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Investire in Cina

DAVID DAOKUI LI DA CERNOBBIO:
IL PIL CRESCERA' DEL 7.8%

DAVID DAOKUI LI DA CERNOBBIO: <br />IL PIL CRESCERA  DEL 7.8%


di Mariangela Pira

Twitter@MariangelaPira

 

Milano, 10 sett.- E' solo un sondaggio, ma se fosse vero testimonierebbe che il gotha della finanza presente a Cernobbio punta ancora sulla Cina. Il sondaggio svoltosi a porte chiuse, nella sala principale dei lavori del forum The European House Ambrosetti, mostra che gli imprenditori italiani pensano di investire nel 2014 in misura superiore rispetto a quanto fatto negli ultimi tre anni e che la meta preferita degli investimenti è proprio la Cina. Un sondaggio che rispecchia i numeri reali: Pechino porta a casa la medaglia di bronzo tra i primi tre paesi per investimenti all'estero. Investimenti diretti pari a 87,8 miliardi di dollari, con una crescita del 17,6% sul 2011. Cifre che parlano di record assoluto.

Sulle rive del lago di Como era presente un profondo conoscitore della cultura cinese, già consulente del governo a Pechino: David Daokui Li. L'economista del Center for China in the World Economy e docente della Tsinghua University  una volta ha detto: "non c'è un'unica cultura cinese, e sarà proprio questa diversità a condurre il paese nel sentiero dell'innovazione".

"Il paese continuerà a crescere – ha detto lo stesso Li a Cernobbio  -  dopo aver toccato il fondo della crisi, l'ha superata.  In questo momento la sua economia si sta stabilizzando". Li ripone molte speranze sulla capacità del governo cinese di mettere in piedi riforme efficaci che permettano alla Cina di effetturare la sperata transizione da economia basata sull'export ad una che si basa sui consumi. "Il punto di svolta – prosegue Li – sarà il terzo Plenum di novembre. Xi Jinping e Li Keqiang sfrutteranno la plenaria per parlare di riforme, riforme e ancora riforme". Secondo l'economista la Cina crescerà quest'anno del 7.8%, superando in questo modo le previsioni del 7.5% del governo. Confermando l'ambizione di internazionalizzazione del Renminbi, nel corso del suo interessante intervento ha spiegato che i paesi 'poveri' devono risparmiare, non indebitarsi. Per questo Dakoui Li è convinto che la Cina vada, e andrà, meglio dell'India. Il professore è infatti preoccupato degli altri paesi Bric, che non sarebbero preparati ad affrontare una nuova crisi dovuta al cambio delle politiche della Federal Reserve.

Non tutti sono così ottimisti sulla Cina. Marco Bardelli, responsabile di Ambrosetti a Singapore, ritiene che occorra fare molta attenzione al deterioramento dei crediti nonostante la crescita. Per l'economista Nouriel Roubini, soprannominato Mr. Doom per le sue visioni non particolarmente rosee, il paese rallenterà la sua corsa sotto il 7% e la guida politica non è così certa come in passato. Eppure, gli imprenditori non sembrano molto preoccupati dei numeri ma preferiscono guardare alle opportunità concrete che la Cina offre. "Anche se la crescita si attestasse al 7% o fosse addirittura al di sotto di questo livello – sostiene l'amministratore delegato di Huawei Italia Roberto Loiola – non ci preoccuperemmo poiché ci sarebbero comunque enormi opportunità in questo mercato".

 

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