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Anniversario "nazionalizzazione"

DA PECHINO "TOLLERANZA
ZERO" SU DIAOYU

DA PECHINO  TOLLERANZA <br />ZERO  SU DIAOYU


di Sonia Montrella
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Roma, 11 sett.- E' l'undici settembre dei rapporti sino-giapponesi, scriveva un anno fa su Weibo un utente indignato. Da quel momento, ne era convinto, niente sarebbe stato più come prima tra le due super potenze asiatiche. A cambiare la rotta, una mossa di Tokyo intollerabile per Pechino: la sera prima il governo nipponico aveva dato l'annuncio della sottoscrizione dell'acquisizione (o "nazionalizzazione", per dirla alla giapponese) di alcune delle isole dell'arcipelago delle Diaoyu/Senkaku conteso da entrambi i Paesi. Sul tavolo ci sono piccoli isolotti rocciosi nel Mar Cinese Orientale, disabitati, ma con un sottosuolo – secondo alcuni studi – ricchi di risorse energetiche; per altri esperti, invece, la vera ricchezza è nella posizione geografica e nelle acque pescosissime. Ma quella delle isole Diaoyu è per Pechino è sopratutto una questione di principio, di sovranità, di integrità territoriale e di dignità nazionale e per nessun motivo può restare a guardare l'acquisizione di quello che considera "parte inalienabile del territorio cinese". Risultato: giornate di violente proteste anti-giapponesi scoppiate in diverse città della Cina, editoriali infuocati che chiamano alle armi pubblicati dai principali media di stato che  e l'inizio di un gelo che accompagnerà a lungo i rapporti tra i due vicini.

 

A un anno di distanza le proteste sono rientrate, i quotidiani hanno abbassato i toni bellici, ma la situazione tra Pechino e Tokyo è ancora in fase di stallo. Due giorni fa, il governo cinese ha inviato sette pattugliatrici nelle acque che circondano le Diaoyu (Senkaku è il nome giapponese), in quella che per l'esecutivo del Drago è "un'operazione regolare". Tuttavia, l'incursione, la 59esima dalla nazionalizzazione dello scorso anno, ha provocato l'ira del Sol Levante che ha presentato una protesta formale e parlato della "possibilità di trasferire alcuni lavoratori nipponici sulle isole". "Tokyo deve rimediare ai suoi errori. Se compirà atti provocatori dovrà assumersene le conseguenza" ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Hong Lei, ribattendo alle rimostranze di Tokyo.

 

La settimana scorsa in occasione del G20 di San Pietroburgo l'agenzia Xinhua aveva parlato di un'apertura da parte del premier nipponico Shinzo Abe che, sempre secondo l'agenzia di stato, si sarebbe addirittura detto "impaziente di migliorare le relazioni sino-giapponesi". E al presidente cinese Xi Jinping  avrebbe proposto un reset (senza concessioni) nella questione delle Diaoyu/Senkaku. Idea respinta da Xi  che ha ribadito la posizione di Pechino sottolineando che le relazioni bilaterali tra le due superpotenze asiatiche stanno attraversando un momento di grave difficoltà.

 

E sempre per bocca del portavoce del ministero degli Esteri, Pechino ieri ha promesso "tolleranza zero su una nuova escalation che possa intaccare gli interessi territoriali". "La determinazione e la volontà della Cina di salvaguardare le Diaoyu sono incrollabili" si legge sul China Daily.

 

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