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ANTI-TERRORISMO

CINA: PRIMO PAPER
SU MONDO ARABO

CINA: PRIMO PAPER <br />SU MONDO ARABO


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 14 gen. - Cooperazione nella Difesa e nell’anti-terrorismo, ma anche sviluppo e cooperazione economica sono tra le priorità elencate nel nuovo paper sul mondo arabo emesso dal Ministero degli Esteri di Pechino, il primo in assoluto stilato dal governo cinese per approfondire i rapporti con i Paesi del Golfo. La Cina punta ad approfondire i legami nell’anti-terrorismo attraverso l’addestramento di forze preparate e la condivisione di informazioni sulla sicurezza. Pechino intende “continuare a sostenere la costruzione di rapporti militari e a mantenere la pace regionale”, secondo quanto si legge sul paper cinese. La Cina si dice “pronta ad approfondire gli scambi nell’anti-terrorismo e nella cooperazione con i Paesi arabi”, tra cui è prevista anche la nascita di un nuovo meccanismo per le operazioni di coordinamento congiunto della sicurezza da sviluppare nel lungo periodo.

All’impegno nel settore dell’anti-terrorismo fa seguito anche quello sul piano degli scambi economici e commerciali. Il disegno immaginato da Pechino per lo sviluppo economico ruota attorno allo schema “1+2+3” che vede al centro la cooperazione nelle risorse energetiche tra Cina e mondo arabo e che si dirama nello sviluppo delle infrastrutture e nelle semplificazioni nei campi del commercio e degli investimenti, per sfociare infine in tre campi ad alta tecnologia su cui costruire una nuova base di rapporti: quelli dell’energia nucleare, della ricerca nel campo dei satelliti e delle nuove fonti energetiche. Pechino si dice pronta anche alla cooperazione nelle strategie di sviluppo all’interno del piano di investimenti strutturali della Nuova Via della Seta inaugurata nel 2013 dal presidente cinese, Xi Jinping. “Incoraggiamo e sosteniamo - si legge nel rapporto - l’espansione e l’ottimizzazione di investimenti reciproci da parte delle imprese delle due parti”.

Il paper promette anche pratiche più veloci per il raggiungimento di un accordo di libero scambio con i Paesi del Golfo e la cooperazione nei maggiori progetti infrastrutturali della regione. I Paesi arabi, considerati come blocco unico, rappresentano la prima fonte di approvvigionamento di greggio per Pechino, anche se la Cina viene vista tradizionalmente come un attore poco impegnato nella regione. Nelle ultime settimane, la presenza cinese è però aumentata: alla fine del 2015, era stato ricevuto a Pechino il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Moualem, e nei primi giorni del 2016, il governo cinese aveva inviato in Iran e in Arabia Saudita il vice ministro degli Esteri, Zhang Ming, per cercare di ripristinare la pace e la stabilità tra i due Paesi dopo l’annuncio dell’esecuzione dell’imam sciita Nimr al-Nimr da parte dell’Arabia Saudita il 2 gennaio scorso. Oltre all’impegno nella regione, Pechino sta sviluppando una nuova visione del contrasto al terrorismo, emersa dalla nuova legge approvata a fine 2015 che permette per la prima volta l’invio di militari all'estero per partecipare operazioni anti-terrorismo. Gli ultimi mesi hanno visto la Cina sempre più esposta alla minaccia terroristica. Del novembre scorso è poi la prima vittima cinese giustiziata dallo Stato Islamico, secondo quanto annunciato dalla rivista dell’autoproclamatosi califfato, Dabiq, e poche settimane più tardi tre funzionari di China Railway Construction erano morti a Bamako, in Mali, dopo l’assalto al Radisson Blu Hotel da parte di un gruppo di militanti jihadisti.

 

14 GENNAIO 2016

 

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