia di politica estera italiana è dunque risultata in linea, se non complementare, con quella europea. "L'imminente Presidenza italiana dell'Ue – spiega ancora Francescon - ha senza dubbio sostenuto il governo nella prioritarizzazione e nell'adozione di un approccio più coerente e di lungo periodo. Il sostegno all'unione politica e la proposta di Stati Uniti d'Europa hanno permesso all'Italia di emergere come importante sostenitore dell'integrazione europea e di una maggiore unità dell'Europa, anche a livello globale".
 
Nei confronti della Cina  l'Unione europea porta a casa quest'anno un B- rispetto al C+ del 2012. "Pechino - si legge nel rapporto di ECFR - ha terminato il suo processo di transizione politica a marzo del 2013. Il nuovo presidente Xi Jinping ha subito affermato la sua autorità e il controllo ideologico attraverso una campagna per sradicare la corruzione. Tuttavia "ancora non sono emerse soluzioni ai problemi sociali". "In politica estera la Cina ha cercato di affermarsi come potenza dominante nella regione. Pechino si è scontrata con l'India e sulle Filippine per questioni territoriali,  ma le maggiori pressioni sono quelle con il Giappone, che a sua volta testa l'alleanza con gli Stati Uniti. Nel frattempo Pechino è determinata a rafforzare i rapporti con Washington, ma sulla base del riconoscimento della Cina come grande potenza".

Ma mentre il Gigante asiatico punta ad accrescere le relazioni con la Russia, l'India e i principali partner in Africa e America Latina, "l'Europa non sembra collocata in cima all'agenda cinese". "E' l'economia (con la disputa sui pannelli solari ) a caratterizzare principalmente i rapporti sino-europei. Bruxelles, dal canto suo,  cerca la cooperazione cinese su temi caldi come il dossier iraniano, la crisi siriana, il Mali, questioni sulle quali Pechino si è mostrata più co-operativa rispetto al passato".

Nell'area commerciale, "l'Ue ha accelerato le negoziazioni su accordi commerciali preferenziali con alcuni paesi asiatici, dando anche vita a un nuovo patto con Tokyo. La mossa contrasta con gli scarsi progressi fatti nell'ambito delle trattative con la Cina sulle contrattazioni pubbliche e sugli investimenti, un meccanismo di allarme per evitare le dispute commerciali, e sull'Accordo di Partnership e Cooperazione, che sembra sparito nel nulla dopo 5 anni di negoziazioni".

Va meglio nella seconda parte del 2013 quando, durante il summit bilaterale che si è tenuto a  Pechino a novembre, le due parti hanno siglato e adottato la "EU–China 2020 Strategic
Agenda for Cooperation"
in cui dichiarano di voler approfondire la partnership strategica mappando le aree di interesse special verso cui indirizzare nei prossimi anni progetti comuni.

Nel complesso, tuttavia, nel 2013 Brussels esce indebolita dalla relazione con la Cina. E' passato quasi un anno (a novembre appunto ) prima di un incontro bilaterale di alto livello, se si fa eccezione del G20 di San Pietroburgo. Nel frattempo leader e funzionari di diversi stati membri incontravano il presidente cinese e il vice presidente. Xi Jinping non ha effettuato viaggi in Europa lo scorso anno, mentre Li Keqiang ha visitato la Germania e la Romania, ma non Bruxelles.


30 gennaio 2014

 

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