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CINA,COSA CAMBIA DOPO
ACCORDO SU NUCLEARE

CINA,COSA CAMBIA DOPO<br />ACCORDO SU NUCLEARE


Di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 16 lug. - L'accordo raggiunto dall'Iran con i cinque membri del Consiglio di Sciurezza delle Nazioni Unite (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania avrà importanti ripercussioni su uno dei Paesi che hanno partecipato alla maratona dei negoziati di Vienna, la Cina. Pechino è già oggi il principale acquirente del greggio proveniente da Teheran e i legami energetici con l'Iran sono saldi, come hanno ricordato in questi giorni gli stessi media cinesi, nonostante le sanzioni occidentali a cui è stato sottoposto il Paese asiatico e a cui il governo cinese ha sempre dichiarato la propria opposizione. Dopo una diminuzione delle importazioni nel 2012 e nel 2013 e una ripresa lo scorso anno, già nei primi cinque mesi di quest'anno, la Cina aveva aumentato su base annua le importazioni di greggio dall'Iran.

Teheran guarda proprio ai mercati di India, Giappone, Corea del Sud e soprattutto Cina per la ripresa sostenuta delle esportazioni quando le sanzioni saranno ufficialmente ritirate. I mercati dell'Asia orientale sarebbero pronti a ricevere il greggio iraniano, anche se Teheran avrà bisogno di anni di tempo per tornare ai livelli pre-sanzioni, secondo un'analisi di Fitch. I primi risultati positivi per l'Iran potrebbero essere visibili già dall'inizio del 2016, dopo l'approvazione dell'accordo da parte dei governi delle nazioni coinvolte nei negoziati di Vienna. Il presidente dello Eurasia Group, Ian Bremmer, ha quantificato il vantaggio dall'accordo per la Cina in un tweet: la Repubblica Islamica ha riserve stimate in 157,8 miliardi di barili, quanto basta per rifornire la Cina per più di quaranta anni.

Le difficoltà, per l'Iran, saranno soprattutto di carattere tecnico. Il greggio in uscita da Teheran dovrà competere con qualità di greggio più economiche provenienti da Africa e Sudamerica, in un periodo di ribasso dei prezzi sui mercati e di riduzione della domanda da parte degli Stati Uniti. In risposta alle sfide attuali del greggio, l'Iran, secondo fonti di mercato, sta cercando di diversificare i propri clienti per crescere più velocemente nelle esportazioni. L'India ha già mostrato interesse, anche se in via non ufficiale. "Se l'accordo sul nucleare lo permette, aumenteremo le nostre importazioni" ha dichiarato ai microfoni dell'agenzia Reuters un funzionario del governo di New Delhi. E' la Cina, però, al momento, il cliente più importante per Teheran.

L'interesse iraniano per l'ex Celeste Impero era già stato confermato ad aprile, dopo il raggiungimento dell'accordo preliminare siglato a Losanna, quando il ministro del Petrolio iraniano, Bijan Zanganeh, si era recato a Pechino per incontrarsi con le autorità cinesi e firmare tre accordi con i gruppi del greggio locali. La fine delle sanzioni potrebbe mettere l'Iran in una posizione ancora più vantaggiosa nei confronti di Pechino e minacciare il primato dell'Arabia Saudita come fornitore di greggio alla Cina, già traballante, dopo gli ultimi dati, che vedono Ryad oggi al terzo posto, dietro Russia e Angola, tra gli esportatori di greggio alla Cina. "L'Iran sta chiaramente cercando di esprotare di più - ha dichirato al Wall Street Journal Michael Maidan, dell'agenzia di consulting China Matters - E' una chiara sfida all'Arabia Saudita".

La Cina rappresenta per la Repubblica islamica anche un importante investitore. Lo scorso anno Pechino aveva promesso, secondo quanto scrivevano i media iraniani, un raddoppio degli investimenti nei progetti energetici locali, concentrati sopratutto nel settore dell'idroelettrico e del petrolchimico, fino a un totale di 52 miliardi di dollari. Cina e Iran sono buoni partner anche sotto il profilo della cooperazione militare. Lo scorso anno, le marine dei due paesi hanno svolto i primi esercizi navali congiunti al largo delle coste iraniane di Bandar Abbas. Pechino ha accolto con favore l'accordo di martedì scorso. "Oggi è un giorno storico", aveva affermato il ministro degli Esteri, Wang Yi, poche ore dopo il raggiungimento dell'intesa tra l'Iran e i 5+1, spiegando che "attraverso il dialogo e i negoziati" si possono risolvere anche le questioni più spinose. L'Iran riveste un ruolo strategico anche per le due iniziative di sviluppo infrastrutturale regionale cinesi della via della Seta e della via della Seta marittima e un partner commerciale in continua crescita: lo scorso anno gli scambi tra i due Paesi hanno raggiunto quota 51,8 miliardi di dollari, il 31,5% in più del 2013.

 

16 luglio 2015

 

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