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CRESCITA ECONOMICA, XI: “CINA
ALLA RICERCA DI NUOVA NORMALITA'”

CRESCITA ECONOMICA, XI: “CINA <br />ALLA RICERCA DI NUOVA NORMALITA ”


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 12 mag. - Il rallentamento economico della Cina è in realtà l'inizio di un percorso nuovo che porterà il Paese a una "nuova normalità" nella crescita. Parola del presidente cinese Xi Jinping, che da Zhengzhou, capoluogo della provincia dello Henan, Cina centro-settentrionale, ha parlato del futuro economico del Drago, candidato nelle scorse settimane dal Financial Times a superare già nel corso di quest'anno i volumi dell'economia statunitense.


"La Cina vive ancora un periodo di opportunità strategiche - ha detto Xi Jinping durante la visita d'ispezione nella provincia cinese - Dobbiamo incoraggiare la fiducia in noi stessi, e adattarci alle nuove condizioni di normalità fondate sulle caratteristiche della crescita economica cinese nella fase attuale e mantenere un atteggiamento razionale". Il presidente cinese ha poi sottolineato l'importanza dell'evitare i rischi economici e di sapere prendere contromisure adeguate. "Le condizioni di base per sostenere la crescita nazionale non sono cambiate - ha proseguito Xi - dobbiamo rimanere ancorati al principio fondamentale di ricerca del progresso mantenendo la stabilità in economia".

 

Xi Jinping, che tra le sue tante vesti, ricopre anche la carica di presidente della Commissione per l'Approfondimento delle Riforme decise durante il terzo plenum di novembre scorso, si è poi soffermato su alcuni temi del cambiamento economico in atto, sottolineando l'importanza di una crescita qualitativa e non più solo basata sui volumi delle esportazioni, usando termini come "creato in Cina" invece del più noto "made in China" a sottolineare l'importanza del salto di qualità nel processo produttivo delle merci che dovranno essere espressione dei "brand" cinesi più che "prodotti" generici di provenienza cinese.

 

La parole del presidente cinese seguono quelle del primo ministro Li Keqiang che il mese scorso aveva ribadito la volontà del governo cinese di non intervenire in economia con maxi-pacchetti di stimoli a breve termine per favorire un'accelerazione nella ripresa. i primi quattro mesi dell'anno sono stati segnati da un mercato in contrazione, con i maggiori indicatori macro-economici che hanno dato segnali contrastanti. Sabato scorso, anche il presidente della Banca Popolare Cinese, la banca centrale, Zhou Xiaochuan, aveva ribadito che non ci sono in programma ulteriori stimoli all'economia, durante una conferenza a porte chiuse alla prestigiosa università Qinghua di Pechino. Zhou ha anche smentito le voci di un possibile abbassamento dei requisiti di riserva obbligatori delle banche, una misura che potrebbe favorire la crescita nel breve periodo. L'istituto che regola la politica monetaria di Pechino è concentrata, invece, sul processo di liberalizzazione dei tassi di interesse, la misura più attesa dagli osservatori della scena economica cinese.

 

La Banca Popolare Cinese sta pensando all'istituzione di certificati di deposito negoziabili per la piena liberalizzazione dei tassi di interesse. Lo ha affermato la stessa banca centrale nel rapporto trimestrale sulla politica monetaria rilasciato negli scorsi giorni. Obiettivo dell'operazione, scrive oggi la Xinhua, è quello di "dare maggiori opzioni di investimento oltre ai mercati azionari e dei fondi". Al momento sono stati liberalizzati i tassi di interesse e i tassi di prestito del mercato interbancario, mentre non sono ancora stati liberalizzati i tassi di interesse sui depositi bancari, una misura che crea, spiegano gli economisti, un "doppio binario" di cui si avvantaggiano le banche a danno dei risparmiatori.

 

12 maggio 2014

 

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