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Cina: risoluta opposizione a difesa Usa delle isole contese con il Giappone

Cina: risoluta opposizione a difesa Usa delle isole contese con il Giappone


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 13 feb. - La Cina è seriamente preoccupata e si oppone con risolutezza all'impegno di Stati Uniti e Giappone di difendere le isole contese del Mare Cinese Orientale, le Senkaku (in base al loro nome giapponese) che Pechino rivendica come Diaoyu. Lo ha reso noto oggi il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang, che ha riaffermato che l'arcipelago a nord di Taiwan appartiene "sin dai tempi antichi" alla Cina. Qualsiasi cosa si dica o si faccia, ha sottolineato Geng, "non si potrà scalfire la risolutezza e la determinazione della Cina a proteggere la sovranità e il territorio nazionale". 

 

Già nei giorni scorsi, in occasione della visita in Giappone del segretario alla Difesa degli Stati Uniti, James Mattis, la Cina aveva definito "sbagliati" i commenti del capo del Pentagono che aveva rinnovato l'impegno statunitense alla Difesa delle isole Senkaku, amministrate da Tokyo, sottolineando che l'arcipelago rientra nell'articolo 5 del trattato di Cooperazione e Sicurezza reciproche firmato tra Stati Uniti e Giappone. L'impegno statunitense è stato ribadito anche durante lo scorso fine settimana, in occasione dell'incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, avvenuto a poche ore dalla telefonata di disgelo nei rapporti tra Cina e Stati Uniti, tra Donald Trump e Xi Jinping. 

 

I presidenti delle prime due economie del mondo hanno parlato al telefono per la prima volta da quando Trump si è insediato alla Casa Bianca venerdì scorso, secondo il fuso orario di Pechino, e Trump si è detto d'accordo con Xi nel rispetto della politica dell'unica Cina, che prevede il riconoscimento di Taiwan come parte integrante del territorio cinese. Nel corso del lungo colloquio telefonico, come lo definisce la Casa Bianca, i due hanno parlato anche della cooperazione economica e commerciale tra le due sponde del Pacifico, anche se il riavvicinamento tra Pechino e Washington non contempla, in base alle note ufficiali, un ammorbidimento delle rispettive posizioni riguardo alle dispute di sovranità nei mari che bagnano le coste cinesi.

 

A disinnescare la tensione sulle rivendicazioni territoriali di Pechino nel Mare Cinese Meridionale, era intervenuto dal Giappone il segretario alla Difesa degli Stati Uniti: Mattis, il 4 febbraio scorso, aveva minimizzato sulla possibilità di un intervento militare "marcato" degli Stati Uniti nel Mare Cinese Meridionale, anche se aveva criticato Pechino per l'atteggiamento assertivo nell'area.

 

 

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