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di Nicoletta Ferro - Speciale Plenum

COMUNICATO: UNA LETTURA VERDE

COMUNICATO: UNA LETTURA VERDE


di Nicoletta Ferro*

AgiChina24 ospiterà prossimamente il nuovo blog di Nicoletta Ferro dal titolo "La linea Rossa".


Milano, 15 nov. - Attese deluse per chi si aspettava di vedere uscire il classico coniglio dal cilindro di Xi Jinping, in materia di lotta all’inquinamento.

Piuttosto che soluzioni rivoluzionarie sulla falsa riga delle misure di emergenza prese con il Piano antinquinamento annunciato qualche settimana fa, il Comunicato del Terzo Plenum, si limita a tracciare i binari entro i quali la nuova fase di progresso economico e sociale della Cina dovrà tenersi nel prossimo decennio. Ma con un minimo di lucidità riacquistata dopo la delusione, viene anche da chiedersi come poteva essere altrimenti! Di risposte rivoluzionarie a problemi ambientali e sociali che sono ormai uniti in un abbraccio mortale in Cina e altrove, non ne esistono, e anche se vi fossero non sarebbe certo questa la sede adatta per esporle.

Nel Comunicato, sotto la bandiera generalista dell’ 'ecological civilazation’, si riporta un monito alla stabilità e alla scalabilità del progresso, da perseguirsi con un approccio scientifico, oltre che al tradizionale accenno alla protezione ambientale. Degni di nota però sono i riferimenti alla necessità di stabilire delle ‘linee rosse’, che equivarrebbe a codificare in termini chiari e in indici misurabili, gli avvertimenti che scienziati ed esperti da tempo lanciano sulla prossimità della Cina al punto di rottura in diversi ambiti (idrico, agricolo, di emissioni inquinanti, relativo all’urbanizzazione, in termini energetici ecc). Altro fatto rilevante è l’accenno a sistemi di compensazione previsti per le vittime dell‘inquinamento, che pone come un rimedio necessario e un’importante presa in carico di responsabilità da parte del governo.

A un’ulteriore analisi del documento, altri elementi, sempre in chiave di sostenibilità e annessi, saltano però all’occhio. Si tratta di scenari già almeno orientativamente delineati ma che valgono comunque qualche speculazione.

Nel Comunicato si ripete che d’ora in poi la parola d’ordine sarà “più mercato, meno Stato”. In linea di massima questo si dovrebbe tradurre in una progressiva limitazione dello strapotere fino ad ora avuto dalle imprese statali (ed esercitato attraverso leve politiche ed economiche), per dare spazio alla libero dispiegarsi dell’agire imprenditoriale degli attori economici privati. Se non vogliamo credere al gioco di parole che gira in rete e che ironizza sull’entità del cambiamento epocale, parlando di State Owned Enterprises che si fanno d’incanto Enterprises Owned by the State, dando ad intendere che in realtà non cambierà nulla, questo avvicendarsi al fronte economico cinese del settore privato, può riservare invece notevoli sorprese per l’ambito della sostenibilità.

Lo fa notare Isabel Hilton, mente del portale bilingue sull’ambiente ‘China Dialogue. “L’ambiente - osserva la giornalista -  potrebbe beneficiare dall’impegno del Presidente Xi Jinping nel dare un maggior spazio al mercato, in un momento in cui il commercio sulle emissioni (carbon trading scheme) sta partendo”. Dopo una fase di normali difficoltà, lo schema di compravendita di ‘diritti di inquinamento’, comincia infatti a funzionare. Ad oggi sono 5 i progetti pilota esistenti in tutto il paese e volti a permettere che la riduzioni delle emissioni inquinanti nell’aria avvengano in maniera economicamente più efficiente.

In linea più generale, la sostituzione del tradizionale approccio top down, in cui era lo Stato a dettare le politiche e i valori nel campo della sostenibilità alle imprese per mezzo delle Soes, che si ponevano come strumenti della volontà politica, sembra destinato a risolversi quindi in favore di un maggior ruolo del settore privato e di soluzioni, come quella del carbon trading, che abbiano senso economico oltre che benefici effettivi per ambiente e società. Le speculazioni fino ad ora esposte ci portano però dritti a una questione molto rilevante che si risolve in un dubbio: sarà in grado il settore privato, che ha tradizionalmente svolto un ruolo gregario, di prendere in mano le redini della sostenibilità in Cina e camminare da solo? Con quali conseguenze?


Troppo presto per dirlo, forse troppo presto anche per pensarlo.



*Nicoletta Ferro vive a Shanghai dove lavora come consulente. Per molti anni è stata ricercatrice per la Fondazione Eni Enrico Mattei. Per AgiChina24 scrive di sviluppo sostenibile e responsabilità sociale delle imprese.

 

15 novembre 2013

 

SPECIALE TERZO PLENUM

 

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