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COSA SARÀ DEI LAOJIAO

COSA SARÀ DEI LAOJIAO


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 18 nov. - Nella nuova Cina immaginata e pianificata dalle riforme varate nel corso del terzo plenum non ci sarà posto per i laojiao, i campi di rieducazione attraverso il lavoro dove viene detenuto senza processo chi si è macchiato di reati minori. La possibilità di una loro abolizione era comparsa per la prima volta a gennaio scorso sulle pagine dei giornali cinesi, e dopo diversi annunci, la riforma del sistema di detenzione amministrativa sembrava destinata ad arenarsi. Fino a pochi giorni fa, almeno, quando il Partito Comunista Cinese nel documento "Decisioni sulle maggiori questioni riguardanti il complessivo approfondimento delle riforme" ha rivelato che il laojiao sarebbe stato eliminato dal sistema cinese dopo oltre cinquanta anni dall'entrata in vigore, nel 1957.

 

Dopo vari annunci, a marzo scorso, il primo ministro Li Keqiang aveva promesso entro l'anno la riforma del sistema dei capi di rieducazione attraverso il lavoro. Il sistema dei laojiao è attuato sotto la supervisione della polizia e dei dipartimenti degli Affari Civili e dell'Educazione. Le detenzioni possono durare fino a quattro anni, e oltre ai responsabili di piccoli reati, questa misura può colpire i dissidenti. Uno dei casi più noti in tempi recenti è quello di Ren Jianyu, ex funzionario provinciale di Chongqing ai tempi di Bo Xilai, che nel 2011 era stato arrestato e spedito in uno di questi campi dove ci era rimasto fino alla fine del 2012, dopo la rimozione dell'ex leader: il suo reato era stato criticare la campagna rossa in stile neo-maoista dell'allora potentissimo segretario del partito a livello provinciale. Altro caso che ha destato l'attenzione dell'opinione pubblica è stato, nell'agosto 2012, quello di Tang Hui, una madre della provincia centrale dello Hunan a cui era stata inflitta una pena di 18 mesi in un campo di rieducazione attraverso il lavoro per avere chiesto giustizia dopo che sua figlia era stata rapita e avviata alla prostituzione nel 2006, quando aveva undici anni. La notizia della sua condanna aveva attirato l'attenzione degli internauti che sui siti di social network cinesi hanno espresso la loro rabbia per l'ingiusta punizione: dopo una settimana passata nel campo di rieducazione la donna era stata liberata e negli ultimi tempi ha ricevuto un risarcimento di circa tremila yuan, poco più di 360 euro.

 

Occorrerà ancora del tempo per vedere l'abolizione definitiva del laojiao. Il primo passo in questo senso è il via libera dell'Assemblea Nazionale del Popolo, che dovrà dichiarare non valida la decisione del 1957 di istituire i campi. La data più probabile per il via libera alla chiusura degli istituti è quella di fine dicembre, secondo i primi esperti, durante il meeting bimestrale dell'organo legislativo cinese. Occorrerà poi un novo impianto normativo per sostituire i laojiao, un'istituzione che si colloca in un'area grigia del diritto cinese anche a detta di diversi esponenti del mondo accademico di Pechino. L'opzione avanzata dal presidente della Corte Suprema cinese, Zhou Qiang, ovvero l'introduzione di istituti di correzione, sembra al momento quella più praticabile, ma non è priva di ostacoli, soprattutto per l'impatto che un centro del genere potrebbe avere sulle comunità locali nelle vicinanze, e le misure di sicurezza da mettere in atto per evitare che i detenuti possano arrecare danno alla popolazione locale.

 

Se il processo di superamento del laojiao è ancora da costruire, il futuro dei vecchi istituti è già materia di discussione in Cina. Il problema della riconversione sembra risolto per il campo di Xishuangbanna Dai nell'estremo sud della Cina, in quella provincia dello Yunnan che confina con il sud-est asiatico e il traffico di droga che ha il suo storico centro nel Triangolo d'Oro, la zona di confine tra Myanmar, Thailandia e Laos: diventerà una comunità di recupero per i tossicodipendenti. "Il nuovo centro di riabilitazione fornirà un trattamento per la riabilitazione dalla droga e aiuterà i tossicodipendenti a ritrovare fiducia in se stessi" ha affermato alla  Xinhua il direttore del dipartimento di Giustizia della prefettura di Xishuangbanna Dai, Kong Shuhua. Destino diverso per il laojiao che sorge a sud di Pechino, che secondo le prime indiscrezioni diffuse dalla stampa locale, dovrebbe trasformarsi in un penitenziario.

18 novembre 2013

 

SPECIALE TERZO PLENUM

 

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